mobilità sostenibile

Smart city: così il progetto S4C usa AI e big data per ripensare il turismo urbano 



Indirizzo copiato

Dalla città di Bologna al borgo di Dozza, la piattaforma aiuta a prevedere i flussi e ridurre traffico ed emissioni. Nel progetto S4C intelligenza artificiale e big data vengono utilizzati per rendere più sostenibili turismo e mobilità urbana. Chi sono i partner

Pubblicato il 14 mag 2026



Smart,City,And,Tourism,Industry,And,The,Environment,With,Ai
Progetto S4C
AI Questions Icon
Chiedi all'AI
Riassumi questo articolo
Approfondisci con altre fonti

Dalle città d’arte ai borghi medievali, passando per aeroporti, fiere e stazioni ferroviarie: la sfida della mobilità sostenibile si gioca sempre più sulla capacità di leggere, interpretare e prevedere i flussi di persone. È da questa esigenza che nasce S4C – Support System for Sustainable Smart Cities, progetto di ricerca industriale finanziato dalla Regione Emilia-Romagna nell’ambito del PR FESR 2021-2027, con l’obiettivo di sviluppare strumenti digitali avanzati per supportare una pianificazione urbana più sostenibile e intelligente.

Al centro dell’iniziativa c’è una piattaforma basata su intelligenza artificiale, analisi di big data e modelli predittivi “what-if”, pensata per aiutare amministrazioni, operatori della mobilità e imprese del turismo a simulare scenari complessi e prendere decisioni più efficaci. Un approccio che punta a trasformare i dati in uno strumento concreto per ridurre congestione, emissioni e impatto ambientale dei flussi turistici e dei grandi eventi.

Turismo e mobilità: un binomio che pesa sull’ambiente

Il progetto parte da un presupposto: turismo e trasporti sono due settori strettamente collegati e tra i principali responsabili delle emissioni in grado di alterare il clima. Secondo gli studi, il turismo contribuisce a circa l’8% delle emissioni globali di CO2, mentre il comparto dei trasporti resta uno dei più inquinanti in assoluto.

S4C nasce quindi con l’obiettivo di affrontare il tema della sostenibilità urbana non soltanto dal punto di vista infrastrutturale, ma anche attraverso una nuova gestione dei dati. L’idea è quella di comprendere in anticipo come si muovono persone e mezzi durante eventi, manifestazioni e periodi di forte affluenza turistica, così da favorire forme di mobilità integrata e ridurre il ricorso al mezzo privato. 

Il progetto rappresenta inoltre l’evoluzione di Polis-Eye, precedente iniziativa di ricerca che aveva già sperimentato sistemi di analisi dei flussi turistici nella città metropolitana di Bologna e nel borgo di Dozza, utilizzando dati provenienti da operatori telefonici, open data e stakeholder territoriali.

Bologna laboratorio di smart mobility

La sperimentazione di S4C si concentra sulla Città Metropolitana di Bologna, scelta come contesto ideale per analizzare le dinamiche della mobilità contemporanea. Qui convivono infatti grandi poli attrattivi  come aeroporto, quartiere fieristico e stazione ferroviaria, insieme a un sistema diffuso di borghi storici e destinazioni outdoor. 

Uno dei casi studio principali riguarda proprio i collegamenti tra Aeroporto Marconi, BolognaFiere e stazione centrale. L’obiettivo è comprendere come si distribuiscono i flussi durante grandi eventi fieristici e come questi possano essere gestiti in modo più efficiente attraverso il trasporto pubblico, il car sharing, il bike sharing e sistemi di mobilità multimodale. 

Il secondo filone di sperimentazione riguarda invece il turismo nei borghi e nelle aree interne, con particolare attenzione a Dozza, il borgo medievale in provincia di Bologna scelto come caso pilota. Qui il progetto analizza come eventi e attrazioni possano influenzare i flussi turistici e come una migliore pianificazione della mobilità possa contribuire a valorizzare il territorio senza aumentarne la pressione ambientale. 

Secondo quanto emerso durante le attività progettuali, i sistemi sviluppati permettono già oggi di simulare scenari differenti: ad esempio l’apertura di un nuovo parcheggio, l’introduzione di una fermata del trasporto pubblico o la creazione di un hub multimodale. Le piattaforme possono quindi aiutare amministrazioni e decisori pubblici a capire in anticipo come cambierebbero i flussi di traffico e quali soluzioni potrebbero favorire una mobilità più sostenibile.

Il ruolo dell’intelligenza artificiale

Uno degli elementi più innovativi del progetto riguarda l’utilizzo di modelli avanzati di machine learning e data mining per analizzare e prevedere i comportamenti di mobilità.

Nel progetto vengono utilizzati sia modelli descrittivi sia modelli predittivi. I primi servono a comprendere come si distribuiscono i flussi in determinate condizioni; i secondi consentono invece di prevedere cosa potrebbe accadere nel breve periodo o in scenari ipotetici.

Particolare attenzione viene dedicata ai modelli “what-if”, strumenti che permettono di simulare possibili cambiamenti e valutare in anticipo gli effetti di nuove strategie di mobilità urbana. Una logica che si avvicina sempre di più ai cosiddetti “digital twin” urbani, le copie digitali delle città utilizzate per supportare la pianificazione strategica. 

Nel corso del progetto sono stati inoltre sviluppati algoritmi in grado di correlare dataset eterogenei – dai flussi aeroportuali ai dati del car sharing fino alle informazioni provenienti dagli operatori telefonici – per costruire indicatori utili alla governance urbana.

Il paradigma europeo dei Data Space

S4C si inserisce anche nel più ampio percorso europeo verso la creazione dei cosiddetti “Data Space”, ambienti digitali condivisi che permettono a enti pubblici, imprese e organizzazioni di scambiare dati in modo sicuro e interoperabile. 

Nel caso del progetto emiliano-romagnolo, l’obiettivo è creare uno spazio comune dei dati dedicato a turismo e mobilità, capace di integrare informazioni provenienti da soggetti diversi e trasformarle in strumenti di supporto alle decisioni.

Si tratta di un cambio di paradigma importante per il mondo delle smart city: non più semplici piattaforme verticali isolate, ma ecosistemi collaborativi in cui il dato diventa una risorsa condivisa per migliorare servizi, sostenibilità e qualità della vita urbana.

Secondo i partner del progetto, uno degli aspetti cruciali sarà proprio la capacità di rendere i dati più accessibili e utilizzabili, superando la frammentazione attuale e favorendo nuove forme di collaborazione pubblico-privato.

Una ricerca che guarda agli obiettivi Net Zero

S4C non nasce come prodotto commerciale, ma come progetto dimostrativo di ricerca industriale. L’obiettivo non è quindi portare sul mercato una piattaforma già pronta, quanto piuttosto dimostrare il valore delle tecnologie digitali nella pianificazione urbana e nella gestione sostenibile dei territori.

La dashboard sviluppata dal progetto, attualmente in fase finale di validazione, servirà proprio come dimostratore operativo: uno strumento basato su dati reali capace di visualizzare scenari, simulazioni e indicatori utili per supportare le decisioni.

L’iniziativa si colloca inoltre nel quadro delle strategie europee per la neutralità climatica e il raggiungimento degli obiettivi Net Zero entro il 2050. In questo contesto, la mobilità sostenibile rappresenta uno degli ambiti chiave per ridurre le emissioni e migliorare la vivibilità urbana.

Il progetto coinvolge un ampio partenariato scientifico guidato da GeoSmart LAB (Sis-Ter), insieme a CIRI ICT dell’Università di Bologna, CROSS-TEC di ENEA, IN4 Hub dell’Università di Ferrara e AIRI dell’Università di Modena e Reggio Emilia. Accanto ai partner scientifici partecipano anche importanti stakeholder industriali e territoriali, tra cui Aeroporto Marconi, SRM Reti e Mobilità, BolognaFiere, Lepida, Imola Faenza Tourism Company e Iscom Group.  

La prospettiva, ora, è trasformare quanto sperimentato a Bologna e Dozza in modelli replicabili anche in altri territori. Perché la smart city del futuro non sarà soltanto più connessa: dovrà essere soprattutto capace di usare i dati per diventare più sostenibile, efficiente e vivibile. 

(Contributo editoriale realizzato in collaborazione con il Dipartimento di Ingegneria di Ferrara)

guest

0 Commenti
Più recenti Più votati
Inline Feedback
Vedi tutti i commenti

L’intelligenza artificiale per l’innovazione

Tutti
Che cos'è InnoverAI
AI & INNOVAZIONE
AI TRANSFORMATION
AI & STARTUP
Leggi l'articolo InnoverAI, l’intelligenza artificiale per l’innovazione: un cambio di paradigma da affrontare insieme
NEXTWORK360-Economyup
InnoverAI, l’intelligenza artificiale per l’innovazione: un cambio di paradigma da affrontare insieme
Leggi l'articolo Edison, Dotti e Montelatici: “Dall’AI alla GenAI, ora abbiamo superpoteri per gestire impianti e processi”
INNOVATION LEADER
Edison, Dotti e Montelatici: “Dall’AI alla GenAI, ora abbiamo superpoteri per gestire impianti e processi”
Leggi l'articolo Perché nell’era dell’AI “farsi vedere” è una competenza necessaria per chi fa innovazione in azienda
INNOVATION MANAGEMENT
Perché nell’era dell’AI “farsi vedere” è una competenza necessaria per chi fa innovazione in azienda
Leggi l'articolo Davide Dattoli: “Con l’AI bisogna re-imparare a fare le startup”
L'INTERVISTA
Davide Dattoli: “Con l’AI bisogna re-imparare a fare le startup”
Leggi l'articolo Le aziende stanno comprando formazione inutile sull’intelligenza artificiale?
AI FLUENCY
Le aziende stanno comprando formazione inutile sull’intelligenza artificiale?
Leggi l'articolo Nel pharma l’AI accelera la ricerca di nuovi farmaci. Può fare lo stesso con l’innovazione di prodotto in altri settori?
AI TRANSFORMATION
Nel pharma l’AI accelera la ricerca di nuovi farmaci. Può fare lo stesso con l’innovazione di prodotto in altri settori?
Leggi l'articolo AI Resilience: il criterio che manca nella valutazione dell’innovazione in ambito AI
L'ANALISI
AI Resilience: il criterio che manca nella valutazione dell’innovazione in ambito AI
Leggi l'articolo AI in azienda, c’è un gap tra aspettative e ritorni: come superarlo con l’AI governance
L'APPROFONDIMENTO
AI in azienda, c’è un gap tra aspettative e ritorni: come superarlo con l’AI governance
Leggi l'articolo Dagli agenti AI alla workforce digitale: come cambia il lavoro nelle imprese
L'APPROFONDIMENTO
Dagli agenti AI alla workforce digitale: come cambia il lavoro nelle imprese
Leggi l'articolo One-Person Unicorn: come gli AI agent stanno riscrivendo il concetto di startup
LA TENDENZA
One-Person Unicorn: come gli AI agent stanno riscrivendo il concetto di startup
Leggi l'articolo Cosa sono le “20x Companies”: team minuscoli che competono con gli operatori storici grazie all’AI
TENDENZE
Cosa sono le “20x Companies”: team minuscoli che competono con gli operatori storici grazie all’AI
Leggi l'articolo L’era dell’AI e della “Shadow Competence”: perché il 239% di produttività in più sta restando fuori dalla tua azienda
AI TRANSFORMATION
L’era dell’AI e della “Shadow Competence”: perché il 239% di produttività in più sta restando fuori dalla tua azienda
Leggi l'articolo Costruire da soli una startup con l’AI in 7 mosse (come ha fatto a San Francisco Vittorio Viarengo)
OPEN WORLD
Costruire da soli una startup con l’AI in 7 mosse (come ha fatto a San Francisco Vittorio Viarengo)
Leggi l'articolo Harsh Wardhan, Innovation Manager Google: “Così cambiano open innovation e design thinking nell’era della Gen-AI”
ai transformation
Harsh Wardhan, Innovation Manager Google: “Così cambiano open innovation e design thinking nell’era della Gen-AI”
Leggi l'articolo Come cambia il design thinking nell’era dell’incertezza e dell’AI generativa
L'OSSERVATORIO
Come cambia il design thinking nell’era dell’incertezza e dell’AI generativa
Leggi l'articolo InnoverAI, l’intelligenza artificiale per l’innovazione: un cambio di paradigma da affrontare insieme
NEXTWORK360-Economyup
InnoverAI, l’intelligenza artificiale per l’innovazione: un cambio di paradigma da affrontare insieme
Leggi l'articolo Edison, Dotti e Montelatici: “Dall’AI alla GenAI, ora abbiamo superpoteri per gestire impianti e processi”
INNOVATION LEADER
Edison, Dotti e Montelatici: “Dall’AI alla GenAI, ora abbiamo superpoteri per gestire impianti e processi”
Leggi l'articolo Perché nell’era dell’AI “farsi vedere” è una competenza necessaria per chi fa innovazione in azienda
INNOVATION MANAGEMENT
Perché nell’era dell’AI “farsi vedere” è una competenza necessaria per chi fa innovazione in azienda
Leggi l'articolo Davide Dattoli: “Con l’AI bisogna re-imparare a fare le startup”
L'INTERVISTA
Davide Dattoli: “Con l’AI bisogna re-imparare a fare le startup”
Leggi l'articolo Le aziende stanno comprando formazione inutile sull’intelligenza artificiale?
AI FLUENCY
Le aziende stanno comprando formazione inutile sull’intelligenza artificiale?
Leggi l'articolo Nel pharma l’AI accelera la ricerca di nuovi farmaci. Può fare lo stesso con l’innovazione di prodotto in altri settori?
AI TRANSFORMATION
Nel pharma l’AI accelera la ricerca di nuovi farmaci. Può fare lo stesso con l’innovazione di prodotto in altri settori?
Leggi l'articolo AI Resilience: il criterio che manca nella valutazione dell’innovazione in ambito AI
L'ANALISI
AI Resilience: il criterio che manca nella valutazione dell’innovazione in ambito AI
Leggi l'articolo AI in azienda, c’è un gap tra aspettative e ritorni: come superarlo con l’AI governance
L'APPROFONDIMENTO
AI in azienda, c’è un gap tra aspettative e ritorni: come superarlo con l’AI governance
Leggi l'articolo Dagli agenti AI alla workforce digitale: come cambia il lavoro nelle imprese
L'APPROFONDIMENTO
Dagli agenti AI alla workforce digitale: come cambia il lavoro nelle imprese
Leggi l'articolo One-Person Unicorn: come gli AI agent stanno riscrivendo il concetto di startup
LA TENDENZA
One-Person Unicorn: come gli AI agent stanno riscrivendo il concetto di startup
Leggi l'articolo Cosa sono le “20x Companies”: team minuscoli che competono con gli operatori storici grazie all’AI
TENDENZE
Cosa sono le “20x Companies”: team minuscoli che competono con gli operatori storici grazie all’AI
Leggi l'articolo L’era dell’AI e della “Shadow Competence”: perché il 239% di produttività in più sta restando fuori dalla tua azienda
AI TRANSFORMATION
L’era dell’AI e della “Shadow Competence”: perché il 239% di produttività in più sta restando fuori dalla tua azienda
Leggi l'articolo Costruire da soli una startup con l’AI in 7 mosse (come ha fatto a San Francisco Vittorio Viarengo)
OPEN WORLD
Costruire da soli una startup con l’AI in 7 mosse (come ha fatto a San Francisco Vittorio Viarengo)
Leggi l'articolo Harsh Wardhan, Innovation Manager Google: “Così cambiano open innovation e design thinking nell’era della Gen-AI”
ai transformation
Harsh Wardhan, Innovation Manager Google: “Così cambiano open innovation e design thinking nell’era della Gen-AI”
Leggi l'articolo Come cambia il design thinking nell’era dell’incertezza e dell’AI generativa
L'OSSERVATORIO
Come cambia il design thinking nell’era dell’incertezza e dell’AI generativa

Articoli correlati

0
Lascia un commento, la tua opinione conta.x