Investimenti, acquisizioni di nuove imprese da parte di colossi, fusioni e… exit. Parola magica, quest’ultima, che rappresenta il sogno di chi fa impresa ai tempi di Mark Zuckerberg e che sistematicamente viene utilizzata anche per definire operazioni che, tecnicamente, exit non sono. Una confusione a cui hanno contribuito anche gli stessi protagonisti dell’ecosistema italiano.
CULTURA DELL'INNOVAZIONE
Che cosa vuol dire fare exit per una startup (e perché spesso se ne parla a sproposito)
È il termine magico dell’ecosistema. A volte viene confuso con qualunque acquisizione di una società da parte di un’altra. Tecnicamente, è la vendita di quote da parte di un imprenditore o di un investitore, con conseguente “uscita” dall’investimento. Ecco i dettagli da conoscere

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