Vodafone e Arduino alleati per l'Internet of Things: così le pmi italiane si avvicinano alla Fabbrica 4.0 | Economyup
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5G BUSINESS

Vodafone e Arduino alleati per l’Internet of Things: così le pmi italiane si avvicinano alla Fabbrica 4.0

di Luciana Maci

31 Gen 2018

La società telefonica e la piattaforma open source hanno stretto una partnership: chi vorrà sviluppare progetti di Internet delle Cose potrà usare la nuova tecnologia Narrowband IoT e una scheda prodotta dalla società di Massimo Banzi. Che dice: “Anche le aziende più piccole faranno il salto verso l’Industria 4.0”

Vodafone scommette sempre più sull’Internet of Things, l’estensione di Internet al mondo degli oggetti e dei luoghi concreti, e lo fa attraverso una partnership con una delle punte di diamante dell’innovazione nata in Italia, Arduino, piattaforma hardware open source che consente anche ai meno esperti di programmare.

La compagnia telefonica e la società co-fondata da Massimo Banzi collaboreranno per la realizzazione di soluzioni commerciali congiunte basate sulla tecnologia Arduino e sui servizi di connettività IoT di Vodafone.

Vodafone sta infatti lanciando una nuova rete che utilizza un protocollo nuovo, chiamato Narrowband-IoT. Con questa tecnologia, sulla quale Vodafone ha effettuato investimenti per oltre 10 milioni, il gruppo intende compiere un ulteriore passo nell’introduzione delle reti di quinta generazione – il 5G – e, appunto,  nello sviluppo dell’Internet of Things. Narrowband Internet of Things è un sistema di trasmissione dati nato per i dispositivi più piccoli che possono inseriti dentro gli oggetti più disparati. Un esempio tra i tanti può essere quello di un sensore di parcheggio che, collocato nell’asfalto, è in grado di comunicare in maniera molto efficiente e con bassissimo consumo energetico con la centrale. Vodafone ha lanciato la rete Narrowband-IoT in tutta Italia, così come Vodafone Europa la sta lanciando in altri Paesi. A sua volta Arduino ha lanciato una scheda che è in grado di comunicare con questo protocollo. Da qui l’accordo tra una grande società telefonica e la piattaforma più amata dai maker. “Abbiamo già dei prodotti che possono comunicare con il protocollo GSM – spiega a EconomyUp Massimo Banzi, co-fondatore di Arduino – quindi possiamo comunicare anche con la rete di Vodafone che usa i cellulari. Di conseguenza chi vuole sviluppare progetti di Internet delle Cose può da un lato utilizzare la rete di Vodafone, che è robusta, sicura e avanzata, e dall’altro lato la tecnologia di Arduino che è semplice, approcciabile e facile da usare. Questa combinazione permetterà a molte aziende di diverse dimensioni di costruire progetti funzionanti, oltre che naturalmente a sperimentatori e innovatori di qualsiasi tipo”. È insomma un servizio che potrebbe essere facilmente sfruttato dalle piccole e medie imprese italiane che lavorano sulla fabbrica totalmente digitalizzata e connessa, quella dell’Industria 4.0. “Una scheda di Arduino con una Sim Vodafone e delle conoscenze non eccessivamente approfondite di tecnologia permetteranno di far fare il salto a tante aziende che prima avrebbero trovato tutto questo troppo complicato” assicura Banzi. I settori interessati a questa applicazione possono essere vari, perché varia è l’applicazione dell’Internet of Things al mondo dei prodotti e servizi: oltre alla già citata Industria 4.0, la novità di Vodafone potrà essere utile in ambito smart city o per la domotica.

Grazie a questa partnership, Arduino sarà in grado di arricchire la propria gamma di prodotti e servizi cloud basati su tecnologie cellulari e di testare la tecnologia NB-IoT, avvalendosi del Vodafone Narrowband-IoT Open Lab e delle competenze maturate da Vodafone in questo settore.

PERCHÉ UNA COMPAGNIA TELEFONICA PUNTA ALL’INTERNET OF THINGS

Vodafone è stata tra le prime, se non la prima, società telefonica attiva in Italia a capire l’importanza dell’Internet delle Cose e le sue possibili applicazioni a 360 gradi. Ne è testimonianza l’acquisizione nel 2014 di Cobra Automotive Technologies, azienda italiana di servizi telematici ed elettronici per i costruttori di autoveicoli, comprata per 145 milioni e poi ribattezzata Vodafone Automotive. Ad oggi questa compagnia rifornisce le Sim card montate da Bmw, Porsche, Audi, Mercedes-Benz, Pagani (per la Huayra) e dai servizi di car sharing come Enjoy e DriveNow. Per la Porsche i tecnici italiani hanno sviluppato anche Porsche Car Connect, una piattaforma di assistenza e connettività in grado di offrire funzionalità da remoto (controllo porte, climatizzazione, stato della batteria sulle E-Hybrid) e servizi per la sicurezza, tra cui l’antifurto e le chiamate di emergenza in caso di incidente. Non mancano le black box e i prodotti per la gestione delle flotte, mentre di recente la società ha iniziato a offrire la connessione di bordo e l’hotspot wi-fi ai singoli privati.

Nominata da Gartner per il quarto anno consecutivo “leader mondiale nel Quadrante Magico per i servizi gestiti M2M”, Vodafone è un partner di riferimento per le aziende nel settore dell’IoT, con oltre 59 milioni di oggetti connessi globalmente e 7,5 milioni in Italia (fonte Agcom, Report 4/2017).

Secondo l’ultimo IoT Barometer Report di Vodafone, nell’ultimo anno è raddoppiato il numero dei progetti dedicati all’IoT su larga scala, con il 61% di tutte le società intervistate che concorda sul fatto che, senza IoT, la trasformazione digitale non sarebbe realizzabile.

COME ARDUINO PUÒ SUPPORTARE LE AZIENDE DELL’IOT

In questo contesto la novità di Vodafone si inserisce pienamente nella nuova strategia di Arduino che punta allo sviluppo di Hardware, Software e servizi specifici per supportare le aziende sia nella fase di sviluppo sia nella fase di realizzazione di prodotti connessi.

Arduino, che cosa succederà alla piattaforma open source dopo la pace

L’obiettivo di Arduino è fornire delle soluzioni modulari, certificate e facili da usare ed integrare, che le aziende possano adottare nei propri prodotti finiti (es. caldaie, distributori, sistemi di raffreddamento  ecc.) o nei propri impianti produttivi per estenderne le possibilità facendo leva sul cloud computing. Arduino negli ultimi 24 mesi ha introdotto una nuova famiglia di schede denominate “MKR” e caratterizzate da un nuovo fattore di forma, più compatto, che combina la semplicità e l’apertura di Arduino con gli elementi imprescindibili delle soluzioni IoT moderne: Connettività, Power Management, Sicurezza (utilizzando cripto-chip hardware che garantiscono i massimi livelli di sicurezza), Certificazione (per semplificare i processi di certificazione, per chi intende utilizzare le schede per la produzione di prodotti e sistemi da immettere sul mercato).

In occasione dell’evento Vodafone dedicato all’Internet of Things del 30 gennaio a Milano, è stato possibile vedere e provare la tecnologia Arduino connessa alla rete Vodafone applicata a diversi casi d’uso aziendali, e toccare con mano, in anteprima assoluta, la nuova scheda Arduino MKR NB1500, che mette a disposizione di sviluppatori, professionisti e aziende le potenzialità del NB-IoT, il cui rilascio commerciale è previsto per Aprile 2018. A prendere parte all’evento, anche la Software Factory WebRatio che, per permettere lo sviluppo di soluzioni IoT in tempo reale, ha messo a disposizione di Vodafone e Arduino la tecnologia di Things Relationship Management (TRM) “Semioty”, un software “pronto all’uso” che consente di creare pannelli di controllo operativi e mobile app per la gestione delle relazioni che i diversi utenti hanno con gli oggetti connessi, e che può essere utilizzato per creare servizi smart per, ad esempio, la manutenzione predittiva, il controllo e la programmazione in remoto.

Luciana Maci

Ho partecipato al primo esperimento di giornalismo collaborativo online in Italia (Misna). Sono dal 2013 in Digital360 Group, prima in CorCom, poi in EconomyUp. Scrivo di innovazione ed economia digitale

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