INNOVAZIONE SOCIALE

Chi Odia Paga, riparte la call per progetti contro l’odio online

Chi Odia Paga, la startup legaltech italiana che combatte l’odio online, lancia la terza edizione della sua call “Una Buona Causa”. Dal 3 maggio le associazioni possono candidare i loro progetti finalizzati a combattere l’hate speech, cyberbullismo, revenge porn, cyber-stalking

Pubblicato il 03 Mag 2021

COP chi odia paga una buona causa
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Chi Odia Paga, l’azienda legaltech italiana che combatte l’odio online, lancia la terza edizione della sua call “Una Buona Causa”. Dal 3 maggio le associazioni possono candidare i loro progetti finalizzati a combattere l’odio online, tramite attività di prevenzione, sensibilizzazione ed educazione. Con “odio online” si intendono problematiche di grande attualità come hate speech, revenge porn, cyber-stalking e cyberbullismo.

Dopo il successo delle prime due call, che si sono concluse con successo con l’overfunding di “New Wild Web” (spettacolo teatrale sul cyberbullismo che ha raccolto 22mila euro) e “Contrasto ai pregiudizi sui migranti” (che ha raccolto più di 10mila euro), Chi Odia Paga ora cerca un terzo progetto innovativo da finanziare tramite la propria piattaforma di crowdfunding.

 Le associazioni italiane avranno tempo fino al 30 maggio per candidare il proprio progetto su crowdfunding.chiodiapaga.it.

Non profit e aziende insieme contro l’odio online

Chi Odia Paga è convinta che per fermare l’odio online sia necessario fare squadra unendo le forze del settore non profit a quelle di grandi aziende, specialmente quelle che perseguono obiettivi di Corporate Social Responsability (CSR). A causa della pandemia questa alleanza si sta rivelando ancor più importante: se da una parte, secondo Amnesty, l’odio online nell’ultimo anno è aumentato del 40%, dall’altra le associazioni che si occupano di questo problema sociale, secondo il rapporto di Italia non profit, a causa della pandemia ancora in corso stanno affrontando maggiori difficoltà nella raccolta fondi e nello svolgimento delle proprie attività.

Nel modello di “Una Buona Causa”, aziende e mondo del terzo settore alimentano la prima Rete del Bene (GoodNet) nata per contrastare in modo attivo l’odio online presente su InterNet. Oltre che supportare il progetto vincitore della call, le aziende interessate possono supportare anche altri candidati, che rimangono sempre visibili sul sito di Chi Odia Paga. Così facendo, Una Buona Causa è di fatto diventata anche una vetrina di progetti contro l’odio, che ogni azienda può scegliere di sostenere ritenendoli in linea con i propri obiettivi CSR e gli SDGs (obiettivi di sviluppo sostenibile) che intende perseguire con il proprio impegno sociale.

Chi Odia Paga a sostegno del terzo settore

Una Buona Causa è solo uno dei tanti progetti di Chi Odia Paga a sostegno del terzo settore. Nel 2021 COP ha creato Odiopedia, la più grande mappa partecipativa delle associazioni contro l’odio: un punto di riferimento per chiunque cerchi aiuto presso un centro d’ascolto vicino a casa sua. Allo stesso modo, COP ha sostenuto FareXBene ospitando la raccolta fondi per Valentina Pitzalis, vittima di tentato femminicidio e, attualmente, bersaglio degli hater. Queste attività partono dalla convinzione che per togliere terreno all’odio online sia importante la collaborazione tra aziende che fanno “meaningful innovation”, come appunto Chi Odia Paga, e le eccellenze del terzo settore.

Una Buona Causa, come funziona la call

Le associazioni italiane possono candidare il proprio progetto a partire dal 3 fino al 30 maggio, compilando l’apposito form online sul sito ufficiale di Chi Odia Paga; al termine della call, previa verifica del rispetto dei requisiti previsti nel regolamento, tutti i progetti verranno caricati sul sito di Chi Odia Paga e saranno votati dagli utenti del web dal 14 al 21 giugno; il progetto che riceverà più voti sarà promosso con una campagna di crowdfunding dal 28 giugno al 26 luglio e, grazie anche ad un matching grant offerto dalle aziende partner di Chi Odia Paga, avrà l’opportunità di essere finanziato e realizzato.

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