A volte un’immagine (e alcuni dati) aiutano a visualizzare i problemi meglio di mille parole. Una di queste arriva dall’International Monetary Fund, basata su dati Bureau van Dijk Orbis e ci dice molto sul problema delle startup europee.
L’immagine ci passa tre messaggi che, nella loro semplicità, sono quasi brutali.
- Negli Stati Uniti sono le aziende “giovani” – cioè quelle nate negli ultimi decenni, in larga parte ex startup – a rappresentare la maggior parte del sistema industriale. E tra queste ci sono anche le più grandi.
- In Europa, è l’opposto. Il tessuto industriale è ancora dominato da aziende tradizionali. Le ex startup che riescono a diventare grandi aziende sono casi rari. Troppo poche.
- La differenza di valore economico tra le due aree dipende soprattutto dalla corona azzurra della “nuova economia” e non dal core blu della “old economy” (qui la differenza è molto meno marcata).
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Startup in Europa, cosa misurano questi dati
Il grafico si basa su:
- aziende con market cap superiore a 10 miliardi di dollari (escludendo banche ed assicurazioni)
I dati distinguono tra:
- aziende “giovani” (<50 anni)
- aziende “mature” (≥50 anni)
Ogni bolla rappresenta una azienda e la sua dimensione riflette la capitalizzazione di mercato.
È importante capire cosa non misura:
- non conta quante startup nascono
- non misura tutto il mondo dell’early stage
Misura una cosa molto più rilevante:
- quante aziende riescono a scalare fino a diventare grandi
I limiti dei dati (che non cambiano la sostanza)
Come ogni analisi, anche questa ha dei limiti:
- la market cap riflette l’aspettative di mercato, non le performance reali
- la soglia dei 50 anni è ampia (include anche aziende big tech ormai ampiamente consolidate)
- si guarda solo alle aziende molto grandi (≥$10B) (quindi la frammentazione del tessuto industriale del Vecchio Continente non viene visualizzata)
- la copertura del database Orbis è meno completa per alcune aziende private americane (quindi potrebbe esserci paradossalmente una sottostima del peso economico degli Stati Uniti).
Eppure, nonostante questi limiti, il segnale resta chiarissimo.
Il punto: l’Europa ha un tessuto industriale vecchio
Negli Stati Uniti, il passaggio da startup a grande azienda è sistemico.
In Europa, è episodico. Abbiamo meno startup. E poche di queste diventano grandi aziende che sono poi quelle che sostengono la crescita del PIL e dell’occupazione.
Perché conta davvero
Ne avevo già parlato in precedenza (qui un articolo che usando dati diversi portava un concetto simile). In Europa non abbiamo solo un tema di innovazione. Abbiamo un tema di rinnovamento del tessuto industriale.
Un sistema in cui le nuove aziende non diventano grandi:
- fatica a rigenerarsi
- resta ancorato al passato (quindi con una naturale media tendenza delle imprese a spostarsi nelle fasi di maturità e declino riprendendo il concetto di Levitt della curva del ciclo di vita del prodotto)
- perde progressivamente capacità competitiva
E le conseguenze vanno ben oltre il tema delle startup:
- meno campioni globali
- meno leadership tecnologica
- meno crescita nel lungo periodo
Qual è la domanda giusta
La domanda giusta non è: abbiamo abbastanza startup?
Ma: perché così poche riescono a diventare grandi aziende?
Finché non affrontiamo questo passaggio continueremo a essere un continente che innova… ma non capitalizza davvero la propria innovazione.
No scaleup, no party.




















