primo maggio

L’app che piace a Pelù rischia la squalifica della Nasa

Durante il concertone del Primo Maggio il cantante aveva invitato a votare l’italiana GravMaps, applicazione sviluppata da giovani a Roma, tra le poche finaliste di una competition internazionale della Nasa. Ma in queste ore sarebbe stata sorpresa a barare sulle votazioni

Pubblicato il 05 Mag 2014

L’app che piace a Pelù rischia la squalifica della Nasa
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Tra i tanti messaggi lanciati dal cantante Piero Pelù al Primo Maggio uno sicuramente si è rivelato un epic fail (va detto, non per colpa sua): riguarda GravMaps, applicazione per individuare il livello della forza di gravità in ogni punto della Terra, sviluppata da un gruppo di ragazzi italiani e selezionata insieme ad altri 19 competitor per partecipare alle finali dell’International Space Apps Challenge della Nasa. Applicazione che potrebbe non ottenere il podio non certo per mancanza di bravura dei giovani sviluppatori, ma perché in queste ore ne è stata richiesta la squalifica in quanto accusata di falsificare le votazioni online. In sostanza, di barare. E il contest si chiude proprio oggi.

Pelù aveva scritto con grande entusiasmo di GravMaps sui suoi profili Facebook e Twitter già il 30 aprile: “È un’applicazione – si legge nel post di Fb – inventata da degli studenti tutti italiani e che sta per vincere un concorso mondiale indetto dalla NASA! In Italia esistono ancora grandi cervelli non in fuga, sosteniamoli con il nostro like!”. Quindi invitava a votare l’app attraverso Twitter, perché la competizione sarebbe stata vinta da chi avesse ottenuto il maggior numero di cinguettii. La questione sembrava finita lì. Invece è riemersa il giorno dopo. Oltre alle critiche sul bonus in busta paga da 80 euro e alle accuse contro Renzi, definito “il boy scout di Gelli”, che l’indomani hanno suscitato fiumi di polemiche sui media, l’artista fiorentino è tornato a lodare GravMaps. Un’affermazione a cui non molti probabilmente avranno prestato la giusta attenzione, concentrati sugli altri argomenti toccati dal rocker.

Una bella storia, in effetti, quella di questi giovani italiani alla conquista del mondo. Provengono da tutta Italia ma soprattutto dalla Puglia, studiano alla Facoltà di Ingegneria della Sapienza di Roma e hanno partecipato al contest della Nasa chiamato Space Apps Challenge. L’agenzia aerospaziale statunitense, infatti, per il secondo anno consecutivo ha lanciato ad aprile scorso un hackaton, maratona di programmazione di 48 ore in varie città del mondo, tra cui Roma: a ingegneri, informatici e nerd era richiesto di programmare a tema.

Il team composto da dieci giovani informatici, alcuni provenienti da Martina Franca, ha avuto l’idea giusta ed è stato scelto per partecipare alle finali mondiali. Grande la soddisfazione: un gruppo di italiani su solo 20 partecipanti a una gara che coinvolge l’intero pianeta. I giovani hanno sviluppato un’app che calcola la gravità in qualsiasi punto del globo, un’applicazione Facebook che permette di conoscere la gravità di qualsiasi parte del mondo (è sufficiente digitare il nome della città) e un’altra applicazione Facebook che permette di conoscere la gravità su qualsiasi pianeta del sistema solare.

Per vincere il contest mondiale dovevano raggiungere il maggior numero di tweet con l’hashtag del progetto ‪#‎GRAVMAPS . Perciò si sono attivati sui social per invitare tutti a twittare il loro nome, così come ha fatto Pelù. Ma una decina di ore fa la doccia fredda: su Twitter “SpaceAppsSinaloa”, una delle ‘basi’ organizzative messicane dello Space Apps Challenge, ha scritto, rivolgendosi direttamente al team GravMaps: “We know you are using BOTS to vote we are sending this to #spaceapps to request disqualification of votes”. Cioè: “Sappiamo che state usando dei BOT (un automa software, cioè un programma o script che automatizza delle operazioni effettuate in Internet tipicamente eseguite da utenti umani, ndr) per ottenere voti, perciò stiamo mandando questo a spaceapps per richiedere la squalifica”. Di seguito lo screenshot della pagina che punta a dimostrare l’uso di Bot. Emerge che un unico utente continua a twittare incessantemente a favore del team (vedi qui).

Le votazioni si concludono alla mezzanotte di oggi 5 maggio ora americana. Non resta che aspettare l’esito. E capire se sarà decisa un’eventuale squalifica.

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GiuseppeScarano
GiuseppeScarano
12 anni fa

Se non avete informazioni reali, è inutile sputtanare con il solito articolo; non potete basarvi su commenti di avversari, anzichè aiutare un team che ha dato il massimo per riuscir ad arrivare alle finali mondiali della NASA, che aveva bisogno solo dell’aiuto di noi italiani per arrivare in prima posizione, voi pubblicizzate solo false notizie per metterci in cattiva luce!
Innanzitutto noi ringraziamo Piero Pelù per il supporto che ci ha dato, è stato uno dei pochissimi che ha creduto in noi.
Comunque giusto per vostra informazione, non c’è stata alcuna squalifica e la Space Apps Challange non ha neanche toccato questo tasto, anzi siamo riusciti ad arrivare comunque quinti al livello mondiale anche senza il vostro aiuto! Per noi è un risultato abbastanza soddisfacente. Ci vediamo l’anno prossimo per la prima posizione!

EconomyUp
EconomyUp
12 anni fa

Non avevamo alcuna intenzione di gettare fango su nessuno. Non abbiamo mai scritto che ci sarebbe stata una squalifica da parte della Nasa, ma abbiamo correttamente riportato il commento di un’istituzione ufficiale che denunciava l’uso di BOT allegando a corredo una schermata esplicativa. Escludiamo quindi di aver “riportato notizie false”. Abbiamo anche più volte sottolineato nell’articolo la positività di un’iniziativa ideata da un gruppo di italiani che sale alla ribalta internazionale. Va anche detto che prima di scrivere l’articolo abbiamo cercato vostri recapiti ma non ne abbiamo trovati. Vi auguriamo certamente di arrivare primi l’anno prossimo. Se volete mettervi in contatto con noi e raccontare la vostra versione, siete i benvenuti. Contattateci in privato


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