Ci sono voluti decenni perché innovazioni dirompenti arrivassero a scalzare realmente prodotti e servizi dominanti. L’accelerazione digitale è ormai esponenziale grazie all’AI, la competitività europea è sotto pressione, i modelli tradizionali di innovazione non bastano più.
Non siamo di fronte solo all’aumentare della frequenza delle crisi o a una nuova rivoluzione industriale, quello a cui stiamo assistendo è un cambio di paradigma più profondo.
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Imprese e AI: gestire il cambiamento
Le tecnologie non sono più solo un supporto per il business, ma sono la chiave su cui si gioca la partita. L’AI ha dato nuova vita a tutte le tecnologie esistenti, spostando il paradigma dalla tecnologia all’autonomia. La potenza delle tecnologie convergenti (AI, Quantum, IoT…) ha trasformato le tecnologie in infrastrutture di sistema. Questo cambiamento ha effetti globali e incide sugli equilibri geopolitici. Senza entrare in queste grandezze, questo ha effetti trasformativi importanti sulle imprese: sono cambiate le regole con cui le imprese competono, prendono decisioni e costruiscono vantaggio competitivo; cambiano i processi, i modelli organizzativi, la velocità con cui si sperimenta e il modo in cui si genera valore.
Per supportare le imprese in questa nuova era, riparte l’Osservatorio Startup Thinking che vi accompagna anche con questa rubrica.
Il 24 giugno si è tenuto infatti l’evento di Kickoff della tredicesima edizione dell’Osservatorio Startup Thinking, che ha visto la partecipazione di oltre 70 Manager dell’Innovazione di 40 diverse organizzazioni.
Nuova edizione dell’Osservatorio Startup Thinking: cosa prevede
Per supportare la creazione di impatto tramite la strategia di innovazione, il percorso prevede molteplici attività che caratterizzano da sempre il programma dell’Osservatorio: monitoraggio del mercato e anticipazione dei trend, empowerment metodologico e condivisione delle best practices, accesso a tecnologie emergenti e competenze specialistiche, sostegno all’evoluzione organizzativa, stimolo allo sviluppo di nuovi modelli di innovazione, networking e supporto al ruolo degli Innovation Manager.
Matteo Mingardi, CEO & General Manager di Nespak, Guillin Group, è stato l’ospite ispiratore con la testimonianza della sua esperienza diretta: “Aver sperimentato l’innovazione prima come leva di trasformazione e oggi come responsabilità d’impresa mi ha confermato che l’impatto più autentico si realizza quando entra nel cuore delle strategie aziendali e orienta le scelte verso competitività, crescita e capacità di anticipare il cambiamento”.
Diversi sono i trend tecnologici segnalati dalle imprese come più interessanti da approfondire nel calendario 2026-2027 con 6 ricerche degli Osservatori Digital Innovation di Tech scenario e startup scouting, tra questi: AI & Decision Intelligence, Data & Predictive Intelligence, Digital Twin, AI for Marketing, Cybersecurity, Data Center, Dati Sintetici, Extendend Reality, Smart Infrastructure Monitoring, Salute e Sicurezza dei lavoratori.
Alle attività Tech scenario estartup scouting si affiancano 5 Lab Metodologici, attività di acquisizione di competenze e metodologie per migliorare la capacità di sviluppare efficacemente l’Open Innovation e la Corporate Entrepreneurship, predisponendo al proprio interno le condizioni organizzative e di processo attraverso attività esperienziali e di gruppo.
Il Convegno open sarà inoltre l’occasione per presentare i risultati delle ricerche insieme ai partner dando loro visibilità estesa.
Novità e attività
Novità della tredicesima edizione è l’Exchange Forum, una giornata dedicata allo scambio e al networking, in cui si alternano speech di impatto di partner ed esperti e tavoli tematici a rotazione.
In occasione dell’evento di kickoff sono state presentate anche le attività a supporto delle aziende partner dell’Osservatorio Startup Thinking, tra cui la possibilità di ospitare workshop presso le sedi aziendali, come fatto in questa ultima edizione presso Aruba, Inail, Officine Credem, Open Fiber, Svicom, migliorando l’ingaggio degli stakeholder in azienda, non solo sulle attività dell’Osservatorio, ma soprattutto sull’importanza di diffondere la cultura dell’innovazione a tutti i livelli organizzativi.
Tra le attività anche la possibilità di realizzare project work con gli studenti di Laurea Magistrale di Ingegneria Gestionale e Ingegneria Informatica del Politecnico di Milano, con benefici su brand awareness, recruiting e sulla possibilità di ricevere idee inattese e fresche.
Il kickoff è stato anche prima occasione di confronto, grazie all’attività interattiva pensata per effettuare l’innovation pain&gain check-up. I partecipanti all’evento sono stati raggruppati in tavoli di lavoro, ciascuno dedicato a riflettere sulle quattro dimensioni del modello sviluppato dall’Osservatorio Startup Thinking: give direction, managing innovation, enabling innovation, running innovation.

Gli “ambassador” delle aziende
Preziosissimo il ruolo di alcuni “ambassador” delle aziende partner, che hanno guidato i lavoro: Silvia Eleonora Campioni, Chief Innovation Officer di Lactalis Italia, Andrea Cerritelli, Digital Innovation Manager di Fastweb +Vodafone, Francesco De Carli, Project Generation Unit Head & Pipeline Innovation Dept di Chiesi, Valeria de Flaviis, Head of Innovation Lab & Digital Transformation di CDP, Giulio Luccitti, Open Innovation Specialist di Leonardo, Paolo Magni, Innovation & ESG Manager di Gruppo Enercom, Maurizio Olmi, Innovation Leader degli Osservatori Digital Innovation, e Roberto Privitera, Head of Product Lab di Aruba.
La tredicesima edizione di Startup Thinking partirà il 6 ottobre e durerà fino a giugno 2027 con quattordici giornate di lavoro.
Startup Thinking intende proseguire il lavoro iniziato 13 anni fa (anche allora non sapevamo quello che ci attendeva!) e capire come le imprese possano attrezzarsi per competere in questa nuova era, attraverso le nostre ricerche accademiche, lo studio delle pratiche migliori, e il confronto costante tra peers e con le startup internazionali.
Non basta infatti osservare i trend o introdurre strumenti, serve costruire un modo disciplinato per intercettare segnali, testarli rapidamente, capire cosa genera valore e governarne lo scaling. Conta allenare l’organizzazione a generare le fonti di valore, quello che possiamo definire Value Gym.
Sono già molte le aziende che hanno confermato la loro partecipazione, tra cui Aruba, Banca Finint, BPER Banca, Bticino, CDP, Chiesi, Credem, Enel, Fastweb+Vodafone, Ferrovie dello Stato, Gruppo Enercom, Gruppo Iren, Inail, Iveco Group, Lactalis Italia, Leonardo, Lottomatica, Pirelli, Poste Italiane, Sisal, Snam, Terna.
Vi aspettiamo!



























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