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Agevolazioni

Nuove risorse per giovani e donne che fanno impresa

03 Set 2015

La Corte dei Conti ha dato l’ok al regolamento attuativo della delega che dà il via a nuovi finanziamenti a tasso zero a sostegno per iniziative imprenditoriali fino a 1,5 milioni di euro (con copertura massima del 75% dei costi). Invitalia gestirà la procedura di gestione e assegnazione dei fondi

Nuove risorse per i giovani che vogliono avviare un’attività imprenditoriale. A breve scatteranno i nuovi incentivi per l’autoimprenditorialità: finanziamenti a tasso zero che potranno arrivare fino al 75% dei costi del progetto di impresa (senza superare il tetto massimo di 1,5 milioni di euro). La quota che resta dovrà essere garantita da risorse proprie o provenire da altri finanziamenti.

A prevedere le nuove agevolazioni, di cui non è ancora noto il budget a disposizione, è il regolamento di attuazione della delega sull’autoimprenditorialità, che ha appena ricevuto il via libera anche dalla Corte dei Conti.

Il testo, secondo quanto riferisce Milano Finanza, è già stato messo a punto dal Ministero dello Sviluppo economico e sarà pubblicato nei prossimi giorni sulla Gazzetta Ufficiale.

Invitalia sarà ancora una volta il soggetto incaricato di gestire tutta la procedura. L’agenzia guidata da Domenico Arcuri ha il compito di portare avanti il lavoro istruttorio sulle domande di finanziamento, di verificare i requisiti dei candidati (ancora non sono noti i dettagli ma è probabile che anche in questo in caso si tratti di giovani fino a 35 anni d’età e donne) e di stilare la classifica degli aventi diritto. 

Le misure per favorire l’autoimprenditorialità hanno finanziato, stando al sito di Invitalia (dati aggiornati al 31 luglio 2015), 2.020 iniziative, attivato 2,6 miliardi di euro di investimento e creato 32.727 posti di lavoro. Non è chiaro però da quale anno cominci il conteggio. Si legge soltanto che “dal 1986 al 2013 l’Autoimprenditorialità (intesa come l’incentivo per giovani e donne, ndr) ha sostenuto l’avvio o l’ampliamento di imprese costituite in maggioranza da giovani che hanno realizzato nuovi investimenti per la produzione di beni in agricoltura, industria e artigianato o per la fornitura di servizi alle imprese”.

Mettere sullo stesso piano l’autoimprenditorialità e i finanziamenti a favore delle startup innovative previsti per esempio dal bando Smart&Start sarebbe un errore. Le risorse a disposizione dell’autoimprenditorialità non sono infatti finalizzate alla creazione di startup nel senso proprio del termine, ovvero di nuove imprese che si caratterizzano per l’alto tasso di innovazione tecnologica e l’elevata scalabilità.

Questa misura promossa dal Ministero dello Sviluppo economico è diretta più che altro a incoraggiare l’autoimpiego di giovani che fanno fatica a trovare occupazione favorendo la creazione di micro e piccole imprese attive in vari settori.

Nulla vieta ovviamente che qualcuna di queste aziende si distingua per l’alto livello di innovazione raggiunto (come testimoniano alcune delle storie raccontate proprio sul portale di Invitalia). E in genere qualunque iniziativa contribuisca senza controindicazioni a generare nuova impresa, o semplicemente nuova cultura imprenditoriale, è la benvenuta. Ma molto probabilmente non è di questo tipo di risorse che ha bisogno l’ecosistema dell’innovazione italiana per crescere.

di Maurizio Di Lucchio

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