L'innovazione di Flority Fair, la startup italiana per il delivery di fiori e piante | Economyup

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L’innovazione di Flority Fair, la startup italiana per il delivery di fiori e piante



Mettere in contatto i consumatori con i floricoltori locali: è l’obiettivo di Flority Fair, startup che ha in corso una campagna di equity crowdfunding su BacktoWork. “Puntiamo a innovare un settore fermo agli anni 90”, dice la founder Giulia Giontella.In programma uno showroom nel nord Italia e investimenti sulla logistica

di Laura Loguercio

23 Set 2020


Giulia Giontella, founder di Flority Fair

Dall’intimità del salotto di casa fino ai grandi eventi, da sempre i fiori rendono felici le persone. L’industria floreale, però, si basa ancora sulle tradizionali modalità di vendita retail e fatica ad affrontare il mondo digitale, ormai sempre più presente nella nostra vita quotidiana. Ora, la startup romana Flority Fair vuole colmare il vuoto con un servizio di delivery per fiori stagionali, anche con forme di abbonamento, allestimenti per matrimoni e piante stabilizzate, in grado di durare anni senza bisogno di manutenzione.

La fondatrice Giulia Giontella ha raccontato a EconomyUp gli obiettivi del progetto, che punta ora a finanziarsi con una campagna di equity crowdfunding sulla piattaforma BacktoWork. L’obiettivo? Raccogliere 50 mila euro, da investire nella logistica nel nord Italia e in uno showroom.

Flority Fair, dal floricoltore al cliente finale

L’idea per Flority Fair nasce dall’esperienza della founder come consumatrice: “Spendevo quasi 500 euro al mese in fiori per la casa, che per di più dovevo cambiare ogni tre giorni. Mi sembrava troppo per un prodotto che nasce nella terra come le verdure che mangiamo ma ho capito inaccessibile a tantissimi consumatori” racconta Giontella. Una ricerca su Google è bastata per capire che c’era spazio per una startup italiana che portasse innovazione nel settore del florovivaismo.

La ragione sta anche nella storia dell’industria nazionale: “L’Italia è stata leader per secoli nel settore della produzione floreale, ma negli ultimi anni oltre il 90% dei nostri floricoltori ha chiuso o si è riconvertito” spiega la Ceo. L’indotto di questa industry si è spostato in Olanda, contribuendo al 10% del PIL di quel Paese che, a sua volta, delocalizza i processi di raccolta in Africa a scapito delle norme ambientali e dell’attenzione per lo sfruttamento della manodopera. La freschezza del prodotto finale risente così dell’allungarsi della filiera: “I fiori vengono spediti semi-congelati dall’Africa in Olanda, dove vengono poi esportati e venduti a un grossista che, attraversando l’Europa, deve a sua volta proporli a un fiorista che dopo chissà quanti giorni riuscirà a farli arrivare al consumatore finale”.

Flority Fair vuole combattere questo paradosso, mettendo in contatto diretto il cliente e i floricoltori locali.

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I servizi di Flority Fair e l’innovazione dei fiori che durano per sempre

Oggi Flority Fair si rivolge sia ai consumatori privati che alle aziende, offrendo servizi di delivery per consegne singole o in abbonamento, ma anche allestimenti completi per matrimoni e altri grandi eventi. Importanti, poi, anche le nicchie più innovative come i giardini verticali e le composizioni floreali.

Il punto di forza del piano sviluppo è l’investimento nel settore stabilizzati: una tecnologia brevettata risolve il problema della manutenzione di fiori, fogliame e piante, andando a sostituire l’acqua contenuta nei petali e nel fogliame con la glicerina, un conservante naturale. In questo modo, spiega Giontella, “il fiore rimane ‘pieno’ e idratato sia alla vista che al tatto e dura anni senza bisogno di acqua o altro”.

In riferimento alla logistica la startup lavora direttamente con i floricoltori locali, eliminando quindi la fase di stoccaggio e consegnando il prodotto entro 24 ore dal raccolto. Le spedizioni, inoltre, raggiungono tutta Italia grazie a un “packaging innovativo che consente ai fiori di viaggiare in acqua, garantisce anche in caso di ritardi dei corrieri nazionali di non farli appassire”.

L’equity crowdfunding per un hub logistico-showroom

Finora Flority Fair si è auto-finanziata, ma per crescere più velocemente ha avviato una campagna di equity crowdfunding su BacktoWork, che ha fino ad ora permesso di raccogliere più di 13mila euro. L’obiettivo è raggiungere Milano e aprire uno showroom dove i clienti possano vedere e toccare con mano i prodotti stabilizzati, un prodotto innovativo ancora poco conosciuto tra il grande pubblico ma con grandi marginalità.

“È importante avvicinarsi al consumatore e rassicurarlo su vendite che possono superare i 1.000 euro” spiega Giontella, che poi pone l’attenzione sulla possibilità di ridurre i costi legati alla logistica e sulla necessità di assicurare la consegna in giornata, un servizio che “con i corrieri nazionali è precluso laddove non possiamo avere una gestione logistica inhouse, ma che riteniamo estremamente importante per un prodotto come i fiori”.

Settore floreale, scommettere sull’innovazione

Secondo la fondatrice di Flority Fair oggi il settore floreale italiano è “praticamente fermo agli anni ‘90”. L’obiettivo della startup è quindi guidare il cliente in un percorso innovativo, in modo che tutti possano beneficiare del cambiamento e migliorare anche le proprie scelte etiche.

Le possibilità di crescita sono concrete: nel 2017 il settore floreale italiano – ancora poco familiare con il mondo dell’e-commerce – valeva 1,2 miliardi di euro, mentre l’home decor dovrebbe toccare i $740 miliardi entro il 2023.

Nel futuro di Flority Fair Giontella vede anche un laboratorio legato al mondo del wedding. La location? “In Puglia, destinazione prediletta dagli sposi stranieri e non solo”.

Laura Loguercio

Lavoro nel desk video di un'agenzia stampa a Milano. Primo ho studiato Filosofia, poi ho scoperto il mondo del digitale. Scrivo di società, ma con un occhio per l’innovazione.