Sharing economy, le startup più finanziate sono cinesi e puntano sulla mobilità | Economyup
Questo sito web utilizza cookie tecnici e, previo Suo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsente all'uso dei cookie. Leggi la nostra Cookie Policy per esteso.OK

OPEN INNOVATION IN PRACTICE

Sharing economy, le startup più finanziate sono cinesi e puntano sulla mobilità

di Eliana Bentivegna

11 Mag 2018

Le giovani società dell’economia della condivisione hanno ricevuto finanziamenti per 4 miliardi di dollari, dice un report dell’Osservatorio Startup Intelligence. Le prime 9 in classifica propongono offerte in ambito mobility: tra queste Ofo e Mobike, il bike-sharing dalla Cina. Europa solo undicesima con la spagnola Glovo

Il fenomeno della Sharing e Peer2Peer (P2P) Economy porta all’incontro tra gruppi di individui e imprese – configurantisi come domanda e offerta delle risorse oggetto di condivisione – tramite l’opportuna introduzione di piattaforme digitali di “matching”. Essa sta progressivamente modificando in maniera innovativa il nostro sistema socioeconomico, portando mutui benefici alle parti coinvolte: chi offre fronteggia l’insaturazione di una propria risorsa scarsamente utilizzata; chi utilizza evita l’onerosità economica del possesso della risorsa utilizzandola su necessità tramite tariffazione a consumo.

All’interno dell’Osservatorio Startup Intelligence è stato dedicato un filone di ricerca proprio a questo tema: sono state censite 195 nuove iniziative imprenditoriali, fondate a partire dal gennaio 2013 e che hanno ricevuto almeno un finanziamento negli ultimi due anni. Questa Ricerca si è posta per la prima volta l’obiettivo di identificare e classificare le iniziative riconducibili all’ambito della Sharing e P2P Economy. Le realtà considerate offrono soluzioni significativamente eterogenee che spaziano tra cinque principali ambiti identificati dalla Ricerca: P2P Lending, condivisione di beni tangibili tra pari; Pseudo-sharing, consumo di beni forniti da un’azienda; Gig Economy, fornitura di servizi spot di piccola entità (“errands” o commissioni) tra pari; Professional Services, fornitura di servizi con il coinvolgimento di professionisti o aziende; Pooling Economy, fornitura di servizi tramite la condivisione di beni tangibili tra consumatori.

I risultati della Ricerca sono stati presentati da Antonio Ghezzi e Silvia Sanasi, rispettivamente Direttore e Analista dell’Osservatorio Startup Hi-tech del Politecnico di Milano, e da Filippo Frangi, Analista dell’Osservatorio Startup Intelligence, lo scorso 19 aprile al settimo Workshop di Startup Intelligence. L’incontro ha ospitato il pitch di 9 startup di fronte alla platea della community degli Innovation Manager italiani partner dell’iniziativa; tra le aziende della community presenti, anche Agos, BNL Gruppo BNP Paribas, Edison, Esprinet, Esselunga, FCA Group, Ferrero, Ferrovie dello Stato, Leonardo, Mastercard Unicoop Firenze, Siram, Vivigas Energia.

Complessivamente, il totale dei finanziamenti raccolti dalle startup censite supera di poco 4 miliardi di dollari.

Nella classifica delle prime dieci startup più finanziate la Cina domina, occupando le prime quattro posizioni. In particolare, due piattaforme di bike-sharing nate in Cina ed attualmente attive anche in Europa e America – Ofo e Mobike – hanno da sole raccolto circa il 55% dei finanziamenti totali del campione.

Inoltre, nove startup tra le prime dieci propongono un’offerta centrata sull’ambito mobility – di cui cinque offrono servizi di bike-sharing. Gli Stati Uniti entrano in classifica solamente al settimo posto con LimeBike, mentre l’Europa non porta nessuna startup tra le prime dieci, fermandosi all’undicesimo posto con la spagnola Glovo, in ambito delivery P2P.

In Italia sono presenti startup interessanti e in alcuni casi già in partnership con importanti aziende nostrane e internazionali, in ciascuno dei cinque ambiti esaminati. Nel P2P Lending, per esempio, sono state identificate e ospitate al Workshop Eusoh (startup californiana) e YourDesk: la prima, presentata da Allen Kamrava, CEO e Founder, è una nuova piattaforma che fornisce un modo trasparente per la condivisione delle spese inaspettate utilizzando una tecnologia scalabile e il potere della comunità. Stefano Cotzia, CEO e General Manager, ha raccontato invece del portale italiano Yourdesk dove gli utenti possono trovare o affittare spazi lavorativi, messi a disposizione da host, quali uffici privati, scrivanie attrezzate, aule meeting o sale conferenza.

Per l’ambito dei Professional Services hanno partecipato al workshop le startup Ablio, Jointly e ProntoPro. La prima, nelle parole del co-Founder e General Manager Giulio Monaco, è un’azienda tecnologica focalizzata nella fornitura di servizi di interpretariato remoto facilmente disponibili a chiunque, in qualunque contesto operativo, supportati da una comunità globale di interpreti professionisti. Jointly, presentata dalla Presidente e Founder Anna Zattoni, applica al welfare aziendale l’idea di Sharing Economy, consentendo alle aziende di risparmiare e allo stesso tempo migliorare la qualità del servizio offerto, grazie alla socializzazione delle esperienze, la condivisione degli strumenti e delle iniziative, mettendo a disposizione un circuito esclusivo di 5.000 servizi di welfare aziendale. Marco Ogliengo, CEO e co-Founder di ProntoPro, spiega come questo marketplace di servizi e prestazioni professionali in Italia unisca la richiesta di servizi da parte dei consumatori con la disponibilità da parte di professionisti o privati con determinate competenze certificate. Al workshop ha partecipato anche la startup MyFoody all’interno dell’ambito Pseudo-Sharing, presentata al Workshop da Francesco Giberti, CEO e Founder. MyFoody crea valore dalle eccedenze che si generano in punto vendita abbattendo le logiche di spreco di una parte della filiera alimentare.  Nell’ambito della Gig Economy, oltre a Supermercato24, ospitata già in precedenti Workshop di Startup Intelligence, rientra l’internazionale Glovo. Questa app, ha raccontato la Head of Operations Elisa Pagliarani, permette di farsi consegnare in pochi minuti qualsiasi cosa all’interno della propria città, con solo poche limitazioni.

Il Workshop si è concluso con la presentazione di Brandorbi e Jojob, entrambe rientranti nell’ambito della Pooling Economy. Brandorbi, presentata dal CEO Gianluca Sansone, è una piattaforma che permette la prenotazione, da parte di brand, di micro-eventi organizzati da influencer. Jojob, invece, è un servizio di facilitazione della condivisione dei tragitti casa-lavoro sia per singoli lavoratori che per aziende. Queste ultime, ha raccontato il CEO e Founder Gerard Albertengo, potranno così offrire una soluzione di trasporto alternativa ai propri dipendenti, risolvendo problemi di raggiungibilità e di parcheggio e adottando una soluzione di welfare e CSR.

Eliana Bentivegna
Osservatorio Startup Intelligence - Osservatorio Design Thinking for Business

Articoli correlati