L’innovazione passa anche dall’equità: la transizione energetica di Enel come caso di studio internazionale  - Economyup

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L’innovazione passa anche dall’equità: la transizione energetica di Enel come caso di studio internazionale 



La strategia di trasformazione energetica di Enel non passa solo dall’impatto sull’ambiente naturale, ma anche su quello sociale. Da qui l’impegno sui temi dell’equità, a partire da una guida per accompagnare le aziende ad integrarla all’interno delle proprie attività principali. Ecco come

17 Ago 2022


Enel e l'equità

“La Just Transition non si fa se non sulla base dell’equità.” È un messaggio chiaro quello sostenuto da Enel attraverso la sua strategia di trasformazione energetica: una trasformazione che passa non solo dall’impatto sull’ambiente naturale, ma anche su quello sociale.

“Se pensiamo a una transizione energetica che sia rispettosa dell’ambiente, questo ambiente deve essere inteso non più solo come una sorta di natura oggettiva, fuori di noi, ma di un ambiente sociale e naturale insieme” dice Paola Magrini, Diversity Specialist e parte del gruppo di lavoro Enel Innovazione & Sostenibilità.

L’impegno concreto di Enel su questi temi, dai principi di Open Innovability portati avanti dall’AD Francesco Starace al recente modello di Valuability per la valorizzazione delle disabilità, è testimoniato dalla sua partecipazione come caso studio alla guida Centering Equity in Corporate Purpose. Realizzata dalla Shared Value Initiative (SVI) e dalla società di consulenza FSG, la guida è uno strumento pratico per accompagnare le aziende ad integrare l’equità all’interno delle proprie attività principali.

Come nasce la guida Centering Equity in Corporate Purpose

“Da diversi anni Enel collabora con la Shared Value Initiative, con cui ha sviluppato un modello di creazione di valore condiviso che viene adottato all’interno dell’azienda” racconta Silvia Saddi, Head of Sustainability Projects and Partnerships, Innovation and Sustainability di Enel. “La guida nasce a valle della pandemia come evoluzione della teoria sulla CSV, partendo come spunto dalle difficoltà emerse dall’emergenza sanitaria e da altre tematiche calde come il peggiorare delle condizioni socioeconomiche e le discriminazioni razziali.”

Con l’obiettivo di reinterpretare il modello di CSV (creazione di valore condiviso) è stata così lanciata una mappatura all’interno della community Shared Value, coinvolgendo oltre 80 leader tra società private e NGOs. Ne è nata una guida con indicazioni concrete e pratiche per integrare i temi dell’equity all’interno dell’impresa.

“È importante capire la differenza tra uguaglianze ed equità” sottolinea Magrini, “Si tratta del passaggio dalla mera dichiarazione che ‘tutti gli uomini sono uguali’, all’approccio attivo che tutti noi dobbiamo impegnarci perché l’uguaglianza diventi sostanziale, reale, quindi si trasformi in equità. Per questo la guida si apre proprio con la definizione di equità.”

Le cinque buone pratiche per l’equità

La guida lancia alle aziende un fondamentale messaggio: oggi un’impresa non può essere profittevole se non mettendo l’equità al centro del suo purpose. Per questo, punta ad aiutare i responsabili aziendali a sviluppare una strategia finalizzata all’equità, contribuendo così al successo a lungo termine dell’aziende e di tutta la società attraverso risultati più equi e giusti per tutti.

A questo scopo, la guida offre cinque pratiche chiave e delinea una serie di condizioni indispensabili da rispettare per integrare il principio di equità in tutti gli aspetti del business di un’azienda.

Fonte: FSG/Shared Value Initiative

“Dietro a queste 5 buone pratiche c’è un importante cambio di mentalità” spiega Magrini, “Non solo offrire parità di accesso in teoria, evitando discriminazioni – non fare male – ma mettere in moto step per garantirla in pratica – fare bene. In altre parole, passare da un mindset di mitigazione del rischio a un mindset che cerca l’opportunità per far sì che tutti gli stakeholders coinvolti abbiano beneficio. Una mentalità estremamente in linea con la strategia di Enel, che ha abbracciato lo stakeholders capitalism, ovvero la misurazione di valore in ogni settore coinvolto”.

Qui puoi trovare la guida completa

Centering Equity in Corporate Purpose, il case study su Enel

Essendo la guida strutturata per accompagnare le imprese in un percorso pratico di integrazione dell’equity, per ognuno dei suoi 5 pilastri porta esempi concreti di progetti realizzati.

Enel in particolare è citata nell’ambito della terza pratica, l’Equity Alignment (link alla sezione della guida), dove diversi suoi progetti sono portato come esempio per ognuno dei “Building Blocks” che costituiscono la pratica:

  • Addressing Fundamentals, con riferimento all’impegno per raggiungere il Net Zero;
  • Meeting Expectations, con le sue procedure di non-discriminazione e uguali opportunità – per esempio seguendo gli UN Women’s Empowerment Principles;
  • Adopting Best Practices, con un focus sulla promozione di reskilling e digital upskilling del personale;
  • Breaking New Ground, ovvero andare oltre i semplice progetti di CSR, con l’esempio dell’impianto geotermico di Ollagüe (Cile) dove Enel supporta, forma e impiega la comunità indigena locale con la creazione di attività che rimarranno anche a valle della costruzione dell’impianto.

“Questi principi, che per molte aziende possono essere visti come punto d’arrivo, sono per Enel pratiche già adottate stabilmente da anni: per questo siamo considerati una best practice nell’ambito dell’Equity Alignment” conclude Magrini. Tale impegno è, infatti, riflesso in maniera chiara nella politica sui diritti umani elaborata e adottata da Enel già nel 2013 e aggiornata nel 2021. I principi inclusi nell’aggiornamento sono 12 e sono suddivisi in due macro tematiche − pratiche di lavoro e relazioni con le comunità e società − e introducono proprio il concetto dell’interconnessione tra degrado ambientale, cambiamento climatico e diritti umani, in quanto l’attuazione di misure che mitighino gli effetti dei primi due non può avvenire senza tener conto del loro impatto sociale.

“Abbiamo diverse situazioni già ben avviate, sia come policy sia come pratiche, e ci stiamo impegnando a rilanciare il business inclusivo con il Breaking New Ground.”