Milano smart mobility: perché è la capitale d'Italia
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CITTÀ INTELLIGENTI

Smart Mobility a Milano, perché è la capitale d’Italia: dal carpooling ai monopattini in sharing

di Luciana Maci

30 Ott 2018

Di recente la metropoli lombarda ha sperimentato il monopattino elettrico in sharing. È solo l’ultima delle tante iniziative che l’hanno resa prima in Italia nella mobilità innovativa, dal car sharing al car pooling. Ecco i dati di questo primato

Milano e la smart mobility: il capoluogo lombardo è un fiore all’occhiello della mobilità innovativa in Italia. Uno degli ultimi esempi della sua apertura all’innovazione è la sperimentazione del monopattino elettrico in sharing. Sabato 20 ottobre è stato lanciato il primo servizio di condivisione dedicato a questo tipo di veicoli: 20 monopattini elettrici sono stati rilasciati in alcune zone centrali di Milano, tra San Babila e il Castello Sforzesco. Si è trattato, è vero, solo di un test, anche perché le attuali normative sembrerebbero sanzionarne la circolazione in strade pubbliche. Tuttavia l’esperimento ha un suo valore, se non altro simbolico. Salvatore Palella, Ceo di Helbiz, la società che ha lanciato l’iniziativa, ne è convinto: “Si tratta del primo passo di un percorso che rivoluzionerà il trasporto nei centri abitati, soprattutto nelle grandi città”.

Come funziona il servizio di monopattini elettrici in sharing

L’utilizzo dei monopattini elettrici viene gestito da un’applicazione per smartphone che si chiama Helbiz e che serve sia a geolocalizzare i mezzi in fase di ricerca sia a sbloccarli. I monopattini, che raggiungono una velocità massima di circa 24 chilometri all’ora, si possono utilizzare con il sistema del free floating: una volta terminata la corsa possono essere lasciati dove si desidera. Per quanto riguarda la ricarica elettrica, sono monitorati da tecnici che si occuperanno di occuparsi di quelli scarichi per renderli di nuovo utilizzabili. Chi invece vorrà ricaricarli a casa potrà usufruire di bonus. Vedremo come il servizio offerto riuscirà a passare dalla fase di test a quella di commercializzazione. In ogni caso è la conferma di una Milano intenzionata a innovare.

MILANO CITTÀ PIÙ SMART D’ITALIA

Per il quinto anno consecutivo, infatti, Milano si è confermata la città più smart d’Italia, con un distacco netto rispetto seconda classificata, Firenze, e Bologna al terzo posto. Sono i dati di ICity Rate 2018, il rapporto annuale realizzato da FPA, società del gruppo Digital360, per fotografare la situazione delle città italiane nel percorso per diventare smart, ovvero più vicine ai bisogni dei cittadini, più inclusive, più vivibili.

Nell’ambito delle varie categorie che portano a classificare una città come “intelligente”, Milano è al primo posto in Italia per mobilità sostenibile e al decimo per energia. Ottiene ottimi risultati anche negli ambiti di solidità economica, ricerca e innovazione, lavoro, attrattività turistico-culturale e fronteggia le sfide ambientali (è al 15esimo posto per verde urbano). Il capoluogo lombardo sta cercando di mettere in campo nuovi strumenti di partecipazione civile e di sperimentare le opportunità offerte dalla trasformazione digitale – categoria nella quale figura al terzo posto della classifica generale – ma lamenta ancora un ritardo sulle questioni ambientali, come il consumo di suolo e territorio (appena 76esima) e qualità dell’aria e dell’acqua (solo 96esima). CERCARE PARAMETRI TIPO PARCHEGGI

ICity Rate 2018: Milano in testa alla classifica delle smart city italiane

MILANO E SMART MOBILITY: UN MILANESE SU DUE HA PROVATO IL CAR SHARING

L’ultima edizione dell’Osservatorio sulla Mobilità di Lorien Consulting si focalizza su Milano. Dallo studio emerge che per il 42% dei milanesi essere una smart city comporta prioritariamente avere un sistema di mobilità efficiente e moderno e, subito a seguire, una gestione sostenibile delle risorse ambientali (34%) anche grazie all’uso delle tecnologie (32%).

Il 75% dei cittadini del capoluogo lombardo considera utile un servizio di “mobility as a service” integrato per la mobilità pubblica. Un tasso così alto è dovuto a vari fattori tra cui le limitazioni di circolazione nei centri città (33%) cosi come a fattori di logistica quali la mancanza di parcheggio (28%) o la scomodità dei mezzi pubblici (27%).

Qual è la tendenza? Il car sharing è diventato ormai molto noto: 9 milanesi su 10 ne conoscono almeno un servizio; questo dato diventa ancora più rilevante se lo si confronta con il 56% della media nazionale.

Laddove i servizi sono facilmente fruibili, c’è una grande domanda: 1 milanese su 2 ha provato almeno un servizio di car sharing e il 16% degli utilizzatori di car-sharing punta alla sostituzione completa dell’auto privata. Addirittura, il 63% si dichiara aperto ad arrivare ad una città car-free, anche se poi nella realtà quotidiana le restrizioni alla circolazione sono sgradite quasi ad un milanese su due.

Quali ulteriori incentivi spingerebbero i milanesi a uno stile di mobilità più sostenibile? Il fattore economico resta determinante per circa un terzo degli intervistati. Il 37% dei milanesi vorrebbe mezzi pubblici più puntuali e con frequenza maggiore in fasce orarie più ampie.

Per quanto riguarda le auto elettriche, c’è apertura ma ancora diverse resistenze alla reale penetrazione nella vita quotidiana: quattro milanesi su dieci aspettano incentivi fiscali all’acquisto e migliori performance. In particolare, durata della ricarica e le possibilità di rifornimento delle auto elettriche sono importanti soprattutto per chi vive fuori città e si rifornisce più spesso (40%).

Italia a due velocità anche nella smart mobility: i pionieri sono ricchi, istruiti e vivono nei grandi centri

MILANO REGINA DELLO SHARING PER LA MOBILITÀ

Ad oggi il carsharing in Italia ha superato 1 milione di iscritti, con 7.679 veicoli e 35 città interessate. (fonte: Osservatorio Sharing Mobility). Il numero di veicoli condivisi globalmente in Italia tra il 2013 e il 2017 è quintuplicato, mentre il numero degli iscritti e dei noleggi è cresciuto rispettivamente di diciotto e trentasette volte. Anche in questo caso Milano risulta al primo posto in Italia. Del resto è stata la prima città ad accogliere cinque anni fa  la prima società di car sharing, Car2go.

Al momento il capoluogo lombardo offre la più ampia possibilità di scelta e le flotte più nutrite a livello nazionale e una delle più competitive a livello europeo, sia per quanto riguarda le automobili sia per i mezzi più leggeri come motoveicoli e biciclette. Oltre a veicoli tradizionali con motore a benzina, sono presenti veicoli elettrici e motorini.

QUI un elenco di tutte le proposte della mobilità condivisa a Milano

Car sharing Milano: tutte le proposte della mobilità condivisa

STRISCE BLU: a Milano si pagano con un’app

Una città smart deve essere in grado di facilitare gli spostamenti in auto dei propri cittadini e tutte le operazioni relative e conseguenti, tra cui la questione del parcheggio. La tecnologia può aiutare a velocizzare e semplificare le procedure. Così avviene in varie città d’Italia tra cui Milano, dove il pagamento della sosta auto è diventato ufficialmente virtuale da maggio 2015. Il parcheggio sulle strisce blu cittadine può infatti essere pagato da smartphone utilizzando l’app Telepass Pay. è sufficiente scaricare l’applicazione sul proprio telefonino, aprirla dopo aver trovato parcheggio sulle strisce blu, verificare la disponibilità del servizio e indicare quanto tempo si vuole sostare. Si può poi terminare la sosta oppure prolungarla sempre attraverso l’app Telepass Pay. In questo modo si evita di cercare monetine nelle tasche e di rintracciare il più vicino parcometro. In alcuni Comuni è obbligatorio esporre un tagliando scaricabile dal sito di Telepass Pay.

STRISCE BLU: addio al tagliando per i parcheggi Atm

Niente più carta, ma soltanto un ok telematico. A giugno 2018 è stata annunciata la dematerializzazione firmata Atm per i parcheggi con le strisce blu in città. I parcometri smetteranno di emettere i tagliandi per la sosta e rilasceranno ai cittadini soltanto un via libera dal monitor. Per l’automobilista cambia poco o nulla: una volta parcheggiata la macchina, basterà inserire i soldi nella colonnina e – questa la novità – digitare il numero di targa sullo schermo. A quel punto, la macchinetta non rilascerà più il biglietto, ma semplicemente inserirà l’auto nella lista di quelle autorizzate alla sosta. Atm ha già iniziato a installare il software sulle colonnine del centro storico e sui palmari di addetti della sosta e agenti della polizia locale, che potranno così verificare rapidamente se una macchina lasciata sulle strisce blu è in regola o meno.

CAR POOLING A MILANO

La metropoli lombarda punta anche sul car pooling. Quest’anno il Comune ha lanciato un bando di gara per valorizzare l’utilizzo condiviso dell’auto privata. Obiettivo: individuare i gestori di applicazioni di car pooling operanti sul territorio in modo da consentire un incontro tra offerta (di passaggi) e domanda.

La sperimentazione avrà durata triennale e darà facoltà al “rider” (colui che siede al volante) di parcheggiare gratuitamente il veicolo all’interno di aree delimitate in varie zone di Milano, oltre che dentro le strisce blu disegnate in corrispondenza dei principali snodi del trasporto pubblico locale. Come ha spiegato l’Assessore alla Mobilità Marco Granelli, in questo modo il Comune lombardo punta a ridurre il numero di mezzi in circolazione a beneficio del traffico e della qualità dell’aria.

Luciana Maci

Ho partecipato al primo esperimento di giornalismo collaborativo online in Italia (Misna). Sono dal 2013 in Digital360 Group, prima in CorCom, poi in EconomyUp. Scrivo di innovazione ed economia digitale

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