Volvo cerca volontari per testare le driverless car

La casa automobilistica svedese, di proprietà della cinese Geely, vuole accelerare la fase di verifica delle sue auto autonome e lancia una ricerca di piloti in Gran Bretagna, dove saranno realizzate le prove su strada, in parallelo con Gothenburg

Pubblicato il 06 Feb 2017

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La casa automobilistica svedese vuole arrivare sul mercato con la propria driverless car entro il 2020/2021, come almeno un’altra decina di società.

Ma per riuscire nell’intento c’è ancora molto lavoro da fare, sopratutto servono chilometri e chilometri percorsi su strade pubbliche per testare e migliorare le funzionalità dell’auto e farle fare esperienza. Così, applicando il concetto del “learning by doing” , Volvo ha lanciato il progetto “Drive Me” che mira a ingaggiare persone e famiglie nel test delle auto non solo nella città svedese di Gothenburg (come si dice nel sito ufficiale), ma anche nella città di Londra, dove inizialmente ci saranno dei tecnici a bordo delle auto.

Ne parla il quotidiano The Guardian, che riporta quanto affermato dal dirigente Anders Eugensson in recentissima conferenza stampa a Londra per il lancio dell’iniziativa.

“Loro, gli ingegneri, non leggono il giornale; si siederanno lì, pronti ad afferrare il volante. Abbiamo bisogno di lavorare sulla tecnologia ancora un pò prima di poter consegnare le vetture al pubblico. “

Volvo utilizzerà anche i database degli incidenti automobilistici degli ultimi 10 anni per eseguire una serie di simulazioni e rendere le vetture più sicure. Comincerà poi a reclutare fino a 100 pendolari, professionisti di varie fasce di età che regolarmente utilizzano le strade M40, M4, M25 eA4 verso Londra, per provare i suoi veicoli semi-autonomi a partire dall’estate del 2018.

“Cerchiamo persone che sono piuttosto frustrate quando guidano la mattina per andare al lavoro. Vogliamo davvero persone che possano apprezzare il tempo che non dedicano alla guida ma ad altre cose”.

Le auto del test saranno infatti in grado di guidarsi da sole in autostrada, fino all’ingresso in città (quando il controllo sarà ripreso dal conducente), dando la possibilità di prendere il portatile e prepararsi per la riunione, leggere il giornale o aggiornare il profilo Facebook, ecc “Il nostro obiettivo è quello di rendere la guida facile come usare lo smartphone”, ha detto Eugensson.

L’annuncio del progetto pilota della Volvo a Londra arriva in un momento in cui il tema driverless car sotto il profilo assicurativo è al centro dell’attenzione, poichè il Governo del Regno Unito sta preparando una legge per regolare il rapporto tra assicurazioni e auto autonome, che secondo il ministro dei trasporti Chris Grayling sarà pronta in alcuni mesi al massimo.

Se così fosse, sarebbe il primo Paese al mondo a portarsi (giustamente) avanti nelle regolamentazione di questo nuovo tipo di veicoli e il loro profilo di responsabilità civile. Il disegno di legge è stato presentato proprio lo scorso gennaio, accolto molto bene dalle compagnie, e sposa un modello in cui gli assicuratori saranno responsabili del pagamento di un risarcimento direttamente alle “vittime innocenti” di collisioni che coinvolgono le auto senza conducente, ma potrenno rivalersi di tali costi dal costruttore del veicolo, se l’incidente è stato causato da un guasto alla loro tecnologia.

Una linea sulla quale Eugensson di Volvo sembra concordare: “Il processo di risarcimento deve essere veloce per il cliente … Se la macchina era chiaramente in errore, la compagnia di assicurazione può pagare il cliente e saremo noi (costruttori, ndr) a interloquire con la compagnia per la copertura dei danni”.

Il programma Drive Me, dopo Londra e Gothenburg punta alla sperimentazione in tutto il Regno Unito e Cina, per verificare diversi ambienti stradali.




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