NANOMATERIALI

Materiali innovativi, da uno spin-off di un’azienda di Como arriva il tessuto anti-Covid

Lanciato da Italtex S.p.A., è composto di nano-particelle di rame, materiale efficace nella lotta a batteri e virus. I test sono ancora in corso. Applicazioni possibili: ambienti medici, hotellerie, ristorazione. Così i materiali innovativi, o usati in modo innovativo, possono contrastare la pandemia

Pubblicato il 22 Ott 2020

VIRKILL

Un tessuto innovativo potrebbe aiutare a contrastare la pandemia da Covid19: è composto di nano-particelle di rame “fuse” nel filo, si chiama “Virkill” ed è stato appena lanciato da Italtex S.p.A., azienda famigliare con più di 70 anni di storia che ha sede a Cabiate, in provincia di Como.

“Il nostro Virkill contiene un materiale naturale molto efficace contro batteri e virus” spiega il presidente del CdA Alessandro Pedretti. “Siamo i primi a livello nazionale e apripista a livello europeo ad utilizzarlo nei tessuti. Le applicazioni possono essere vastissime, ma in questa prima fase pensiamo in particolare agli ambienti medici e a quelli di hotellerie e ristorazione, dove i tessuti (dalle lenzuola alle tovaglie, passando per le divise e i camici) sono spesso veicoli di trasmissione del virus”.

L’alleato nella lotta al coronavirus è appunto il rame, che è stato inserito all’interno dei prodotti dell’azienda grazie alla collaborazione con un partner per la ricerca sui materiali, l’azienda Ambrofibre.

Come funziona il tessuto Virkill

La proprietà antivirale di Virkill, si legge in un comunicato, è duratura in quanto non ottenuta con un trattamento superficiale del tessuto, che si deteriora con i lavaggi: per molte applicazioni questa strada è già considerata obsoleta. In questi mesi il tessuto è stato certificato (secondo la norma ISO 18184:2019) specificatamente nei confronti del Covid-19 (virus Sars-CoV-2) con ottimi risultati: il test ha riscontrato un indice Mv (attività antivirale) pari a 3.25, che corrisponde ad un’inattivazione del virus Sars-CoV-2 superiore al 99,9% già al primo controllo.

“Ma i test non sono finiti – precisa Pedretti – perché stiamo verificando l’attività antibatterica, anti fungina e altri parametri di specifico interesse per i segmenti obiettivo, senza dimenticare i test per verificare la possibilità di colorare il tessuto senza intaccare le proprietà intrinseche del materiale”.

Materiali innovativi: l’effetto anti-virale del rame

Nell’attesa di conoscere la reazione del mercato a questo innovativo prodotto, va ricordato che l’ossido di rame è noto da secoli come un composto inorganico ad attività batteriostatica, attività recentemente registrata dall’agenzia di Protezione dell’ambiente degli Stati Uniti come la prima derivante da materiale solido. Le nano-particelle di rame mostrano un’attività antibatterica di lunga durata e una migliore stabilità rispetto alle particelle di rame macro-dimensionate. Recentemente, le nano-particelle di rame si sono dimostrate efficaci anche contro funghi e virus. L’effetto anti-virale si realizzerebbe distruggendo o modificando la struttura virale grazie all’estrazione di atomi di idrogeno dalle proteine del virus per azione di radicali liberi dell’ossigeno prodotti dopo il contatto.

Italtex nasce nel 1946 come azienda produttrice di tessuti in seta per abbigliamento femminile e negli anni, sotto la guida del fondatore Sandro Pedretti e successivamente del figlio Adriano, si espande e si rinnova nella struttura e nell’offerta per seguire le evoluzioni della tecnica e del mercato. Dal 2003 vi è stato l’ingresso in azienda della nuova generazione. La produzione viene realizzata interamente in Italia nei diecimila metri quadri dello stabilimento di Cabiate, in provincia di Como, dotato di un’ampia e versatile capacità produttiva, con telai di ultima generazione a pinze negative e positive, sia a licci che jacquard. Oggi Italtex occupa cinquanta persone, produce circa tre milioni di metri di tessuto all’anno e fattura nove milioni di euro (rispetto a tre anni fa, la crescita è del 30%). Italtex si occupa di tessuti tecnici per la moda ed è attiva nella produzione ecosostenibile con la realizzazione di tessuti da nylon riciclati provenienti dalle reti da pesca oceaniche.

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