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STARTUP INTELLIGENCE

Roche Italia: come un big del Pharma scova idee tra i dipendenti con il crowdsourcing

di Alessandra Luksch, Filippo Frangi

05 Ott 2018

Nel 2015 la multinazionale svizzera ha lanciato un progetto per raccogliere le idee provenienti dal personale interno. Ogni anno ne vengono raccolte oltre 70. Dopo un’accurata selezione, le tre migliori ottengono supporto e competenze per la loro realizzazione. Un’iniziativa partita proprio dalla Divisione Italia

Roche è una multinazionale svizzera, fondata nel 1896 e operante a livello mondiale nello sviluppo e nella distribuzione di prodotti farmaceutici e diagnostici. L’impresa conta oltre 88.000 dipendenti ed è presente in più di 150 Paesi con medicinali altamente differenziati in oncologia, immunologia, malattie infettive e neuroscienze. Roche è anche leader mondiale nella diagnostica in vitro, nella diagnostica oncologica su tessuti ed è all’avanguardia nella gestione del diabete.

Il forte orientamento nei confronti della ricerca, insito nella natura stessa dell’organizzazione e dimostrato dai significativi investimenti che il Gruppo destina alla Ricerca e Sviluppo, rende l’innovazione un fattore centrale per la strategia dell’impresa sia nell’ambito R&D sia in quello IT. Proprio in quest’ottica, la divisione IT EMEA ha lanciato nel corso del 2015 un importante progetto finalizzato allo scouting e alla gestione di idee innovative e centrato sul concetto di internal crowdsourcing. Le attività di coordinamento, gestione e governance sono state messe in carico a un team dedicato interno del dipartimento IT italiano, denominato InnovaTeam, il quale funge anche da punto di contatto con il Top Management e si occupa di tutte le attività di marketing interno per stimolare la partecipazione dei dipendenti a livello europeo e EEMEA.

Il progetto prevede infatti l’utilizzo di un tool di raccolta, gestione e implementazione delle idee provenienti in modo spontaneo dai dipendenti stessi dell’azienda. Come spiegato da Daniele Panigati, Informatics Director Italy e Mediterranean Cluster Head: “La fase iniziale riguarda il lancio di campagne: Call for Ideas, aperte a tutta l’organizzazione, definite sulla base dell’agenda strategica di Business. Il principale presupposto è infatti che ci sia un forte legame tra le idee implementate e le esigenze espresse dalla strategia di impresa, per fare in modo che sia aggiunto effettivo valore al Business”. La risposta da parte dei dipendenti è stata ottima sin dall’inizio: ogni anno vengono raccolte oltre 70 proposte, le quali sono successivamente sottoposte ad una prima fase di selezione. Questa prima scrematura è svolta tramite una votazione all’interno di una community online alla quale partecipano oltre 400 persone della Regione Europa e EEMEA operanti nell’IT. Il tool di Idea Management è nato appositamente per abilitare la condivisione di challenge e idee e favorire un maggior coinvolgimento della popolazione IT.

Le migliori idee selezionate nella prima fase hanno quindi la possibilità di essere ulteriormente affinate e definite dagli owner stessi, prima di essere soggetti ad una seconda selezione maggiormente strutturata, che prevede il coinvolgimento del Governance Body. Questa struttura è composta da figure di alto livello, quali i referenti IT della Regione Europa ed EEMEA, e dai responsabili dell’InnovaTeam. La selezione delle migliori tre idee avviene quindi tramite la valutazione di cinque parametri definiti: il livello di creatività, il potenziale impatto, la qualità dell’idea, l’aderenza con le esigenze di Business e il legame con la strategia del Gruppo.

Conclusa la seconda selezione, i tre progetti migliori hanno la possibilità di essere effettivamente implementati da parte degli owner stessi dell’idea, con un supporto economico e di competenze da parte della divisione IT EMEA, in base all’ampiezza e alla potenziale portata del progetto stesso. Il coinvolgimento degli owner dell’idea nella fase di implementazione è un aspetto fondamentale, come affermato da Denis Dina, IT Business Partner for Marketing, Medical Affairs and HR: “La partecipazione è totalmente su base volontaria, gli idea owner devono infatti avere una forte motivazione a sostenere e condividere la propria idea. Comprendere quanto loro stessi credono nella propria idea è per noi un indicatore rilevante di quanto questa possa essere potenzialmente rilevante e crescere con successo indipendente dal supporto economico fornito”. Ciò è anche dimostrato dal fatto che idee e progetti non appartenenti ai Top 3 possono ugualmente evolvere ed essere implementati grazie al supporto economico e di competenze del business e dell’IT locale che credono nella bontà e successo della loro idea.

Essendo basato principalmente sulla libera e volontaria partecipazione dei dipendenti, il progetto necessita di essere accompagnato da iniziative e strumenti che stimolino l’engagement di tutta l’organizzazione nei confronti dei temi legati all’innovazione e riducano il rischio di disperdere le idee generate spontaneamente nell’esecuzione delle attività quotidiane. L’InnovaTeam ha infatti predisposto la creazione di una newsletter periodica, all’interno della quale sono inserite informazioni e notizie e con la quale avviene la condivisione e la diffusione di idee. Inoltre è prevista la pubblicazione e diffusione a cadenza trimestrale di un booklet dedicato all’intera organizzazione, all’interno del quale sono rappresentati gli stati di avanzamento di tutte le idee nelle diverse fasi.

Il progetto sta vivendo uno stato di continua evoluzione. Come affermato da Denis Dina “inizialmente la raccolta di idee era basata principalmente sul campione della Regione Europa ed EEMEA. Successivamente, oltre a portare avanti soluzioni implementabili a questo livello, l’attività di crowdsourcing si è ampliata coinvolgendo tutti i colleghi a livello globale, tramite lo scouting di idee provenienti dall’estero. Il passo successivo, e attualmente in fase di svolgimento, riguarda una maggiore osservazione e ricerca verso l’esterno, con un focus specifico nei confronti di startup e del mondo online”.

Il passaggio ad uno scope maggiormente globale è anche il risultato del forte apprezzamento che il Gruppo ha rivolto nei confronti di questa iniziativa, partita proprio dalla divisione Italia. A livello globale Roche ha infatti lanciato il programma “One International Incubator”, prendendo spunto dalla metodologia utilizzata dall’InnovaTeam. “Questo ci rende estremamente orgogliosi perché tutta la nostra esperienza e le nostre attività sono state clonate e scalate a livello internazionale. Inoltre siamo stati incaricati per la gestione dell’incubatore, sia per la parte tecnologica sia per la governance del processo stesso, essendo stati riconosciuti come un’eccellenza a livello internazionale. Tutto ciò è un chiaro indicatore di come, nonostante non abbiamo ancora raggiunto la fase di maturità, i risultati ottenuti siano importanti e già ampiamente riconosciuti anche a livello globale”, conclude Daniele Panigati.

 

Alessandra Luksch

Direttore dell'Osservatorio Startup Intelligence degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano

Filippo Frangi

Osservatorio Startup Intelligence

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