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Il caso

Arduino, che cosa succederà alla piattaforma open source dopo la pace

03 Ott 2016

Raggiunto un accordo sulla gestione dell’ecosistema totalmente Made in Italy che nel 2014 si era spaccato in due: Arduino LLC, co-fondata da Massimo Banzi, storico “volto” della piattaforma per maker, e Arduino Srl guidata da Federico Musto. Adesso nascerà l’Arduino Holding e una fondazione no profit

Massimo Banzi, ideatore di Arduino
I due Arduino tornano a essere una cosa sola. L’ecosistema open source totalmente Made in Italy che consente anche ai meno esperti di programmare ed è usata in tutto il mondo dai makers (artigiani digitali) e sviluppatori di ogni età e provenienza, ha oggi annunciato che Arduino LLC (che gestisce il dominio Arduino.cc) e Arduino srl (Arduino.org) hanno firmato un accordo per porre fine alle loro divergenze. L’annuncio è stato fatto da Massimo Banzi e Federico Musto nel corso della Maker Faire in corso a New York.

Quel pasticciaccio brutto di Arduino, cosa succede e perché

L’implementazione dell’accordo sarà completata entro la fine del 2016. Da quel momento, una neonata “Arduino Holding” diventerà l’unico referente per la distribuzione di tutti i prodotti presenti e futuri.
In aggiunta, Arduino costituirà una fondazione noprofit – “Arduino Foundation” – dedicata all’evoluzione dell’ambiente di sviluppo IDE, continuando a rafforzare il movimento open source e offrendo supporto alle scuole, alla community e agli sviluppatori.

Per capire la vicenda bisogna però ripercorrere le tappe precedenti.

COS’E’ ARDUINO – Arduino è un primato italiano nel mondo delle nuove tecnologie. Il progetto è stato ideato nel 2005 da un team di cui fa parte Massimo Banzi, originario di Ivrea, cresciuto giocando con i circuiti elettronici. Diventato professore all’Interaction Design Institute di Ivrea – scuola di Olivetti – ha dato vita con un gruppo di amici a Arduino: una scheda, che in pratica è un piccolo computer della dimensione di una carta di credito, che può essere programmata per diventare il “cervello” di una serie di prodotti interattivi. Oltre a Banzi, che è diventato il portavoce internazionale di Arduino, il team era composto da David Cuartielles, Tom Igoe, Gianluca Martino e David Mellis, studente di Banzi, dalla cui tesi è scaturita l’idea di Arduino. Anche Nicolas Zambetti ha contribuito al progetto sin dall’inizio. La risposta internazionale, grazie anche al prezzo contenuto, è eccellente: nel 2008 vEngono vendute più di 50.000 unità.  I ragazzi di Ivrea, insomma, rappresentano l’eccellenza degli innovatori italiani come lo furono, con altre modalità e per altre vie, i ragazzi di via Panisperna negli anni Trenta.  All’inizio, dunque, Massimo Banzi e Gianluca Martino sono amici e collaboratori. 

LE DUE ARDUINO –  Nel 2008 i cinque fondatori guardano al mondo americano e decidono di creare la Arduino LLC (che gestisce il dominio arduino.cc) per gestire il marchio, con l’intenzione di concedere in licenza la produzione fisica delle schede a soggetti terzi. Gianluca Martino, all’insaputa dei co-fondatori Banzi, Igoe, Cuartielles e Mellis, registra il marchio anche in Italia a nome della sua azienda, la SmartProjects. Il problema diventa evidente all’avvio delle operazioni per l’internazionalizzazione del trademark da parte della Arduino LLC. Quando la società decide di internazionalizzare il brand ed estenderlo al resto del mondo, si rende conto che qualcuno l’ha già registrato in Italia: Martino rassicura i soci che le sue decisioni hanno il solo scopo di proteggere l’investimento collettivo, quindi sulla base di questo accordo continuano a lavorare insieme per anni, ricevendo le royalties e cercando contemporaneamente di riportare il marchio di nuovo in azienda. Intanto la realtà di Arduino si fa strada nel mondo e i maker utilizzano la scheda per produrre qualsiasi tipo di oggetti, dalle stampanti 3D ai wearable. Va ricordato che Arduino non è solo produzione schede, ma qualcosa di più ampio e articolato che va dallo sviluppo software alle strategie organizzative che prevedono alleanze con altri big industriali: di grande rilievo quella conclusa a fine 2013 con Intel per realizzare la scheda Intel Galileo. Tuttavia nel novembre 2014, Smart Projects smette di pagare le royalties e cambia nome in Arduino SRL, registrando il dominio arduino.org. Martino poco dopo vendecArduino SRL ad una holding svizzera, Gheo SA, gestita da Federico Musto

LA SPACCATURA – A novembre 2014 scatta il divorzio. In ballo c’è sostanzialmente la proprietà del marchio. Presidente del Consiglio di amministrazione della neonata Arduino Srl è Federico Musto. Il “signor Musto”, come viene freddamente definito nei (rari) comunicati diffusi dall’ufficio stampa di Banzi, ha una carriera alle spalle in aziende informatiche internazionali. È presidente e Ceo di Dog Hunter, società impegnata nell’Internet of Things, ed ex vicepresidente e general manager Emea di Red Hat, compagnia americana multinazionale di software che si dedica allo sviluppo e al supporto di software libero e open source in ambiente enterprise. Dice di aver conosciuto Martino e Banzi a New York tre anni prima e di aver loro proposto un’idea che si è concretizzata nel 2013 come Yun, la prima Arduino ad ospitare il sistema operativo Linux. Arduino l’ha realizzato in collaborazione con Dog Hunter. Ma, come dicevamo, a novembre dell’anno scorso si passa dalla collaborazione alla scissione. Sono in molti, nell’ecosistema tecnologico, a dispiacersi di questa frattura all’interno di una realtà italiana d’eccellenza.

“Arduino, la rete insorge: E’ la Ferrari dell’innovazione, va protetta”

IL RICONGIUNGIMENTO – Dopo due anni di guerra, si trova un accordo. È quello raggiunto in questi giorni, che celebra il matrimonio tra Arduino LLC (Arduino.cc) e Arduino srl, da cui scaturirà una sola Arduino Holding. Massimo Banzi, co-fondatore di Arduino LLC, ha commentato: “Oggi è uno dei giorni più significativi nella storia di Arduino. L’accordo ci permette di iniziare un nuovo corso basato su un dialogo costruttivo e con nuove energie per l’innovazione nei campi dell’Istruzione, dell’IoT e nel mondo dei maker. La Arduino Foundation ci permetterà di valorizzare l’essenza della comunità di Arduino all’interno dell’ecosistema open source e rendere il nostro impegno verso l’open source ancora più forte. Questo è veramente un nuovo inizio per Arduino!”

“Siamo entusiasti di aver risolto le questioni degli ultimi due anni, e il team sta lavorando insieme per continuare a offrire i migliori hardware e software open source,” ha detto Federico Musto, CEO e Presidente di Arduino Srl. “Sappiamo quanto i nostri partner e i nostri sviluppatori siano legati ad Arduino: la crescita di Arduino e la lealtà verso il progetto sono sorprendenti. Per supportare lo sviluppo del mondo IoT e dell’innovazione, Arduino continuerà a proporre miglioramenti tecnologici come NFC, BLE, controllo vocale.”
  

di Luciana Maci

  • lou

    questo vuol dire che arriverà un po’ di lavoro a ivrea? no perché la tanto osannata piattaforma Arduino poteva portare davvero tanti posti di lavoro a Ivrea, ma no, meglio andare a lavorare nei call center e noi inventori della piattaforma mandiamo tutti aff##### e andiamo a fare soldi all’estero
    grazie geniali inventori di arduino, il canavese ringrazia.

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