L’undicesima edizione dello Smart Life Festival di Modena vuole essere un’occasione per riflettere sulla necessità di superare il livello delle contrapposizioni semplicistiche – umano contro artificiale, naturale contro tecnologico; di esplorare le interazioni, le ibridazioni e le tensioni tra queste dimensioni. Non si tratta di stabilire quale intelligenza prevarrà, ma di comprendere quale tipo di convivenza tra intelligenze intendiamo costruire.”
Sergio Duretti, lei è il responsabile della transizione digitale del Comune di Modena e quindi tra gli organizzatori dello Smart Life Festival. L’ennesimo festival annuale sul digitale rischia di trasformarsi in una semplice vetrina di novità?
“Cerchiamo di esercitare un pensiero critico, guardando in profondità l’impatto che il digitale ha sulla vita di ciascuno di noi, sull’economia, sulla società, sulla cultura e sul modo di essere delle pubbliche amministrazioni.”
Un po’ come facciamo noi alla Fondazione Pensiero Solido…
“Per questo ci siamo simpatici…tornando al Festival, ogni anno scegliamo un tema, ma non per strizzare l’occhio all’attualità. Lo scegliamo per cercare nuovi linguaggi e nuovi contenuti, la parte meno visibile, meno nota e meno indagata del mondo digitale.”
Come declinate il tema di quest’anno?
“Quest’anno ci interroghiamo sulle intelligenze, al plurale. Oggi c’è quella di cui leggiamo ogni giorno sui giornali, l’intelligenza artificiale generativa, ma continua a esistere anche quella umana. Anzi, l’intelligenza artificiale dovrebbe restare sotto controllo umano, come ci ricorda con grande forza anche la recente enciclica di Papa Leone XIV. E poi c’è l’intelligenza naturale. Un viaggio nella parte meno conosciuta e più nascosta dell’intelligenza artificiale, quella che non occupa necessariamente le prime pagine. Vogliamo costruire un ponte tra l’intelligenza artificiale, quella umana e quella naturale.”
Cosa intende? Intelligenza umana e intelligenza naturale non sono la stessa cosa?
L’intelligenza naturale è un concetto più ampio che include le capacità cognitive e di adattamento di tutti gli organismi viventi. Tra gli esempi più noti dell’intelligenza naturale vi sono le reti miceliche. I funghi non hanno un cervello o un centro di comando, ma usano una rete sotterranea chiamata micelio (formata da filamenti microscopici detti ife) per esplorare l’ambiente, scambiare nutrienti con le piante e reagire ai cambiamenti del mondo micelico. Ma quest’intelligenza naturale la si trova anche in specie animali come la navigazione delle api per comunicare la posizione dei fiori e la cooperazione dei lupi nelle strategie di caccia.
Duretti, lei è arrivato al Festival dopo un lungo percorso…
“È un percorso lungo perché sono nato prima…”
…la venuta al mondo nessuno di noi la sceglie, però il proprio percorso sì. Il suo ha molti snodi che hanno a che fare con la tecnologia e la scrittura…
“Mi arrendo. Sono nato a Torino nel 1962 e la mia lunga esperienza è scandita da una grande passione per la tecnologia e da una altrettanto grande interesse per la scrittura. Iscritto all’ordine dei giornalisti da oltre 40 ‘anni, sono stato tra i primi a intuire il potenziale civico di internet, a partire dal fenomeno che da noi si è chiamato “reti civiche” e che poi si è evoluto fino alla situazione attuale.”
In mezzo c’è anche una prima esperienza a Modena….
“Sì, alla fine degli anni Novanta ho coordinato il progetto Città Telematica. Poi sono tornato a Torino, dove sono stato per otto anni direttore generale del Centro Supercalcolo Piemonte….”
…me lo ricordo, quel Centro: era una delle quattro grandi strutture di supercalcolo nate alla fine del secolo scorso, insieme a Cilea, Caspur e Cineca.…
“…oggi l’unico rimasto, fondamentale, è il Cineca a Bologna.”
Completiamo il percorso. A fine 2016 lei entra in Lepida, il cui socio di maggioranza è la Regione Emilia-Romagna e da aprile 2025 è tornato a Modena in una veste nuova: responsabile della transizione digitale del Comune e quindi eccoci allo Smart Life Festival. Che tipo di programma avete costruito?
“Avremo moltissimi appuntamenti, in alcuni casi preceduti da anteprime, in tanti luoghi diversi. Ci occuperemo di Smart Tech, Smart Food, Smart School, Smart Art, Smart Justice, Smart Economy sviluppati attraverso talk, installazioni, performance, workshop e laboratori.”
Un bell’impatto sulla città di Modena…
“Un grande ponte tra la cultura, intesa in senso ampio, e il mondo del digitale, ma è un festival distribuito, che non si concentra solo nel centro della città, ma va nelle scuole e sul territorio. Quest’anno il territorio va anche oltre i confini di Modena, con appuntamenti importanti a Mirandola e a Carpi.”
Una manifestazione così non si improvvisa…
“Lo Smart Life Festival nasce nel 2016 da una grande intuizione dell’allora assessora Carla Ludovica Ferrari. Il motore, organizzativo ma anche creativo, è la Fondazione San Carlo, insieme al Comune di Modena. Poi ci sono gli altri partner: la Fondazione di Modena, la Camera di Commercio, l’Università di Modena e Reggio Emilia e la Fondazione Democenter. Noi diamo il nostro contributo con un programma che si rivolge a tutti: studenti, famiglie, cittadini, professionisti, imprese e chi lavora nella pubblica amministrazione. Lo facciamo con lo spirito che ha sempre contraddistinto il Festival: la voglia di ragionare e di approfondire.”
Prima del Festival c’è un altro appuntamento….
“Sì, come negli anni scorsi ci anticipa la DevFest, nel primo fine settimana di ottobre alla Fondazione San Carlo. Centinaia di sviluppatori di applicazioni e software si ritrovano con relatori internazionali per fare il punto sulla tecnologia, in particolare sulle tecnologie di sviluppo del software.”
Diamo le date, allora.
“Vi aspettiamo tutti già nel primo fine settimana di ottobre per la DevFest il 3 e 4 ottobre, e poi allo Smart Life Festival dal 15 al 18 ottobre!”






























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