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Ottimismi

«La nostra industria è competitiva e l’export vola»: un sostenitore del made in Italy nel cda Rai

06 Ago 2015

È Marco Fortis, designato nel board di Viale Mazzini dal Ministero del Tesoro. Da economista si è speso molto, sia con Berlusconi premier sia con Matteo Renzi, per sottolineare gli elementi positivi dell’economia italiana. Che potrebbero adesso diventare temi della tv pubblica

Marco Fortis è uno dei nuovi volti del cda della Rai, scelto direttamente dall’esecutivo, sia per le sue qualità di economista che per la sua abitudine a mettere in luce più gli aspetti positivi dell’economia italiana che quelli negativi. 

Lo scorso febbraio, EconomyUp lo ha sentito per un commento sulle parole dette presidente del Consiglio Matteo Renzi durante la visita alla Gm Powertrain di Torino: «Siamo un Paese manifatturiero, secondo alla Germania, ma li riprenderemo». Le parole di sfida del premier avevano rilanciato un tema con cui l’Italia si scontra da tempo: perché molti, nel Paese, non riescono a mettere in primo piano le proprie virtù ma abbonda in lamentele a proposito di ciò che non funziona?

«L’industria che vince non è quella della lagna ma quella dell’innovazione e della curiosità», aveva affermato il premier. E le parole di Marco Fortis confermavano questa visione: l’economista, attraverso i rapporti di Fondazione Edison, Symbola e Unioncamere, ha spesso evidenziato le verità da tenere presenti quando si pensa che il Belpaese sia destinato al declino. Eccone cinque

1. L’industria cresce bene all’estero (più della Germania)
L’industria manifatturiera italiana è cresciuta rispetto al 2008 del 16,5%, contro l’11,6% della Germania.

2. Surplus manifatturiero di oltre 100 miliardi di dollari: nella top 5 globale
L’Italia è tra i soli cinque Paesi al mondo che vantano un surplus manifatturiero superiore ai 100 miliardi di dollari. Ci fanno compagnia grandi potenze Cina, Germania, Giappone e Corea del Sud. La bilancia commerciale manifatturiera di Francia (-34 miliardi), Gran Bretagna (-99) e Usa (-610), secondo i dati Wto, pende invece al contrario. “In molti ambienti ad altà intensità di tecnologia, come meccanica e farmaceutica, c’è la percezione che l’Italia abbia superato la Germania per qualità e capacità di seguire il cliente anche nelle fasi di post vendita”, spiega a EconomyUp Marco Fortis, il vicepresidente della Fondazione Edison.

3. La conservazione delle quote di mercato nell’export
L’Italia è tra i Paesi avanzati che, nella globalizzazione, ha conservato maggiori quote di mercato mondiale. Dopo l’irruzione della Cina e degli altri Brics, ha mantenuto il 71% delle quote di export rispetto al 1999. Un livello pari a quello degli Usa e superiore a quello di Giappone (quota export ridotta al 67%), Francia (61%) e Regno Unito (55%).

4. 935 prodotti sul podio mondiale
Le imprese italiane sono tra le più competitive al mondo. Su un totale di 5.117 prodotti, nel 2012 l’Italia si è piazzata prima, seconda o terza al mondo per attivo commerciale con l’estero in ben 935.

5. L’Italia è la meta preferita dei turisti extraeuropei
L’Italia è, in Europa, la destinazione preferita dei turisti extraeuropei. Siamo il primo paese dell’Eurozona per pernottamenti di turisti extra Ue, con 54 milioni di notti. Siamo la meta scelta più spesso da viaggiatori provenienti da Cina, Brasile, Giappone, Australia, Usa e Canada. 

Maurizio Di Lucchio

  • Pinkola

    Parole vere e incoraggianti! Il vero problema del nostro paese sta “imboscato” tra le mille pieghe create ad hoc della burocrazia che anziché dare regole semplici e chiare alle quali la maggiore parte degli italiani si atterrebbe, rendono vita facile a quei, relativamente pochi, pigri e arraffoni che sistematicamente ledono alla qualità e dignità di vita della totalità. Furbetto non è sinonimo di onesto e assistenzialismo non è sinonimo di educazione civica, non deve essere preso come una “materia scolastica”. Grazie.

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