Macellari: così vogliamo far avvicinare le startup ai Giovani di Assolombarda

Il neopresidente del Gruppo anticipa a EconomyUp le prime mosse dell’autunno: «Faremo una survey fra i nostri imprenditori per capire quali sono le loro esigenze». Più formazione pratica e collaborazione con gli atenei. Le nuove imprese associate sono 240. «Dobbiamo far comprendere il valore del nostro ecosistema»

Pubblicato il 10 Ago 2016

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Mattia Macellari, presidente Giovani Imprenditori di Assolombarda

«Il mio obiettivo? Fare del nostro gruppo un punto di riferimento per i giovani che fanno impresa e per i futuri imprenditori». Quindi, in un parola, per le startup. Mattia Macellari lo ha detto subito nel giorno del sua elezione, lo scorso19 luglio. Il programma è già definito e subito dopo la pausa di agosto, cominceranno i lavori della nuova squadra. EconomyUp lo ha incontrato per farsi raccontare i progetti con cui la più importante territoriale di Confindustria rilancerà sul fronte dei giovani.

«Manca ancora un contatto pratico con la realtà», dice Macellari, 37 anni, una laurea in economia e commercio e un figlio di 3 anni, che la realtà dell’impresa la conosce bene, per tradizione di famiglia. All’inizio del secolo la madre vende a un gruppo internazionale la Cata Informatica. Lui nel 2007 ne riprende un pezzo, con un socio esterno, e da lì riparte, facendo il direttore commerciale di un azienda che cresce come system integrator (“facciamo sviuppo, non solo commercializzazione”). Nel 2013 crea la sua startup, RunnerTech, di cui è amministratore delegato, che all’interno del gruppo segue le aziende italiane sui mercati internazionali. Il primo progetto è il sistema informativo di un’impresa del Made in Italy a Dubai.

MENO CONVEGNI E PIÙ INCONTRI DI LAVORO
Nei Giovani di Assolombarda Macellari è dal 2008 e da vicepresidente aveva la delega per la formazione. Un fronte che intende presidiare nel suo nuovo ruolo, con un approccio pratico, appunto. Meno convegni e più incontri di lavoro, è lo slogan del presidente. «È quello che mi chiedono i nostri imprenditori: dare valore valore a ogni loro giornata di lavoro, a ogni loro impegno». Quindi anche la formazione deve essere “applicata” al business. «Non intendo certo replicare quel che fanno le università con i loro corsi di laurea, né quel che fa già bene Assolombarda», dice. Voglio solo mettere a disposizione strumenti utili per i nostri associati». Come? «In autunno faremo una survey con i nostri imprenditori per capire quali sono le loro reali esigenze e dai loro stimoli partiremo per creare i percorsi formativi in aula», anticipa a EconomyUp. «Devo potenziare l’area commerciale? Avremo un corso tenuto da un manager che porterà la sua esperienza a chi ne ha bisogno adesso». Insomma, una formazione di servizio per i 500 associati del Gruppo Giovani. «Dovremo lavorare di più con gli atenei e allo stesso tempo portare negli atenei un po’ di cultura d’impresa. Uno dei progetti in questo senso è il Laboratorio d’impresa: un team dell’Università Bicocca lavorerà per 6 mesi in una delle nostre aziende per sviluppare un’attività. Funzionerà con un call per studenti che lanceremo attraverso i docenti».

STARTUP, IN ASSOLOMBARDA SONO GIÀ 240
Rilanciare sui giovani significa guardare con sempre maggiore attenzione alle startup. Assolombarda da due anni ha avviato una politica di apertura: le nuove imprese che non raggiungono i 500mila euro di fatturato e hanno meno di quattro anni di vita possono aderire a costo zero. Un’iniziativa che si inquadra nel progetto StartupTown e che ha portato, a fine luglio, 240 adesioni, circa il 30% delle startup presenti nel territorio di Assolombarda. «Adesso dobbiamo far comprendere il valore dell’ecosistema in cui si entra», dice Macellari. «Io non penso che manchino i capitali necessari per le nuove imprese. Quel che manca ancora è una vera cultura del rischio. In molti non ce la fanno? Fa parte del gioco. Ma non per questo bisogna rinunciare a sostenere chi ci prova».

SIAMO LUNGIMIRANTI MA CI PERDIAMO NELL’EXECUTION
Certo, ma c’è anche chi fa di tutto per rinviare le sempificazioni e rendere la vita più facile a chi vuole fare impresa. «Sappiamo che in Italia c’è ancora troppa burocrazia attorno alle imprese», ricorda Macellari. «Non dobbiamo nascondere il fatto che ci sono ancora forti resistenze da parte di corporazioni e interessi consolidati». Certatemente il presidente pensa alla reazione dei notai alla legge che permette la costituzione din una società on line, con la firma digitale. Pende un ricorso al Tar, l’onorevole Stefano Quintarelli ha parlato di danno alla reputazione internazionale dell’Italia. E il presidente dei Giovani di Assolombarda concorda: «Servono anche questi piccoli segnali normativi per far capire che il sistema è favorevole alla nuova imprenditoria. Anche perché, se le startup crescono avranno poi bisogno dei professionisti per fare i loro affari più importanti». C’è anche però molto da fare sul fronte dei nuovi imprenditori, secondo Macellari. «Siamo spesso lungimiranti, abbiamo nuove idee, sappiamo scegliere bene le best practice internazionali. Poi spesso ci perdiamo nell’execution». Forse anche per questo serve più cultura d’impresa quando si studia all’università e più formazione quando si comincia a fare impresa.

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