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ECOMMERCE

Reselling, che cos’è e quali business sta generando la compravendita di sneakers



Il reselling è un fenomeno in ascesa anche in Italia. Consiste nell’acquistare online modelli in tiratura limitata di scarpe da ginnastica o altri capi di abbigliamento di marche come Adidas, Nike e Supreme, e poi rivenderli a prezzo maggiorato. Ecco le piattaforme dove si può fare e come funzionano

05 Ago 2019


Acquistare e rivendere scarpe da ginnastica o altri capi di abbigliamento con gli stessi criteri con cui si acquisterebbero e rivenderebbero azioni in Borsa: è l’essenza del reselling, un fenomeno che è emerso in questi ultimi anni e si è diffuso principalmente tra le giovani generazioni, generando business e contribuendo alla nascita di alcune piattaforme mondiali.

Il fenomeno reselling: che cos’è

Nella sua forma più semplice il reselling consiste nel possedere un prodotto molto ricercato, di solito in edizione limitata, e poterlo rivendere a prezzo maggiorato a coloro che non riescono ad ottenerlo in altro modo. Il reselling interessa in particolare il mondo delle sneakers, sostanzialmente le scarpe da ginnastica, generalmente di marca Adidas o Nike, ma anche altri capi di abbigliamento di vari brand come Supreme.

Sneakers: il “significato” di una calzatura

Un tempo considerate semplici calzature da usare per attività sportive o da diporto, oggi le sneakers, in particolare Nike e Adidas, hanno acquisito una valenza diversa. Esercitano infatti un forte potere attrattivo nei confronti dei giovani – Generazione Z in particolare (i nati dal 1995 al 2010) – fin quasi a diventare uno status symbol. La stessa cosa sta accadendo per magliette, cappellini e felpe di determinati marchi.

Come è nato il reselling

Il fenomeno è nato negli Stati Uniti e si è successivamente esteso all’Europa. Nel nostro continente i mercati più importanti sono Gran Bretagna, Francia e anche Italia, dove il reselling sta registrando un crescente successo, accompagnato da alcune critiche e polemiche. In Italia cinque anni fa i collezionisti rappresentavano circa il 5% dei consumatori, mentre i cosiddetti reseller erano circa l’1%. Oggi tutti i consumatori sono potenziali reseller, grazie ai social media e a piattaforme create ad hoc.

Reselling: tre ragioni per cui si è sviluppato

La digitalizzazione del mercato delle sneakers

Come detto, tutto è scaturito sostanzialmente dal mondo delle sneaker: questo mercato si è completamente digitalizzato, per cui i modelli di scarpe più desiderati si esauriscono velocemente in negozio e finiscono per essere disponibili solo online attraverso procedure molto complicate. In questo spazio si è creata la necessità di una intermediazione: qualcuno che si applicasse per riuscire ad acquistare velocemente i modelli appena pubblicati online per poi rivenderli a chi non aveva avuto lo stesso tempo o la stessa volontà.

“Fare soldi facili”: la semplificazione del percorso di compravendita

La digital transformation ha abbattuto ostacoli e semplificato percorsi. Un teenager che avesse voluto rivendere prodotti precedentemente acquistati qualche anno fa avrebbe dovuto ingegnarsi in modo diverso, con altri strumenti e in base ad altre regole. Oggi invece, grazie ai social media e a piattaforme come KLEKT, grailed e StockX, comprare e rivendere è diventato molto più semplice ed efficace. Perciò anche chi, come i più giovani, non ha capitale iniziale né garanzie di alcun tipo può intraprendere questa attività. Nel gergo, è il sogno di “fare soldi facili”. Nella realtà un’attività che, se fatta bene, richiede tempo, conoscenza degli strumenti, applicazione di strategie di tipo imprenditoriale.

La ricerca di un brand di lusso

Al di là dell’aspetto speculativo, l’exploit del reselling ha anche radici sociologiche legate ai desideri dei consumatori appartenenti alla Generazione Z o alle precedenti giovani generazioni. Alcune sneaker o capi di abbigliamento come quelli di Supreme, Yeezy o Off-White, hanno un legame forte con le culture suburbane nate nelle metropoli. Per molti giovani poter acquistare prodotti di questo tipo significa appartenere ad un determinato gruppo sociale che considera i beni di lusso un’aspirazione e un segno di riconoscimento.

Come funziona il mercato delle sneakers

Il mercato delle sneakers è basato sui cosidetti “Sneakerheads, appassionati di sneakers, e sui reseller, che cercano di aggiudicarsi le scarpe in edizione limitata nei negozi fisici oppure online. La soluzione sarebbe aumentare la produzione dei modelli più ricercati, ma il produttore sa che solitamente l’eccesso di offerta fa calare il desiderio degli appassionati (e anche il prezzo al quale verrà venduto il prodotto).

Che cosa fa il reseller

Il reseller deve utilizzare tutti gli strumenti a sua disposizione per individuare e acquistare le sneakers in fase di rilascio ad edizione limitata. Una delle  applicazioni che può usare è SNEAKRS di Nike (App Store, Play Store). L’app è gratuita e le sneakers vengono rilasciate attraverso delle “Draw” ad un’orario ben preciso, ovvero un sorteggio casuale. Dopo essere entrati all’interno dell’app e aver confermato l’ingresso alla draw della scarpa selezionata, si riceverà una notifica nel caso in cui si dovesse aver vinto il paio. È uno dei metodi per “farsi largo” in un settore sempre più inondato dai bot che vengono utilizzati per effettuare acquisti fulminei sui vari siti internet.

Il reseller che è riuscito ad aggiudicarsi la calzatura ricercata, deve ora rivendere. Per farlo ci sono marketplace dove vendere (o acquistare) quali StockX (vedi sotto), Grailed e Flight Club. Si possono anche frequentare gruppi ad hoc  dove è possibile rivendere nuove o usate sneakers di ogni tipo, a patto di rispettare le regole di pubblicazione e la netiquette del gruppo.

La piattaforma nata dal reselling: StockX

Una delle realtà imprenditoriali scaturita dal fenomeno reselling è StockX , il primo mercato azionario al mondo dedicato ai beni di consumo più richiesti. Co-fondata nel febbraio 2016 a Detroit da Josh Luber, Greg Schwartz (COO) e Dan Gilbert (fondatore e presidente di Quicken Loans e presidente dei Cleveland Cavaliers), è oggi tra le piattaforme di reselling più importanti in cui vendere e acquistare sneaker, ma anche capi streetwear e accessori a tiratura limitata. StockX mette in contatto acquirenti e venditori con gli stessi metodi del mercato azionario, utilizzando l’anonimato e la standardizzazione per fornire prezzi di mercato in tempo reale e completa trasparenza. Tutti i prodotti sono fisicamente controllati e autenticati dagli authenticator di StockX. La piattaforma StockX fornisce inoltre approfondite analisi di mercato, monitoraggio individuale del portafoglio, cronologie delle vendite e metriche sul volume di mercato. StockX conta milioni di utenti attivi in quasi 200 paesi. La società effettua transazioni di milioni di dollari ogni giorno e gestisce migliaia di prodotti attraverso i suoi quattro centri di autenticazione negli Stati Uniti e in Europa, che presto ospiteranno un quinto distaccamento europeo a pochi chilometri da Amsterdam.  Il team, che è partito dai soli quattro co-fondatori, comprende ora oltre 800 dipendenti a tempo pieno e part-time.

La piattaforma ha attirato l’attenzione e le simpatie di molte star mondiali e tra i suoi investitori annovera personaggi come il rapper Eminem, il DJ Steve Aoki, la modella Karlie Kloss, l’attore Mark Wahlberg, il CEO di Salesforce Marc Benioff, l’imprenditore Scooter Braun, il chitarrista dei Rancid Tim Armstrong e il magnate americano Ted Leonsis.

A luglio 2019 StockX  ha chiuso un round di finanziamento di Serie C da 110 milioni di dollari da parte delle società di investimento DST Global, General Atlantic e GGV Capital. Il finanziamento consentirà al marchio di diversificare le proprie categorie di prodotti e di estendere il raggio di azione anche nel retail “brick-and-mortar” nei principali mercati internazionali.

 

https://www.economyup.it/retail/stockx-la-startup-per-comprare-e-vendere-sneakers-come-in-borsa-vale-un-investimento-da-110milioni-di-dollari/