Locloc: “La sharing economy conquisterà l'Expo” | Economyup

La storia

Locloc: “La sharing economy conquisterà l’Expo”



La piattaforma italiana che mette in comunicazione chi cerca un bene con chi lo possiede e vuole affittarlo, sta creando una rete di scambio tra autoctoni e turisti in vista della manifestazione universale. “Così l’arte dell’accoglienza accrescerà il nostro business” dicono gli ideatori

di Annalisa Lospinuso

08 Dic 2014


La sharing economy conquisterà anche l’Expo. Sono tanti i servizi che potrebbero essere condivisi, dall’alloggio alla ristorazione, dai trasporti a oggetti di ogni genere, e l’economia di scambio potrebbe davvero aiutare la macchina organizzativa dell’Esposizione Universale di Milano, migliorando le prestazioni per i turisti. A crederlo sono in tanti. Locloc, ad esempio, la piattaforma italiana che mette in comunicazione chi cerca un bene con chi lo possiede e vuole affittarlo, ha già pensato ad internazionalizzare il proprio business in vista dell’Expo 2015. Lo scorso settembre, ha lanciato il servizio di noleggio peer-to-peer nel Regno Unito, negli Stati Uniti, in Germania e in Spagna, e, in quasi tre mesi, si è affermato in 50 Paesi target. In breve tempo, gli Stati Uniti sono diventati il primo mercato di riferimento per la startup milanese, con il 51 per cento del traffico giornaliero e 2600 utenti unici. Segue l’Italia, con il 23 per cento dei fruitori e gli altri Paesi europei nei quali è presente (22 per cento del traffico giornaliero). “All’estero sono più abituati a condividere – spiega Michela Nosè, ideatrice e fondatrice di Locloc – mentre in Italia dobbiamo fare i conti con una diffidenza di base. Sono tutti entusiasti del progetto perché si rendono conto che ci sono migliaia di oggetti che si possono trovare a noleggio, ma quando devono condividere le loro cose sono più reticenti. Per fortuna la tendenza sta cambiando, anche grazie alla popolarità di grandi siti di sharing economy come BlaBlaCar e Airbnb”. Nonostante faccia fatica a promuovere il modello di consumo “noleggia-presta-scambia-ricicla”, dal 2013 ad oggi, Locloc ha raggiunto 75 mila iscritti e una database di migliaia di oggetti, da quelli più comuni come il trapano e la bicicletta a quelli più stravaganti come la macchina del fumo e lo zaino da ghostbusters. Si scambiano soprattutto oggetti per gli hobby e il tempo libero, in particolare per la fotografia.

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“Tutto è nato circa 10 anni fa – racconta Michela – quando per il mio lavoro di designer mi occupavo dell’allestimento di una mostra itinerante a Miami. Lì c’era già questo tipo di servizio anche se in forma molto più semplice. Quando anche in Italia ha cominciato a farsi strada la sharing economy mi è venuta la voglia di provarci. Con gli altri due soci fondatori, Guido Cigada e Gionata Fiorentini, siamo partiti con 200 mila euro e poi abbiamo ottenuto investimenti da quelli che oggi sono gli altri nostri soci. Cerchiamo di sfruttare il più possibile i bandi pubblici”.

Ora Locloc ha deciso di puntare su una cosa che gli italiani sanno fare bene, sull’arte dell’accoglienza, e in vista dell’Expo vuol creare una rete di scambio tra autoctoni e turisti. “Uno degli principali obiettivi della nostra espansione internazionale –spiega Michela, 37 anni – è favorire l’accoglienza dei turisti che arriveranno nel nostro Paese per l’Expo e magari sopperire anche alla carenza di alloggi che sicuramente ci sarà a Milano rispetto alla domanda. Trattandosi soprattutto di famiglie, potrebbero aver bisogno non soltanto di una stanza per dormire ma anche di tanti altri oggetti che potrebbero trovare a noleggio. Pensiamo, ad esempio, a un americano che arrivato in Italia, affitta una casa, una bicicletta e pedala tra le nostre belle città insieme a un nostro concittadino. Potrà  così vivere l’Italia insieme agli italiani”. Il flusso previsto nei mesi dell’Esposizione Universale a Milano è di circa 20 milioni di visitatori e 10,4 milioni sarebbero potenzialmente interessati alla sharing economy, mentre 4,6 milioni sarebbero propensi al consumo di servizi condivisi innovativi (secondo la ricerca “Sharing is the new buying”).

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Per questo motivo il team di Locloc partecipa attivamente a Sharitaly, l’iniziativa che riunisce vari attori dell’economia della condivisione in Italia e associazioni interessate alla sua promozione (Fondazione Eni Enrico Mattei, ModaCult-Università Cattolica di Milano, Secolo Urbano, Collaboriamo), e che promuove lo sviluppo dell’innovazione tecnologica come supporto all’economia nazionale e alla coesione sociale. Lo scorso 1 dicembre, Sharitaly si è riunita a Montecitorio per chiedere una regolamentazione del settore che lascia spazio a molte aree grigie, evitando di ingessarlo con norme inutili. Dall’evento di novembre 2013 di Sharitaly è nato Sharexpo, un percorso volto a individuare proposte e iniziative per la sperimentazione della sharing economy durante Expo 2015 e a superare i vincoli normativi e burocratici che impediscono l’effettiva attuazione dei servizi collaborativi.

“Siamo stati coinvolti da Cristina Tajani, Assessore alle Politiche per il lavoro, Sviluppo economico, Università e ricerca del Comune di Milano – racconta Michela – per capire tutti insieme come potevamo essere d’aiuto all’Expo. Il fine è indicare delle linee guida alle istituzioni per costruire un adeguato quadro normativo e amministrativo e un manuale di servizi collaborativi per Expo Milano. Si pensa anche a una certificazione delle startup che potrebbero essere utili durante l’Expo e questo per noi sarebbe importante perché ci darebbe maggiore autorevolezza verso i cittadini. Abbiamo anche chiesto che il Comune metta a disposizione spazi inutilizzati per fare dei punti informativi sulla sharing economy”. Il Comune di Milano ha chiesto anche il parere dei cittadini, dando loro la possibilità di lasciare commenti e apportare modifiche on line al documento “Linee di indirizzo Milano Sharing City”, oltre a partecipare, fino al 7 settembre, al questionario “Milano Sharing City”. “Occorre fare sistema – conclude Michela – per incentivare un modello di vita più sostenibile per le proprie tasche e per l’ambiente”.

 

 

Annalisa Lospinuso

Annalisa Lospinuso, giornalista, orgogliosa delle sue origini pugliesi, ha studiato all'Università Lumsa di Roma e ha lavorato presso diverse testate nazionali, occupandosi di life style, cronaca, politica ed economia e…