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L’intelligenza artificiale in farmacia: parla il presidente della Federazione Andrea Mandelli



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L’intelligenza artificiale libera tempo e migliora le decisioni del farmacista. Il presidente della Federazione Ordini Farmacisti illustra i vantaggi e le opportunità di una trasformazione che richiede competenze digitali valorizza la e relazione con i clienti

Aggiornato il 1 mag 2026

Antonio Palmieri

Fondatore e presidente di Fondazione Pensiero Solido



Andrea Mandelli
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Se c’è una professione che anche nell’era dell’intelligenza artificiale sembra rimanere sempre uguale a se stessa è quella del farmacista. Entri in farmacia, consegni la ricetta oppure chiedi consiglio, il farmacista (maschile sovraesteso) ti risponde e via così…

“Dice bene, Palmieri, sembra. Invece l’intelligenza artificiale generativa è una leva strategica per la professione farmaceutica.”

Ci aiuti a capire come e perché, egregio Andrea Mandelli, presidente FOFI, la Federazione Ordini Farmacisti Italiani

“L’intelligenza artificiale si sta rivelando una leva strategica per migliorare l’organizzazione del lavoro e la qualità dell’assistenza al cittadino, perché semplifica e rende più efficiente il lavoro quotidiano del farmacista. Vede, una parte significativa del tempo di lavoro di noi farmacisti è assorbita da attività amministrative e gestionali. L’IA è uno strumento che può contribuire a risparmiare tempo, restituendolo alla relazione di cura”

Quindi l’uso dell’intelligenza artificiale si inserisce nella sua idea di farmacia come presidio di salute di prossimità…

“Dopo la pandemia è emersa con chiarezza la necessità di strumenti capaci di supportare concretamente i professionisti sanitari nella gestione della crescente domanda di salute.

Come lei “predica” con la sua Fondazione Pensiero Solido, l’innovazione non può essere arrestata e dunque va governata, non subita. La vera sfida è integrare tecnologia e relazione umana, garantendo sempre qualità, sicurezza e fiducia. Anche il farmacista è chiamato a essere protagonista del cambiamento, mantenendo saldo il proprio ruolo di professionista sanitario, nel rispetto dell’etica e della responsabilità verso il paziente.”

Capisco. Quindi come vi siete attrezzati, per utilizzare al meglio le possibilità offerte dall’intelligenza artificiale generativa?

“Lo scorso anno abbiamo lanciato il primo chatbot a supporto degli Ordini territoriali e ora stiamo lavorando a un altro strumento che affianchi il farmacista nella gestione delle informazioni e delle responsabilità legate alla dispensazione, migliorando l’efficacia dell’intervento”

Ho letto che questo primo chatbot istituzionale lo avete sviluppato con il Politecnico e Ordine di Milano ed è stato definito un progetto “pionieristico”…Quali problemi concreti degli Ordini provinciali ha risolto o sta risolvendo?

“Abbiamo sviluppato uno strumento capace di supportare gli Ordini nel fornire risposte più rapide, strutturate e omogenee alle richieste dei professionisti. Il beneficio è duplice. Da un lato, il farmacista può ottenere risposte immediate e affidabili su questioni tecnico-normative spesso complesse. Dall’altro, gli Ordini e la Federazione riescono a gestire in modo più efficiente l’elevato numero di richieste quotidiane da parte degli iscritti, migliorando i tempi di risposta e la qualità del servizio.”

Come garantite che le risposte siano affidabili, aggiornate e coerenti con la normativa?

“Questo è il cuore del progetto. Abbiamo costruito un archivio strutturato di fonti ufficiali, organizzato secondo una precisa architettura concettuale. È stato un lavoro complesso e condiviso, perché la qualità delle risposte dipende direttamente dalla qualità delle fonti. L’IA, in questo caso, non genera contenuti “liberi”, ma lavora su basi validate, garantendo coerenza normativa e utilità concreta per il professionista.”

Sono tre anni che insisto su questo punto. Per evitare errori, occorre costruire chatbot “verticali”, allenati su dati certi, a prova di errore. Qual è stato il feedback dei farmacisti e degli operatori degli Ordini dopo i primi mesi di utilizzo?

“Molto positivo. Già la fase di sperimentazione, che aveva coinvolto una decina di Ordini prima della diffusione su scala nazionale, ha confermato l’utilità dello strumento, sia in termini di semplificazione del lavoro sia di supporto decisionale.”

Lei ha parlato anche di un secondo strumento di IA destinato direttamente ai farmacisti. Di che si tratta?

“La Federazione sta sviluppando, attraverso la società in house Proservice, una piattaforma che dialoga direttamente con il farmacista, supportandolo nelle attività legate alla dispensazione e alla consulenza professionale. L’obiettivo è fornire uno strumento che consenta di accedere rapidamente a informazioni qualificate, migliorando la capacità di risposta al paziente e rafforzando la sicurezza dell’atto professionale.”

Immagino stiate replicando le garanzie di sicurezza, privacy e responsabilità professionale che avete praticato per predisporre il primo chatbot…

“Esattamente. Anche in questo caso, l’elemento distintivo risiede nell’utilizzo esclusivo di fonti certificate. Il sistema è integrato con banche dati ufficiali, come la banca Farmadati che include i foglietti illustrativi dei medicinali autorizzati in Italia. Inoltre stiamo lavorando per ampliare ulteriormente le fonti, con il contributo di pubbliche amministrazioni e società scientifiche e in questo senso è stata avviata una collaborazione con l’AIFA. Questo approccio garantisce elevati standard di affidabilità, tutela della responsabilità professionale e sicurezza delle informazioni. Tra pochi mesi saremo pronti.”

Quali competenze nuove dovranno acquisire i farmacisti per usare questi strumenti in modo consapevole?

“Accanto alle competenze cliniche e normative, diventa sempre più necessario sviluppare competenze digitali, capacità di interpretazione dei dati e familiarità con gli strumenti tecnologici.

In questo scenario, la formazione continua assume un ruolo centrale: è fondamentale integrare questi contenuti nei percorsi di educazione continua in medicina (ECM) per preparare i professionisti alle sfide future. Siamo impegnati a rafforzare e ampliare la nostra offerta formativa, mettendo a disposizione degli iscritti contenuti aggiornati e accessibili gratuitamente per tutti gli iscritti all’Albo.

Al tempo stesso, le nuove tecnologie rappresentano anche un importante fattore di attrattività per le giovani generazioni, che vedono nell’innovazione un elemento chiave per la crescita e l’evoluzione della professione.”

Ritiene che l’IA debba entrare formalmente nei percorsi universitari e nell’ECM?

L’integrazione dell’IA nei percorsi formativi rappresenta una scelta necessaria per accompagnare l’evoluzione della professione. Università e sistema ECM sono chiamati a fornire strumenti e competenze che consentano ai farmacisti di utilizzare queste tecnologie in modo consapevole, critico e responsabile. In questo senso, il decreto legislativo n. 17 del 2026, che recepisce la direttiva UE 2024/782 aggiornando i requisiti minimi di formazione per le professioni sanitarie, inclusa quella di farmacista, rappresenta un passaggio fondamentale: aggiorna i percorsi formativi introducendo conoscenze nell’ambito delle tecnologie dell’informazione. Si tratta di un’evoluzione coerente con il cambiamento in atto.”

In una società longeva, pensa che l’intelligenza artificiale possa contribuire a rafforzare il ruolo del farmacista nella presa in carico del paziente cronico?

“Il contributo dell’intelligenza artificiale nella gestione della cronicità è particolarmente rilevante: consente di supportare il monitoraggio dell’aderenza terapeutica, la personalizzazione degli interventi e il coordinamento con gli altri professionisti sanitari. In questo scenario, il farmacista può rafforzare ulteriormente il proprio ruolo nella presa in carico del paziente, contribuendo a una gestione più efficace e continuativa dei percorsi di cura.”

Dalla nostra ricerca “Salute artificiale” è emerso che il 94% degli italiani cerca informazioni sulla propria salute online. Questo è un problema, anche nel rapporto con il farmacista?

“Il potenziale dell’IA in questo ambito è significativo perché facilita l’accesso a informazioni corrette e consente al farmacista di fornire risposte chiare, tempestive e personalizzate. In questo modo contribuisce a ridurre la disinformazione e a contrastare fenomeni di isolamento sanitario, soprattutto tra le fasce più fragili della popolazione. Il dialogo con noi farmacisti è un efficace antidoto al fai da te della salute.”

Come si concilia l’uso dell’intelligenza artificiale con il principio cardine della professione: la responsabilità personale del farmacista? Non è che di questo passo arriveremo al chatbot farmacista?

“L’intelligenza artificiale è uno strumento di supporto, non sostitutivo del professionista. La responsabilità resta sempre in capo al farmacista, che mantiene il ruolo decisionale e di garanzia nei confronti del paziente. Il farmacista resta il punto di riferimento per il cittadino: l’IA è uno strumento che ne rafforza la capacità di risposta senza sostituirne il ruolo.”

In conclusione, se dovesse sintetizzare in una frase la sua visione del “farmacista aumentato”, quale sarebbe?

“Un professionista che integra competenza, tecnologia e relazione umana per offrire assistenza farmaceutica e servizi sempre più accessibili, tempestivi ed efficaci, a beneficio della salute dei cittadini e della sostenibilità economica del Servizio sanitario nazionale.”

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