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VENTURE CAPITAL

Trasferimento tecnologico, quarto fondo ITAtech con MITO Technology: parte da 40 milioni



Si chiama “Progress Tech Transfer” e ha come focus la valorizzazione e il finanziamento di tecnologie per la sostenibilità. La dotazione iniziale, sottoscritta da ITAtech e quindi da Fondo Europeo degli Investimenti e Cassa Depositi e Prestiti, potrà aumentare con il coinvolgimento di aziende investitrici

25 Gen 2019


Nasce un nuovo fondo per il trasferimento tecnologico nel campo della sostenibilità: Progress Tech Transfer. E nasce da ITAtech, la piattaforma creata da Fondo europeo investimenti e Cassa Depositi e Prestiti appunto per sostenere il trasferimento tecnologico in Italia e attorno alla quale ci sono state diverse polemiche al debutto per i finanziamenti concessi a player stranieri.
Il battesimo a Milano nella LUISS Hub e con la partecipazione del rettore dell’Università LUISS Andrea Prencipe; Fabio Tentori, Head of Enel Innovation Hubs and Startup Initiatives; Andrea Marcello, Fondo Europeo degli Investimenti; e Francesco De Michelis, amministratore delegato di MITO Technology e di Progress Tech Transfer.
È il quarto finanziato da ITAtech dopo  Vertis Venture 3, Sofinnova Telethon Fund e 360PoliMI.

Progress Tech Transfer, la dotazione

Sono tutti italiani i soggetti di Progress Transfer, lanciato da MITO Technology con una dotazione di 40 milioni di euro sottoscritti pariteticamente dal Fondo Europeo degli Investimenti (FEI, con fondi InnovFin – Eu Finance for Innovators, strumento finanziario sviluppato nell’ambito di Horizon 2020) e da Cassa Depositi e Prestiti (CDP) proprio nell’ambito della piattaforma ITAtech. I capitali a disposizione potrebbero presto aumentare con il coinvolgimento di investitori istituzionali e professionali.

Che cos’è MITO Technologies

MITO Technology è la società italiana che da dieci anni si occupa di valorizzazione dei risultati della ricerca a supporto di università ed enti pubblici, e vanta relazioni consolidate con le principali realtà europee nel trasferimento tecnologico. Sarà l’advisor del fondo e assicurerà il collegamento con il mondo della ricerca in Italia per lo scouting di tecnologie.

Progress Tech Transfer, il team

Il management team di Progress Tech Transfer è composto da Francesco De Michelis, CEO; Massimiliano Granieri, esperto di Intellectual Property; Andrea Basso, il tecnologo, uomo da oltre 150 brevetti; Michele Costabile, docente di Marketing and Entrepreneurship alla LUISS. Quindi competenze e track record professionali complementari nel settore della proprietà intellettuale, del trasferimento tecnologico, della consulenza strategica e del venture capital per mettere a disposizione dei ricercatori, oltre alle risorse finanziarie per l’avvio dei progetti di proof-of-concept e per i round successivi di finanziamento, gli strumenti e le relazioni e necessarie per tramutare i risultati della ricerca scientifica e tecnologica in iniziative imprenditoriali in grado di esprimere un valore economico.

Gli obiettivi e il focus del fondo Progress Tech Transfer

Progress Tech Transfer nasce, come gli altri fondi della piattaforma ITAtech, per colmare un vuoto nel mercato del capitale di rischio, intervenendo su tecnologie a basso livello di maturazione che richiedono una validazione sul piano tecnico (proof-of-concept) e commerciale. Il fondo ha un focus ben definito e una connotazione tecnologica aperta, puntando a ricercare investimenti che ambiscano a offrire soluzioni in tema di sostenibilità a diversi livelli: ambientale, energetico, climatico, produttivo, industriale, logistico, sociale e finanziario.

“Con questa iniziativa puntiamo a sostenere e finanziare alcune tra le migliori tecnologie sviluppate dalla ricerca pubblica italiana che, per carenti risorse economiche, faticano a maturare e a raggiungere il mercato”, spiega Francesco De Michelis. Focus degli investimenti saranno tecnologie di eccellenza in grado di offrire soluzioni nell’ambito della sostenibilità: un tema che impatta sul quotidiano nostro e delle prossime generazioni e che, inoltre, impegna costantemente le aziende nel ricercare input produttivi – in chiave di “innovazione aperta” – per rimanere competitive nella nuova geografia economica globale.”