Lo Stato francese e Springer finanziano il motore alternativo a Google | Economyup

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Lo Stato francese e Springer finanziano il motore alternativo a Google



La Caisse des Dépôts è entrata con 15 milioni di euro nel capitale di Qwant, motore di ricerca francese che protegge la privacy degli utenti non utilizzando dispositivi di tracciamento a scopi pubblicitari. Il gruppo tedesco ha investito 3,5 milioni. Nel 2015 la startup aveva ricevuto 25 milioni dalla Banca europea per gli Investimenti

di Redazione EconomyUp

02 Feb 2017


I tre fondatori di Qwant
La “Cassa depositi e prestiti” francese e il gruppo tedesco Axel Springer hanno finanziato con 18,5 milioni di euro Qwant, motore di ricerca europeo che protegge la privacy degli utenti perché non utilizza alcun dispositivo di tracciamento a scopi pubblicitari.

Axel Springer ha garantito 3,5 milioni di euro e la Caisse des Dépôts, investitore pubblico, è entrata a far parte del capitale azionario di Qwant con un finanziamento di 15 milioni di euro. Anche i soci fondatori di Qwant hanno partecipato a questa raccolta fondi, rimanendo azionisti di maggioranza. L’investimento punta a consentire lo sviluppo in Europa di Qwant, fondato e sviluppato in Francia.

Come funziona Qwant –  Fondata nel 2013 da Eric Léandri, Jean-Manuel Rozan, Alberto Chalon e dalla società Pertimm, Qwant SAS ha sedi a Parigi, Nizza e Rouen. È il primo motore di ricerca europeo che dispone della propria tecnologia di indicizzazione e che protegge la privacy dei suoi utenti, in quanto non utilizza alcun dispositivo di tracciamento a scopi pubblicitari. A differenza dei principali motori di ricerca disponibili sul mercato, Qwant non installa alcun cookie nel browser dell’utente, né tenta di sapere chi è o cosa fa e non mantiene la cronologia delle ricerche effettuate. Con un’interfaccia che lascia ampio spazio ai risultati, Qwant permette agli utenti di reperire le informazioni cercate sulla totalità del web e dei social network con la massima neutralità. Qwant tratta tutti i siti ed i servizi indicizzati senza discriminazioni di sorta e senza modificare l’ordine dei risultati sulla base agli interessi personali. Nel 2016 ha risposto a oltre 2,6 miliardi di richieste, raddoppiando il numero delle visite in un anno.

Search e privacy –  Internet è ormai una sorta di “grande fratello” che sa tutto di noi. Dal lato aziende, è forte la pressione pubblicitaria basata sul targeting personalizzato di ogni utente. Per questi motivi il grande pubblico è sempre più sensibile alla necessità di mantenere il controllo dei dati personali su Internet. Sin dalla creazione nel 2013 Qwant si è basato su una filosofia di innovazione che integra la tutela della privacy dei propri utenti. Il motore garantisce la neutralità dei risultati presentati attraverso un’architettura tecnica a sé stante, verificata dall’Autorità francese di controllo della protezione dei dati personali (Cnil).

Diversificazione nei servizi – Questo nuovo attore, già classificato tra i primi 100 servizi web utilizzati in Francia, ha sviluppato il suo marchio e le sue tecnologie proponendo servizi differenziati. Qwant Junior, ad esempio, offre un motore di ricerca didattico e sicuro per i bambini, mentre Qwant Music è destinato soprattutto agli appassionati di musica alla ricerca di contenuti e di radio online. L’applicazione Qwant mobile lanciata all’inizio dell’anno, disponibile per Android e iOS, integra un browser che offre un ambiente di ricerca protetto, anche per gli acquisti online.

Convinta della necessità che il mercato (persone fisiche, aziende e settore pubblico) debba poter contare su un motore di ricerca tale da garantire la sicurezza e l’anonimato degli utenti, nonché l’autenticità dell’indicizzazione naturale, la Caisse des Dépôts – si legge in un  comunicato diffuso da Qwant – ha voluto prendere parte a questo progetto in nome della propria responsabilità sociale. Gabrielle Gauthey, Direttore degli Investimenti e dello Sviluppo Locale della Caisse des Dépôts afferma: “La nostra istituzione è orgogliosa di sostenere un progetto di levatura europea di cui condividiamo i valori etici”.

Dal canto suo, il gruppo tedesco Axel Springer ha investito nuovamente nel motore di ricerca Qwant. Ulrich Schmitz, Direttore Generale di Axel Springer Digital Ventures, spiega: “Quello che ci entusiasma di Qwant è lo spirito di innovazione e l’inclinazione allo sviluppo tecnologico. Vogliamo impegnarci per imparare di più, sfruttare il dinamismo e contribuire allo sviluppo e alla crescita di Qwant in Europa”.

“Forti dell’esperienza acquisita a seguito del varo in Francia e in Germania, siamo certi della nostra capacità di ampliare rapidamente la quota di mercato grazie a un motore di ricerca che risponde alle preoccupazioni degli utenti e si basa su valori importanti” spiega con orgoglio Éric Léandri, presidente di Qwant. “Con il rinnovato sostegno di Axel Springer intendiamo accelerare questo sviluppo grazie anche alla fiducia dimostrataci dalla Caisse des Dépôts, che condivide questi valori” ha aggiunto Alberto Chalon, Direttore Generale di Qwant.

Già nell’ottobre 2015, la Banca Europea per gli Investimenti aveva deciso di sostenere Qwant con un contributo di 25 milioni di euro. “In qualità di istituzione finanziaria, la Banca dell’Unione Europea si congratula per l’investimento della Caisse des Dépôts e per il secondo investimento di Axel Springer. Questa operazione esemplifica l’eccellente cooperazione tra pubblico e privato, sia a livello nazionale che a livello europeo: un elemento determinante per consentire la crescita di questa startup”.

Redazione EconomyUp