L’equity crowdfunding è una forma di investimento che consente alla “folla” di investitori (crowd) di finanziare startup innovative e piccole e medie imprese (sia innovative sia non) attraverso portali online autorizzati, erogando un contributo finanziario in cambio di quote societarie delle stesse imprese (equity). In pratica chi finanzia acquisisce una partecipazione nell’impresa.
Ma vediamo meglio come è nato e come funziona.
Indice degli argomenti
Come è nato l’equity crowdfunding
L’equity crowdfunding è stato normato in Italia nel 2013. Il nostro Paese è stato il primo in Europa (e sostanzialmente nel mondo, perché negli Usa già esisteva ma con forti limitazioni) a introdurre questo tipo di normativa con una legge e un successivo regolamento. Inizialmente però non è decollato, anche a causa di norme considerate restrittive dai player del settore. Successivamente il regolamento è stato più volte modificato, con conseguente impulso agli investimenti.
La normativa nel mondo
Come detto, il quadro normativo italiano dell’equity crowdfunding nasce nel 2013, sulla base del “Decreto crescita bis” (decreto-legge 179/2012). In quell’anno la Commissione nazionale per le società e la borsa (Consob) adotta il primo regolamento sulla raccolta di capitali tramite portali online. Si tratta dell’origine della disciplina italiana, che nel frattempo è cambiata: oggi il riferimento è il Regolamento UE 2020/1503, affiancato in Italia dal regolamento Consob n. 22720 del 2023. consob.it
Negli Stati Uniti, dal 16 maggio 2016, la Regulation Crowdfunding consente anche agli investitori non accreditati di partecipare alle offerte, entro limiti di investimento stabiliti in base alla loro situazione economica. Le operazioni devono svolgersi attraverso intermediari registrati presso la Securities and Exchange Commission (SEC).
Nell’Unione europea, il Regolamento UE 2020/1503, applicabile dal 10 novembre 2021, ha introdotto regole comuni per le piattaforme che finanziano le imprese tramite investimenti, come l’equity crowdfunding, o prestiti, come il lending crowdfunding.
Dopo il periodo transitorio, terminato il 10 novembre 2023, i fornitori autorizzati hanno potuto offrire i servizi negli altri Stati membri attraverso il passaporto europeo. La disciplina prevede inoltre obblighi informativi e misure di tutela degli investitori.
Come funziona l’equity crowdfunding
Investire in aziende attraverso l’equity crowdfunding significa puntare su imprese che si ritiene abbiano il potenziale per crescere e imporsi sui mercati. Si investono soldi in cambio di una parte delle quote del loro capitale, il che significa diventarne soci. Se un’impresa in cui si è investito ha successo, le azioni che si possiedono avranno un valore più elevato di quello che si è pagato e se ne può quindi ricavarne un profitto vendendole, oppure si può scegliere di incassare i dividendi. D’altra parte, se l’iniziativa non ha successo – come peraltro succede a molte startup – si rischia di perdere tutto o almeno parte dell’investimento. Bisogna sempre ricordare che è un investimento ad alto rischio.
L’equity crowdfunding in Italia nel 2026
Nel 2026 l’equity crowdfunding italiano ha rallentato la sua corsa. Secondo l’11° Report italiano sul Crowdinvesting del Politecnico di Milano, nel primo semestre 2026 le piattaforme hanno raccolto 37,96 milioni di euro, il 29% in meno rispetto allo stesso periodo del 2025. Le campagne chiuse con successo sono state 53, contro 67 un anno prima. A sostenere la raccolta sono soprattutto i progetti immobiliari, che hanno ottenuto 29,39 milioni; alle altre operazioni, comprese quelle delle startup innovative, sono andati 8,56 milioni, meno della metà rispetto al primo semestre 2025. Dall’avvio del mercato nel 2014, la raccolta complessiva ha raggiunto 877,22 milioni di euro.
Ma vediamo come è andata negli anni precedenti.
Equity crowdfunding 2025 Italia
Da luglio 2024 a luglio 2025 le campagne equity hanno raccolto sul mercato 110,95 milioni di euro, valore praticamente invariato rispetto al periodo precedente, portando la raccolta totale di capitale di rischio cumulata a 792,93 milioni di euro. Hanno recuperato terreno i progetti immobiliari (+32%) mentre continuano a soffrire i progetti non immobiliari (-19%). Le nuove campagne di raccolta di capitale di rischio sono state 160, stabili rispetto allo scorso Report e con un tasso di successo tendenziale che si mantiene alto (88%): sale l’incidenza dei progetti immobiliari (49), che raggiunge la percentuale record del 30,6%. Il valore medio del target di raccolta per i progetti non immobiliari negli ultimi 6 mesi è stato pari a 207.133 euro, quello dei progetti immobiliari è pari a 1.112.955 euro.
Equity crowdfunding Italia 2024
Nel 2024 le campagne di equity crowdfunding hanno raccolto 106,53 milioni di euro, registrando un calo medio del 25,5% rispetto all’anno precedente. Questo decremento è stato particolarmente marcato nei progetti non immobiliari, che hanno visto una riduzione del 32,6%. Meno investimenti ma di qualità, visto che il tasso di successo delle campagne rimane alto, attestandosi intorno al 90%.
Equity crowdfunding Italia 2023
Al 30 giugno 2023 risultavano autorizzati da Consob 48 portali per la raccolta di capitali online, 3 in meno rispetto all’anno precedente. Negli precedenti 12 mesi sono state concluse 23 campagne di collocamento di minibond su 2 portali, per un totale di 20,82 milioni di euro (-45%), mentre le campagne di raccolta di capitale di rischio sono state nello stesso periodo 207, in leggero calo rispetto al passato. Il tasso di successo tendenziale continua a mantenersi elevato, attorno al 90%. La raccolta di capitale di rischio cumulata nel tempo si attesta a 571,68 milioni di euro e negli ultimi 12 mesi il flusso è stato pari a 143,06 milioni, di cui 57,63 nel primo semestre 2023. Il valore medio del target di raccolta per i progetti non immobiliari negli ultimi 6 mesi è 180.126 euro, per quelli immobiliari è 1.776.630 euro. La piattaforma che ha finalizzato e raccolto più capitale è Mamacrowd (130,65 milioni di euro effettivi al 30 giugno 2023, 45,87 milioni nell’ultimo anno), seguita da Walliance (105,04 milioni, di cui 36,61 negli ultimi 12 mesi). Quella che ha pubblicato più campagne invece è CrowdFundMe, 227.
Equity crowdfunding 2021–2022: la raccolta rallenta dopo la crescita
Tra luglio 2021 e giugno 2022, le campagne italiane di equity crowdfunding hanno raccolto 141,9 milioni di euro, secondo i dati del Politecnico di Milano riportati da EconomyUp. Nel solo primo semestre 2022 la raccolta è stata di 59 milioni, con un calo del 10% rispetto al semestre precedente. Queste cifre si riferiscono alle campagne di equity crowdfunding e non al totale degli investimenti nelle startup.
2020: impennata nonostante la crisi
Nel 2020 l’equity crowdfunding ha subito gli effetti del momento di incertezza dovuti alla pandemia, soprattutto nella parte centrale dell’anno, registrando tuttavia ottimi risultati anche grazie ad un forte incremento dell’offerta per il mercato immobiliare (crowdfunding immobiliare) e quella di veicoli di investimento. Le piattaforme in ambito real estate, grazie alle prospettive di rendimento sicuro e a breve termine, hanno soddisfatto l’interesse di molti investitori. La raccolta complessiva del 2020 si è attestata a 103 milioni di euro, ovvero il +57% rispetto ai 65 milioni raccolti nel 2019.
2019: il primo anno da record
Già nel 2019 l’equity crowdfunding aveva ottenuto ottimi risultati, al punto che si era parlato di un anno da record: con oltre 65 milioni di euro raccolti sulle 9 piattaforme più attive nel Paese aveva quasi raddoppiato i numeri rispetto al 2018, quando si parlava di 36 milioni di euro. In crescita anche il numero di campagne finanziate, passate dalle 113 del 2018 alle 138 del 2019 (+18%).
Equity crowdfunding: i dati dal 2014 al 2020
Le aziende italiane che hanno raccolto fondi tramite Equity Crowdfunding tra il 2014 e il 2020 hanno spesso mancato di raggiungere le aspettative di crescita che si erano prefissate. In media, queste aziende hanno avuto una performance inferiore del 62% rispetto a quanto previsto per il primo anno successivo alla raccolta di fondi. Tuttavia, il 27% di queste imprese ha comunque mostrato una crescita sostenuta sia nei ricavi che nella redditività nei tre anni successivi al finanziamento. In aggiunta, quasi la metà di queste imprese in crescita, che rappresenta il 13% del totale esaminato, ha ottenuto ulteriore successo finanziario, entrando in Borsa o diventando oggetto di acquisizioni o fusioni.
Le procedure per fare equity crowdfunding
♦ Valutare la validità della startup nella quale si investe
Chiunque può investire attraverso l’equity crowdfunding, ma naturalmente è bene che faccia una valutazione a priori della società alla quale è interessato: deve giudicare se il modello di business funziona, se è ripetibile e scalabile, se il team è unito e motivato e altri elementi che una giovane impresa innovativa è tenuta a possedere.
♦ Rivolgersi a un portale autorizzato
Prima di investire, è opportuno verificare che la piattaforma sia autorizzata a offrire servizi di crowdfunding nell’Unione europea. L’elenco dei fornitori autorizzati è disponibile nel registro tenuto dall’ESMA: la verifica riguarda anche i portali autorizzati in un altro Stato membro che operano in Italia grazie al passaporto europeo. Scelta la piattaforma, l’investitore può registrarsi e consultare le campagne disponibili.
♦ Verificare le informazioni e i rischi prima di investire
Prima di aderire a una campagna, l’investitore deve poter consultare la scheda contenente le informazioni chiave sull’investimento, che descrive il progetto, le condizioni dell’offerta e i principali rischi. Per gli investitori non sofisticati, la piattaforma prevede inoltre un test sulle conoscenze e sull’esperienza finanziaria e una simulazione della capacità di sostenere eventuali perdite. Se dal test emerge che il servizio potrebbe non essere appropriato, il portale deve segnalarlo e mostrare un avviso sul rischio di perdere l’intera somma investita: l’esito del test non equivale automaticamente a un divieto di investire. Per un investimento in un singolo progetto superiore al maggiore tra 1.000 euro e il 5% del patrimonio netto dell’investitore, sono richieste ulteriori conferme sulla comprensione dei rischi e il consenso esplicito. Dopo aver presentato l’offerta di investimento, l’investitore non sofisticato dispone infine di un periodo di riflessione di quattro giorni di calendario, durante il quale può ritirarla senza motivazione né penali. Le regole sono stabilite dal Regolamento UE 2020/1503. EUR-Lex
Le principali piattaforme di equity crowdfunding in Italia
Tra luglio 2025 e giugno 2026, Opstart è stata la piattaforma con più campagne pubblicate (27), seguita da Mamacrowd (23) e CrowdFundMe (19): insieme hanno originato il 60,5% delle campagne del periodo. Se invece si guarda al capitale raccolto negli ultimi dodici mesi, guida Mamacrowd, davanti a UpsideTown e Yeldo Crowd. Sono classifiche diverse, basate rispettivamente sul numero di operazioni e sugli importi raccolti; non indicano quali piattaforme offrano gli investimenti migliori.
Cambia anche il profilo delle società che si finanziano attraverso questo canale. Fra le 104 emittenti rilevate nei dodici mesi, le startup innovative sono 30 (29%), le PMI innovative 11 (10%) e le altre PMI 53 (51%); completano il quadro 10 veicoli di investimento (10%). I dati mostrano dunque un peso crescente delle PMI, mentre la raccolta del primo semestre 2026 è sostenuta soprattutto dalle campagne immobiliari.
(articolo aggiornato al 28/09/2026)

































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