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CAPITALI

Lending crowdfunding, tutte le piattaforme per dare e ricevere prestiti online senza banche

di Luciana Maci

16 Ago 2017

In un anno e mezzo il nuovo strumento finanziario che consente agli investitori di prestare denaro a persone o imprese ha raccolto in Italia 88,3 milioni di euro attraverso 9 piattaforme online. Il tasso di interesse non sempre è conveniente, ma viene apprezzata chiarezza e rapidità di risposta. Qui tutti i dati

Dare e ottenere prestiti online evitando di ricorrere alle banche si può fare attraverso il lending crowdfunding, ovvero il sistema in base al quale alcune piattaforme offrono alla “folla” di Internet la possibilità di finanziare un progetto, proposto da una persona fisica o un’impresa, a titolo di prestito. Viceversa le stesse piattaforme offrono a coloro che hanno bisogno di denaro la possibilità di ottenerlo attraverso il web. È solo da circa un anno e mezzo che questa modalità di finanziamento è stata regolata, ma già ha consentito la raccolta di 88,3 milioni di euro e il numero delle piattaforme è salito a 9. 

Il lending crowdfunding è finito sotto la lente dell’Osservatorio Crowdinvesting della School of Management del Politecnico di Milano, che ha riportato i dati nel suo secondo Report sul Crowdinvesting, termine che racchiude l’equity crowdfunding (finanziamenti a startup e pmi innovative), l’invoice trading (cessione di fatture commerciali) e appunto il lending crowdfunding.

Boom del Crowdinvesting: 189,2 milioni raccolti online in Italia dal 2013

♦ CHE COSA SI INTENDE PER CROWDFUNDING – Il crowdfunding (letteralmente: finanziamento delle folle) è un termine generico per definire un finanziamento di progetti imprenditoriali e creativi attraverso una piattaforma Internet. È nato come forma di microfinanziamento dal basso che mobilita persone e risorse. Esistono ad oggi diversi siti web che fanno da piattaforma (uno dei più famosi nel mondo è Kickstarter) e che permettono ai fundraiser (coloro che presentano al pubblico i loro progetti e, in genere, pagano una quota dei proventi alla piattaforma ospite) di incontrare un ampio pubblico di potenziali finanziatori, i quali possono scegliere di sottoscriverli con quote più o meno elevate. Se la somma richiesta per il progetto viene raggiunta, il founder ottiene il finanziamento. In caso contrario i finanziatori possono avere indietro quanto versato. Si può dare del denaro e ottenere un omaggio (si chiama crowdfunding reward-based) o anche donare senza pretendere un ritorno economico per puri scopi benefici.

♦ CHE COS’È IL LENDING CROWDFUNDING – Viene fatto genericamente rientrare nella definizione di crowdfunding ma ha sue peculiari caratteristiche che ne fanno una realtà a parte. Nell’ambito del lending crowdfunding (o social lending) gli investitori possono prestare denaro attraverso Internet a persone fisiche (consumer) o imprese (business) a fronte di un interesse e del rimborso del capitale. Generalmente la piattaforma di lending seleziona il prestito attribuendo un rating e lo suddivide fra una molteplicità di investitori già acquisiti, per frazionarne il rischio (modello ‘diffuso’), oppure lo presenta alla ‘folla’ di Internet, la quale può decidere se finanziare o meno il progetto (modello ‘diretto’).

♦ BREVE STORIA DEL LENDING CROWDFUNDINGBanca d’Italia ha pubblicato nel 2016 le nuove Disposizioni in materia di raccolta del risparmio da parte dei soggetti diversi dalle banche, che comprendono una sezione completamente dedicata al social lending e quindi alle piattaforme web che intermediano denaro erogato da investitori privati e istituzionali a prenditori privati o a imprese. Banca d’Italia definisce il social lending (o lending based crowdfunding) come “uno strumento attraverso il quale una pluralità di soggetti può richiedere a una pluralità di potenziali finanziatori, tramite piattaforme online, fondi rimborsabili per uso personale o per finanziare un progetto”. Bankitalia chiarisce comunque che l’operatività dei gestori dei portali online che svolgono attività di social è consentita nel rispetto delle norme che regolano le attività riservate a particolari categorie di soggetti (ad esempio, attività bancaria, raccolta del risparmio presso il pubblico, concessione di credito nei confronti del pubblico, mediazione creditizia, prestazione dei servizi di pagamento). Nel Resoconto della consultazione, Banca d’Italia fa comunque capire che questo è solo il primo tassello di una norma normativa ancora tutta in divenire.

♦ LE PIATTAFORME DI LENDING CROWDFUNDING – In Italia le piattaforme attive in quest’ambito sono aumentate negli ultimi tempi: al 30 giugno 2017 risultavano essere 6 in ambito consumer (erano 3 un anno fa) e 3 in ambito business (era una soltanto).

♦ I PRESTATORI E IL NUMERO DEI PRESTITI

♦ FONDI RACCOLTI – Le risorse finora raccolte attraverso i portali ammontano a 88,3 milioni di euro, di cui 15 erogati a imprese. Il flusso degli ultimi 12 mesi è stato pari a 56,6 milioni e ha determinato una crescita sostanziale del mercato, grazie soprattutto all’arrivo in Italia di due piattaforme francesi, ma anche alla crescita del segmento business.

♦ L’IDENTIKIT – I prestatori iscritti alle piattaforme consumer risultano essere più di 11.000, per il 90% maschi con un’età compresa fra 38 e 46 anni. Gli individui finanziati hanno un’età simile, per il 71% sono maschi e la motivazione dominante per il prestito è la necessità di liquidità generale, seguita dall’acquisto di un veicolo e dal consolidamento del debito. Le imprese italiane finanziate dai portali business sono a oggi 261, di cui 198 fatturano meno di 2 milioni di euro. Rispetto al credito bancario, le condizioni di finanziamento non risultano essere sempre convenienti, ma viene apprezzata la rapidità di risposta offerta dalle piattaforme.

♦ I VANTAGGI DEL LENDING – Dalla ricerca dell’Osservatorio è emerso che persone e imprese ricorrono al lending perché hanno consapevolezza chiara del costo, anche se è elevato (evidentemente in altri casi i costi non sono esplicitati in modo chiaro). Inoltre apprezzano la velocità dell’erogazione e quindi riescono a ottenere prestiti in breve tempo, hanno chiarezza e certezza delle condizioni e per molti è una forma di diversificazione dei propri investimenti.

♦ PROPOSTE – “Per il lending – suggerisce Giancarlo Giudici, direttore scientifico dell’Osservatorio Crowdinvesting – la prospettiva più urgente è una riforma legislativa e fiscale che ‘sdogani’ definitivamente questa nuova asset class, eliminando gli svantaggi oggi esistenti senza rinunciare alla trasparenza del mercato per i retail”.

 

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Luciana Maci
Giornalista

Ho partecipato al primo esperimento di giornalismo collaborativo online in Italia (Misna). Sono dal 2013 in Digital360 Group, prima in CorCom, poi in EconomyUp. Scrivo di innovazione ed economia digitale

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