L'INTERVENTO

Trasferimento tecnologico, il ruolo dei Parchi Scientifici per facilitare l’innovazione

I Parchi Scientifici, insieme a incubatori, acceleratori e cluster, sono in grado di ottimizzare i tempi del trasferimento tecnologico e delle risorse, favorendo la crescita e l’attrattività anche per imprese straniere. Perché sono inseriti a metà strada fra la ricerca scientifica e le esigenze di mercato

Pubblicato il 02 Lug 2019

trasferimento-tecnologico

In Italia tra il risultato di una ricerca e la sua trasformazione in prodotto o in processo industriale passa troppo tempo. Un ruolo per ridurre questo gap possono averlo anche i Parchi Scientifici italiani.

Trasferimento tecnologico, il ritardo italiano

In Italia la lentezza nei tempi di conversione dalle invenzioni scientifiche ai prodotti e processi industriali è un po’ la sintesi di tutte le criticità legate al cosiddetto processo di ‘trasferimento tecnologico. La lunghezza dei tempi si accompagna a un contesto nazionale poco orientato all’innovazione e caratterizzato da ‘molte ombre’: dalla frammentazione amministrativa alla complessità burocratica, dalla fuga dei talenti alle problematiche economiche, fino a una comunità imprenditoriale spesso caratterizzata da piccola dimensione e difficoltà al proprio sviluppo.

A fronte di un’eccessiva frammentazione delle iniziative di trasferimento tecnologico e a investimenti comunque insufficienti rispetto alla portata della sfida che il mondo industriale ha davanti, è fondamentale focalizzare il ruolo e i compiti dei facilitatori del processo di trasferimento.

Il ruolo di chi sta fra ricerca e business

I Parchi Scientifici e Tecnologici, gli incubatori, gli acceleratori e i Cluster  sono il cuore degli ecosistemi territoriali e sono in grado di ottimizzare i tempi del trasferimento tecnologico e delle risorse, favorendo la crescita e l’attrattività anche per imprese straniere. Questi soggetti sono infatti inseriti all’interno della catena del valore “a metà strada” tra la ricerca scientifica e le esigenze del mercato, presidiando una fase delicata nel passaggio che porta alla trasformazione dal risultato della ricerca al prodotto finale o al processo industriale.

Perché i Parchi Scientifici e Tecnologici possono facilitare l’innovazione

APSTI, l’Associazione dei Parchi Scientifici e Tecnologici,  come integratore di sistema ed elemento di connessione tra Parchi scientifici e tecnologici, opera per favorire la condivisione delle eccellenze tecniche e organizzative, svolgendo un ruolo di interfaccia tra istituzioni nazionali e internazionali e chi fa trasferimento tecnologico, applicazione industriale e ricerca.

La nostra Associazione, attraverso i suoi soci, opera tra l’altro come abilitatore nazionale di attività di trasferimento tecnologico al fine di creare, attraverso la crescita delle imprese, reale valore in termini economici, occupazionali e attrattività internazionale di aziende, know e investimenti.

I Parchi scientifici e tecnologici possono infatti facilitare il trasferimento tecnologico, sia dei risultati della ricerca sia di materiali e tecnologie già consolidati da alcuni settori ad altri, permettendo in tale modo anche l’innovazione, con tempi e costi contenuti, di processi produttivi e prodotti già disponibili grazie allo sfruttamento di economie di scala e di conoscenza e allo stimolo di attività di ricerca.

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Fabrizio Conicella, vicepresidente InnovUp

Fabrizio Conicella, vicepresidente InnovUp

General manager di OpenZone, il campus scientifico di Zambon, è vicepresidente di InnovUp. È stato Presidente di APSTI, l'Associazione dei Parchi Scientifici e Tecnologici
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