Roberta Cocco, assessore alla Trasformazione digitale: "Dalla smart city agli smart citizens, così cambia Milano" | Economyup
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L'INTERVISTA

Roberta Cocco, assessore alla Trasformazione digitale: “Dalla smart city agli smart citizens, così cambia Milano”



La ex top manager di Microsoft parla a EconomyUp della sua visione di città del futuro: amministrazione pubblica sempre più accessibile e nuovi servizi attivati dal 5G già tra due anni, ma anche droni e auto connesse. “Al centro ci sono i cittadini. E Milano fa da traino alle altre città italiane”

di Luciana Maci

29 Apr 2019


Roberta Cocco, assessore alla Trasformazione digitale del Comune di Milano

Una città dove un anziano verrà soccorso un attimo prima che si senta male perché il dispositivo che indossa ha inviato segnali a un centro di assistenza, dove i disabili potranno entrare virtualmente nei musei grazie alla realtà aumentata, con un cielo popolato di droni e con strade percorse da auto a guida autonoma, ma anche una città dove ci saranno più donne esperte di tecnologia e dove la tecnologia aiuterà le donne: tra pochi anni, forse addirittura solo due o tre, questa potrebbe essere Milano secondo Roberta Cocco, assessore alla Trasformazione digitale del Comune. Il capoluogo lombardo è da anni primo nelle classifiche delle smart city in Italia, ma punta a rafforzare il primato grazie al lavoro svolto per digitalizzare la pubblica amministrazione e alle sperimentazioni in corso sul 5G, la connettività iper-veloce che offre grandi opportunità ad aziende e privati. In realtà a Roberta Cocco, che pure è una ex top manager di Microsoft e le nuove tecnologie le conosce bene, la definizione “smart city” non soddisfa più. “È il momento di parlare di smart citizens” dice a EconomyUp. “Attraverso la tecnologia i cittadini devono avere una vita più semplice in assoluto e in particolare più semplice nei confronti della pubblica amministrazione”. Due degli eventi sull’innovazione di questi ultimi anni portano la sua firma: la Milano Digital Week (l’occasione per intervistarla è stata proprio in questo contesto, durante la seconda edizione del Tram dell’Innovazione, organizzato da Women&Technologies di Gianna Martinengo con i partner SAP Lenovo) e STEMinThe City, dedicato alle competenze digitali. Due manifestazioni per capire meglio cosa sta facendo Milano per accompagnare i suoi cittadini nel percorso della trasformazione digitale, ma anche cosa fanno le altre città italiane. Come ha spiegato la Cocco in questa intervista a EconomyUp. Partendo proprio dal significato di smart city.

DALLA SMART CITY AGLI SMART CITIZEN

Cos’è una città intelligente?

È una città che rende intelligenti i cittadini attraverso la tecnologia. Invece di continuare a parlare di smart city bisognerebbe cominciare a  parlare di smart citizens. La tecnologia fine a se stessa è totalmente sterile. Tutto quello che viene fatto dalle pubbliche amministrazioni ha al centro il cittadino. La PA deve essere un abilitatore e offrire i servizi in modo sempre più semplice e immediato affinché tutti ne possano usufruire. Spesso uso lo slogan “mobile first, one click”: i servizi devono essere sui dispositivi mobili, perché ormai tutti i cittadini hanno in mano un telefonino, e devono essere più semplici possibile.

SMART MILANO: I CASE STUDIES

Esempi di servizi smart offerti dal Comune di Milano ai cittadini?

Da due anni abbiamo lanciato il fascicolo del cittadino. Sul sito del Comune di Milano, con autenticazione forte oppure con il sistema Spid, ogni cittadino milanese può accedere al proprio fascicolo dove trova tutti i suoi pagamenti: certificati, versamenti per le rette scolastiche dei figli, documentazione storica, libri presi in prestito alla biblioteca comunale…  Potrebbe sembrare un meccanismo semplice, invece il progetto ha un piano di interoperabilità estremamente avanzato. Abbiamo poi voluto replicare il modello per le imprese: in collaborazione con la Camera di Commercio, abbiamo creato il cassetto dell’imprenditore. Non tutti lo sanno e non se ne parla abbastanza, ma a Milano, per aprire una società semplice, ci vogliono 4 giorni. D’altra parte all’Anagrafe ci sono sempre code: passo e vedo giovani che smanettano sul cellulare mentre sono in fila. C’è ancora molto da fare.

IL 5G: UN PRIMATO EUROPEO

Il Comune supporta la sperimentazione 5G. In che modo e perché?

Milano sarà l’area più grande d’Europa per la sperimentazione 5G. Siamo in anticipo. Anticipo, digitale e Italia sono tre parole che, se le metti insieme, fanno “crashare” il computer. Battute a parte, non nego l’orgoglio di aver ottenuto questo primato. I tre poli di sperimentazione in Italia sono Milano, il più ampio, Prato-L’Aquila e Matera-Bari. Il Comune è partner di Vodafone e Politecnico di Milano. Vodafone ha riunito intorno a sé una cinquantina di partner che lavorano insieme per creare una serie di prototipazioni affinché ci siano sperimentazioni attive. Le aree sono: mobilità, sicurezza, sanità, turismo e il cittadino 4.0 (servizi per il cittadino).

Il ruolo del Comune?

Fare da cabina di regia per snellire le pratiche burocratiche e amministrative. Quando Vodafone e i partner hanno bisogno di antenne, autorizzazioni, accoglimento di richieste di occupazione suolo pubblico ecc. non vanno per uffici, ma si rivolgono a una task force guidata da Carmela Francesca che in poche settimane fornisce loro le risposte. Questo permette una cosa banale ma essenziale: tenere i tempi. Non collaboriamo alla parte tecnologica, il nostro lavoro è facilitare il loro lavoro.

SMART CITIES NEL MONDO E IN ITALIA: L’HACKATHON

Smart city in Italia e in Europa. Quali prospettive?

A Palazzo Marino abbiamo riunito 13 città internazionali, da Parigi a Barcellona, da Tallin a Vienna, da Zurigo a Helsinki. Un incontro sui diritti digitali dei cittadini, tema importantissimo che vede tutte le città europee lavorare insieme. Milano si è fatta capofila di questa grande cordata. A Talent Garden abbiamo invitato gli assessori alla trasformazione digitale di 20 città italiane per un hackathon dedicato alle città, HackPa. Erano presenti  Firenze, Bologna, Rimini, ma anche Venezia, Torino, Cagliari. Noi abbiamo proposto quello che sappiamo fare, loro ci hanno raccontato i loro progetti. Sono venute fuori tante idee, risultato delle varie componenti che erano al tavolo: Cagliari, per esempio, sta lavorando a una piattaforma digitale di monitoraggio della città, Catania a un progetto per agevolare i giovani con determinate competenze ad avvicinarsi al mondo del lavoro.

SMART CITY: QUALI SERVIZI PER IL FUTURO

Come comunicare ancora meglio l’importanza della tecnologia per le città del futuro?

Il nostro compito è fare capire che tecnologia e innovazione sono alleati delle persone. Il 5G garantirà un enorme potenziamento dei servizi. Una delle caratteristiche che ai tecnici piace raccontare è che il 5G ha tempo di latenza zero, ma se lo dico a un cittadino qualsiasi mi guarda strano e mi chiede cosa significa. Significa che non avrò più ritardo tra input e output di un servizio e questo mi permetterà di riuscire a trasferire una mole di dati pressocché infinita. È come dire: oggi l’autostrada Milano-Bergamo ha 4 corsie, con il 5G ne avrà 40. Con auto autonome che vanno a 300 all’ora ci si metterà solo 7 minuti.

Altri esempi di innovazione che migliora la vita?

Sono un anziano, salgo su un tram, indosso un dispositivo connesso, il mio cuore dà qualche segnale preoccupante senza che me ne renda conto: alla fermata mi aspetterà una persona che mi chiederà se mi può accompagnare a fare un controllo medico. Oppure pensiamo alla sicurezza: dispositivi che si attiveranno al momento del bisogno e droni che monitoreranno la situazione in ambito urbano. O anche ai vantaggi dell’intelligenza aumentata: ho una disabilità e non posso visitare l’interno del duomo, ma con dispositivi accessibili a tutti potrò vedere esattamente quello che c’è dentro.

Tra quanto potrebbe accadere tutto questo?

Il ministero dello Sviluppo economico ci ha chiesto di anticipare la chiusura della sperimentazione del 5G al 2020. Tra metà del 2020 e inizio del 2021 potremo avere i primi servizi commerciali.

MOBILITÀ URBANA E AUTO A GUIDA AUTONOMA NELLE SMART CITY

Il tema di quest’anno della Milano Digital Week era la mobilità urbana. Perché?

Abbiamo voluto mettere al centro la urbis, perché da questa città sta emergendo una predisposizione e anche una leadership sul digitale. Milano sta trainando il digitale in Italia. Il mio è un assessorato di servizio per gli altri: lavoriamo per offrire la componente digitale affinché tutti riescano a fare meglio il loro lavoro e quindi a riuscire a innestare ancora più valore in quello che fanno attraverso le potenzialità del digitale. Anche nell’edizione 2019 della Milano Digital Week abbiamo riempito la città di digitale con 500 eventi sparsi per il territorio chiamando a raccolta operatori pubblici, privati, il terzo settore, le scuole, le università e tutti gli assessorati.

Nella Milano del futuro ci saranno anche le auto a guida autonoma?

Sì, una delle sperimentazioni più avanzate del 5G è proprio sulla mobilità. Ma dobbiamo superare le paure. Ogni anno nel mondo muoiono per incidenti stradali un milione di persone e 30 milioni restano danneggiate in modo permanente. La autonomous car non si lascia andare quando è stanca e non si distrae con il telefonino. Non dobbiamo vedere la tecnologia come qualcosa che ci sovrasta ma come un’alleata.

TECNOLOGIA E DIFFERENZE DI GENERE

Una smart city è anche una città dove le donne hanno più spazio?

Certamente. Ma c’è ancora molto da fare. Sono da 29 anni nel mondo dell’ICT e quando guardo a quali e quante donne si muovono in questo ambiente mi rendo conto che siamo sempre le solite. All’evento del Tram dell’Innovazione organizzato il 16 marzo da Women&Technologies ho incrociato Luigia Tauro, oggi imprenditice sociale e in passato CIO, Chief Information Officer, di Monte dei Paschi di Siena. All’epoca era una delle tre donne CIO in Italia. Sa quante sono adesso? Cinque.

Cosa si può fare?

Lanciare il messaggio che la tecnologia ha bisogno delle donne. E che le donne hanno enorme bisogno di tecnologia. E continuare a lottare contro gli stereotipi di genere che spesso costringono le ragazze a indirizzare le loro scelte verso percorsi umanistici e non tecnologici. A questo scopo anche quest’anno abbiamo organizzato STEMintheCity, terza edizione di un’iniziativa nata per colmare il divario tra le competenze digitali dei giovani (e soprattutto delle giovani) e quelle richieste dal mercato del lavoro. Per avvicinare bambine e ragazze ai percorsi tecnico-scientifici, il mese di aprile è stato dedicato a eventi, seminari, corsi di formazione, incontri, dibattiti, sessioni di role modeling e spettacoli in tutti i 9 municipi, dal centro sino ai quartieri più periferici. Questo per far toccare con mano le possibilità offerte dal mondo della tecnologia e delle scienze. E rendere tutti, ragazze e donne incluse, dei futuri smart citizens.

Luciana Maci

Ho partecipato al primo esperimento di giornalismo collaborativo online in Italia (Misna). Sono dal 2013 in Digital360 Group, prima in CorCom, poi in EconomyUp. Scrivo di innovazione ed economia digitale