Tech Insights 2015: così si coinvolgono i nuovi consumatori digitali | Economyup
Questo sito utilizza cookie per raccogliere informazioni sull'utilizzo. Cliccando su questo banner o navigando il sito, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la nostra cookie policy.OK

Eventi

Tech Insights 2015: così si coinvolgono i nuovi consumatori digitali

17 Giu 2015

Gli scenari dell’economia digitale al centro della conferenza organizzata da United Ventures. In scena le due nuove startup finanziate dal fondo di venture capital guidato da Massimiliano Magrini, Kuldat e FaceIT, le previsioni di Carlo Ratti sulla mobilità del futuro, la storia del network di videomaker BuzzMyVideos e le analisi di Carlo Purassanta, amministratore delegato di Microsoft Italia

Il Tech Insights 2015, la conferenza organizzata dal fondo di venture capital italiano United Ventures, è stata l’occasione per discutere e analizzare gli scenari dell’economia digitale, per comprendere il modo in cui tecnologia e business possono convivere, nell’ottica di creare valore sia per le persone che per le imprese.

Il dibattito si è sviluppato attorno a temi come l’evoluzione delle modalità di fruizione di prodotti e servizi da parte degli utenti, la nascita di nuove forme di engagement nei confronti dei “consumatori digitali”, la sharing economy e la sua specifica declinazione nel campo della mobilità urbana, oltre che all’importanza dei big data e alla loro analisi.

È stato anche il momento per presentare le due nuove startup del portfolio di United Ventures. Si tratta di Kuldat, piattaforma web di big data per il marketing che raccoglie dati sui clienti per tracciarne profili e soddisfarne bisogni, e FaceIT startup di gaming fondata da italiani con sede a Londra, che ha da poco ottenuto un investimento di due milioni di dollari proprio dal fondo di Massimiliano Magrini.

Sul palco della conferenza si sono alternati imprenditori, startupper e investitori ognuno con l’intento di dare un contributo professionale alla discussione, da un punto di vista privilegiato, ovvero di chi sta vivendo dall’interno quella che potrebbe essere definita una disruptive era.

C’è chi ha sostenuto, come Carlo Ratti – architetto e ingegnere direttore del Senseable City Lab del Mit di Boston autore del discorso di apertura della conferenza – che una delle partite più importanti da giocare sia quella nel campo della mobilità: casi come Uber o il car sharing in generale sono esempi del modo in cui questo settore si stia adattando velocemente agli stravolgimenti della tecnologia. E in futuro, prima di quanto si possa immaginare, saranno le auto senza conducente a percorrere le strade delle nostre città, garantendo maggiore sicurezza per i passeggeri e minor impatto ambientale. 

C’è chi invece ha deciso di puntare tutto sul video: Bengu Atamer, co-fondatrice di BuzzMyVideos il network che raccoglie i migliori videomaker su Youtube, è sicura che «entro il 2019 l’80% del consumo di traffico online sarà effettuato tramite i video». La passione di certo dovrà essere il motore che spinge i videomaker a produrre video eccellenti, senza dimenticare che per generare delle tendenze online potenzialità di condivisione, capacità di engagement sono caratteristiche fondamentali per ogni video.

In tutto ciò si inserisce anche l’importanza dell’esperienza lato consumatore/utente: secondo Niccolò Maisto di FaceIT bisogna lasciare che sia l’utente stesso a costruire la propria customer experience da cui poi l’impresa dovrà essere in grado di tirar fuori i dati più significativi.

Un processo a cui devono prestare attenzione anche le imprese tradizionali: «molte imprese tradizionali pensano che ci sia ancora spazio per restare tali, ma intorno a noi vediamo ogni giorno fenomeni “disruptive” che stanno cambiando gli scenari» è il monito lanciato da Carlo Purassanta, amministratore delegato di Microsoft Italia, convinto del fatto che il digitale possa portare alle aziende nuove energie e capacità di creare posti di lavoro. 

Articoli correlati