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Fase 2, con Hevolus i negozi entrano in casa con la mixed reality



Con la realtà aumentata, o mixed reality, i negozi si possono aprire direttamente in casa del cliente. Antonio Squeo, Chief Innovation Officer, racconta cosa Hevolus ha fatto per Natuzzi e cosa sta facendo per lo show-room digitale di una casa di moda. Una soluzione innovativa utile nell’era del distanziamento sociale

di Giovanni Iozzia

30 Apr 2020


Se sarà sempre più difficile gestire (e frequentare) un negozio fisico, allora il negozio si può “aprire” in casa dei clienti, andando avanti con il business e mantendo il distanziamento anticontagio. Si possono fare molte cose  con la realtà aumentata nel mondo A.C. (After Coronavirus) e alcune ce le racconta in questa videointervista Antonio Squeo, Chief Innovation Office di Hevolus, PMI innovativa del sud (è nata a Molfetta, provincia di Bari) che ha cominciato a lavorare sulle applicazioni possibili di Hololens conquistandosi prima l’attenzione di Microsoft, che quella tecnologia ha sviluppato, e poi diversi riconoscimenti a livello internazionale.

Hevolus con il suo Augmented store per Natuzzi è stato l’esempio che il CEO Satya Nadella ha portato al Microsoft Inspire 2019 per illuminare una nuova frontiera del business: il Mixed Reality Cloud, il collegamento fra realtà fisica e realtà virtuale (qui il diario di Antonio Squeo).

I negozi progettati per il brand dell’arredamento permettono di “contenere” in 30 metri quadrati una varietà di prodotti che di solito ne richiederebbe molti di più: la soluzione per aprire punti vendita fisici nei centri delle grandi metropoli. I primi due infatti sono stati già inaugurati a Londra, Tottenham e in Madison Avenue a New York e altri presto ce ne saranno a Barcellona, Madrid, Zurigo. Il commesso usa gli Hololens 2, il cliente sceglie il divano, forma, materiale, colore, con il suo smartphone e lo può anche vedere posizionato nel suo salotto.

Satya Nadella, CEO di Microsoft, presenta il progetto Hevolus per Natuzzi

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Lo scorso marzo il progetto Natuzzi di Hevolus ha vinto l’Oscar mondiale del Retail , il Retail Week Awards di Londra, nella categoria Game Changer. Intanto il team di Hevolus stava già pensando a un’evoluzione inevitabile stabile vista l’esplosione della pandemia da coronavirus. “Avevamo già digitalizzato il negozio, dovevamo solo far sì che il cliente potesse visitarlo restando a casa”. È nato cosi il progetto Augmented Store at home. Che, come racconta Squeo nella videointervista a EconomyUp, ha aperto la possibilità di applicare la mixed reality fuori dal retail.

Con la mixed reality si aprono scenari impensabili fino ad ora, scenari che potrebbero avere un’accelerazione per le esigenze che la necessità di distanziamento richiede. Non si tratta di digitalizzare tutto, ma di combinare in modo originale fisico e digitale, tiene a sottolineare Squeo. Nasce così il progetto di smart working per idraulici, chiamiamolo così, sviluppato con Wurth, leader mondiale nella vendita all’ingrosso di prodotti per la tecnologia di fissaggio ed assemblaggio, con cui è cominciata l’evoluzione di Hevolus da piccola azienda pugliese a player attivo sulla scena internazionale dell’innovazione.

La soluzione studiata da Hevolus permette a un idraulico di fare il suo intervento da remoto: un’esperienza già diffusa nei grandi impianti industriali, ma ora portato a livello consumer grazie a un’app che il cliente scarica sul suo smartphone. Sullo stesso principio è basato il nuovo servizio lanciato da TIM per l’installazione dei decoder nelle abitazioni di chi abbona a TIM Vision. O il progetto che Hevolus sta sviluppando per una importante casa di moda: uno show-room digitale in cui i buyer potranno entrare per scegliere distanza i modelli della nuova collezione. Ma dopo aver ricevuto a casa una borsa con i campioni di tessuto. Perché, insiste Squeo, il digitale ha ancora bisogna di un supporto fisico: le pezze da toccare prima di comprare un abito o la voce di un commesso vero e non un chatbot quando si deve decidere l’acquisto di un divano.

Giovanni Iozzia

Ho studiato sociologia ma da sempre faccio il giornalista e seguo la tecnologia . Sono stato direttore di Capital, vicedirettore di Chi e condirettore di PanoramaEconomy.