Open innovation: Megamark, il colosso del Sud che compra startup | Economyup

La storia

Open innovation: Megamark, il colosso del Sud che compra startup



Fondata negli anni ’70 a Trani, gestisce 500 negozi nel Mezzogiorno con un fatturato che supera il miliardo. Per salire sul treno dell’innovazione ha acquisito il 42% di Bauzaar (ecommerce di cibo per animali). E sta collaborando con un’altra startup, Cucina Mancina

di Concetta Desando

19 Gen 2017


Da una parte un colosso dell’imprenditoria made in Sud che gestisce oltre 500 supermercati, dall’altra una startup che vende online cibo per animali. In mezzo una exit. “Abbiamo acquisito il 42% di Bauzaar per due motivi: entrare nel mondo del pet food, settore che sta registrando una crescita a doppia cifra, e sperimentare l’ecommerce. Entro la fine dell’anno acquisiremo la maggioranza della startup”. Francesco Pomarico è il responsabile progetti innovativi di Megamark, azienda attiva nel settore della distribuzione organizzata che ha acquisito una quota del portale di ecommerce creato nel 2013 da Matteo Valente e Domenico Gimeli. “Sono stati proprio loro a convincermi. Li ho conosciuti perché dovevo affittare un immobile e, tramite un amico in comune, siamo entrati in contatto. L’immobile è rimasto sfitto, ma è nata una collaborazione tra Megamark e i founder. Non nascondo di essere rimasto folgorato dalle capacità imprenditoriali di questo team” racconta Pomarico. Un team che ha sempre avuto progetti ambiziosi: nel 2015, dopo aver ricevuto un finanziamento di 250mila euro da Club Digitale e P101, Valente e Gimeli raccontavano di voler diventare il terzo player sul mercato italiano digitale entro il 2018, con volume d’affari intorno a 15 milioni di euro.Francesco Pomarico, responsabile progetti innovativi di Megamark

Forse, proprio colpito da questa ambizione, Pomarico si è lanciato in un’operazione nuova per Megamark: “è la prima volta che facciamo acquisizioni che non hanno nulla a che vedere con i supermarket” racconta.

Megamark nasce negli anni ’70 a Trani dall’intuito di Giovanni Pomarico, papà di Francesco: dopo una scommessa al bar con gli amici, decide di metter su una struttura commerciale dedicata ai supermercati. Allora si chiamava Grossmarket, poi, dopo una decina d’anni, inizia una politica di espansione e di acquisizioni: rileva Mida3, società di commercio al dettaglio di prodotti alimentari e per la casa associata a Selex, gruppo commerciale che conta 2700 negozi; diventa partner di Edm, centrale di acquisti con sede a Berlino; crea un polo d’acquisto con Esselunga e acquista 61 esercizi da Carrefour. Strategie che hanno portato il Gruppo Megamark a diventare un colosso della grande distribuzione che conta circa 500 punti vendita a insegna A&O, Dok, Famila, Iperfamila, Sole365 e Superò in molte regioni del Mezzogiorno (Campania, Molise, Puglia, Basilicata e Calabria). Con oltre 5mila dipendenti e 3mila collaboratori, Megamark ha incassato nel 2015 1,026 miliardi (+3% rispetto all’anno precedente) e ha già avviato il nuovo piano d’investimento per il 2017-2018 di 35 milioni di euro che prevede quattro nuove aperture e sei acquisizioni.

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Nel 2005 Giovanni Pomarico è stato nominato Cavaliere del Lavoro dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, ma per il gruppo Megamark e per tutta la famiglia Pomarico la data che più conta risale al 2008, quando Cavalier Giovanni crea la Fondazione Nicolaus (ora Megamark Onlus) dedicata al fratello disabile, e che gestisce progetti sociali e per i figli dei dipendi. Proprio grazie a questa fondazione Giovanni Pomarico viene chiamato il ‘Cucinelli pugliese’: come il noto imprenditore umbro, infatti, Pomarico ha a cuore la sorte dei suoi dipendenti, e a loro offre bonus bebè, borse di studio per i figli, mesi in più per il congedo maternità. La Megamark Onlus, inoltre, si occupa anche di progetti sociali, ambientali, di assistenza sanitaria ai più bisognosi.

Ora, “dopo tutte le attività di papà Giovanni, vogliamo puntare su progetti innovativi per adeguarci ai cambiamenti digitali in atto ma anche per sfidare il futuro” continua il figlio Francesco. “Oltre a Bauzaar, abbiamo avviato una collaborazione con un’altra startup. Si tratta di Cucina Mancina, microimpresa di Lorenza Dadduzio e Flavia Giordano dedicata al cibo, con un occhio di riguardo a chi è vegano, vegetariano e intollerante. Con loro stiamo lanciando un nuovo format, ‘Stammi bene’, una sorta di mercato con cucina legato al benessere. Vedremo come andrà. Intanto, l’importante è salire sul treno dell’innovazione. Per fortuna ci sono le startup!”.

Concetta Desando

Due menzioni speciali al premio di giornalismo M.G. Cutuli, vincitrice del Premio Giuseppe Sciacca 2009, collaboro con testate nazionali. Per EconomyUp mi occupo di startup, innovazione digitale, social network