L’INTERVISTA

Crowdfunding immobiliare, Giacomo Bertoldi (Walliance): “L’Italia punta al miliardo entro il 2025”



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Nel 2024 il crowdfunding immobiliare in Italia ha raggiunto i 300 milioni di euro di raccolta, in crescita del 46% rispetto al 2023. Il mercato europeo si avvia verso i 23 miliardi cumulati nel 2025. Quali ragioni d e quali prospettive? Ne parliamo con Giacomo Bertoldi, AD di Walliance

Pubblicato il 12 set 2025



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Il crowdfunding immobiliare continua a rafforzarsi come uno dei comparti più vivaci della finanza alternativa. Secondo il Walliance Real Estate Crowdfunding Report 2024, realizzato in collaborazione con la Luiss Business School e con il sostegno di DWF, e diffuso il 12 settembre 2025, a fine 2024 il volume globale ha raggiunto 54,3 miliardi di euro, di cui oltre 20 miliardi in Europa.

L’Italia ha registrato un incremento del 46% in un solo anno, arrivando a quota 300 milioni di euro raccolti su 230 campagne chiuse con successo. In totale, il mercato italiano ha superato gli 850 milioni cumulati e potrebbe oltrepassare la soglia simbolica del miliardo già nel 2025.

Cos’è il crowdfunding immobiliare

Il crowdfunding immobiliare è un metodo di finanziamento collettivo che consente a un gruppo di investitori di raccogliere fondi per finanziare progetti immobiliari. Questo tipo di crowdfunding sfrutta piattaforme online per mettere in contatto sviluppatori immobiliari o promotori di progetti con potenziali investitori.

QUI COS’è IL CROWDFUNDING IMMOBILIARE E I DATI DEL REPORT 2025

Parla Giacomo Bertoldi, AD di Walliance

Per approfondire i trend e le prospettive, EconomyUp ha intervistato Giacomo Bertoldi, amministratore delegato di Walliance.


Quali sono i fattori che hanno spinto la crescita del crowdfunding immobiliare in Italia nel 2024?

Bertoldi: Credo che a questo risultato abbiano contribuito tre elementi principali. Primo: l’evoluzione normativa: l’entrata in vigore del regolamento europeo ECSP ha offerto un quadro più chiaro e uniforme, accrescendo la fiducia degli investitori. Secondo: la digitalizzazione del settore immobiliare, che ha reso più trasparente e accessibile l’investimento attraverso piattaforme sempre più intuitive. Terzo: nel contesto macroeconomico, con inflazione e tassi elevati, il crowdfunding immobiliare è emerso come asset alternativo, in grado di offrire rendimenti competitivi rispetto a strumenti tradizionali.


Guardando all’Europa, quali sono le principali sfide da affrontare per continuare a crescere?

Bertoldi: Le previsioni indicano che il mercato europeo potrebbe superare i 22 miliardi di euro di raccolta cumulata già nel 2025. Per mantenere questo ritmo, ci sono però sfide cruciali: la gestione del rischio e la qualità dei progetti, che devono essere solidi e realistici; l’educazione finanziaria degli investitori, necessaria per diffondere consapevolezza su opportunità e rischi; l’armonizzazione normativa, perché l’ECSP è un passo avanti ma restano differenze di applicazione tra i Paesi; infine, l’attrattività dei rendimenti, che dovrà restare competitiva anche in uno scenario di tassi d’interesse in discesa.


Il mercato italiano ha superato gli 850 milioni di euro cumulati. Quali sono i prossimi obiettivi?

Bertoldi: Il superamento degli 850 milioni rappresenta una tappa significativa. L’obiettivo per il prossimo anno è sfondare il miliardo di euro, consolidando la nostra posizione tra i mercati più dinamici in Europa. Dal lato degli investitori, vediamo un’evoluzione: meno attenzione alla singola operazione e maggiore interesse nella costruzione di portafogli diversificati. Inoltre, cresce l’attenzione verso progetti ESG e green, che diventeranno una direttrice centrale per il futuro del settore.


Che ruolo ha avuto la collaborazione di Walliance con la ricerca accademica, in particolare con la Luiss Business School?

Bertoldi: La collaborazione con il mondo accademico è fondamentale per dare credibilità e profondità al fenomeno. La ricerca universitaria consente di analizzare i dati con metodo scientifico, smontare pregiudizi e diffondere conoscenza presso istituzioni, media e investitori. L’esperienza con la Luiss Business School dimostra che più ricerca significa più trasparenza, e più trasparenza significa più fiducia: una condizione necessaria per sostenere la crescita futura del crowdfunding immobiliare.

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