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STARTUP HR

Le startup cercano persone con soft skills. Cioè le mamme

di Mauro Maltagliati

02 Nov 2018

Multi tasking, imprenditorialità, adattabilità, complex problem solving, generosità, ascolto, intelligenza emotiva: sono le caratteristiche indispensabili a chi vuole lavorare in una startup. Ma sono difficili da trovare. Eppure c’è chi le ha tutte: la mamma. E alcuni Head Hunter propongono già ricerche in questo senso…

Stress elevato, pochi soldi, cambi strategici continui e alto tasso di rotazione, le HR in ambito startup sono (come) uno sport estremo. Niente timori però, con questo articolo parte una rubrica dedicata a questa disciplina. Partiamo dalla ricerca dalla ricerca del talento. Vi anticipo che sono buone notizie!

Penso di aver provato un po’ tutte le strade per attrarre talenti: job posting web o passaparola, interviste formali in giacca e cravatta o casual al bar, contatti via Linkedin e agguati alla fine di un evento. Perfino chiamate sotto mentite spoglie: “Buondì, sono il corriere ho un pacco per l’Ingegnere, me lo passerebbe per favore?”, et voilà scansata la segretaria-filtro: quando si lancia una startup la Talent Attraction è disruptive almeno quanto il progetto in sé.

Mi ci sono voluti anni per capire che non era tanto la multicanalità, ma la job description in sé a portarmi verso profili inadatti.

La maggioranza degli annunci suona così: +5 anni di esperienza nel ruolo, ottime conoscenze di infinito set di competenze tecniche, possedere eccellenti doti di leadership e proattività, ma anche adattarsi a tutti i cambi dettati dalla Direzione, referenze eccezionali in precedenti aziende, risultati dimostrabili nello stesso ruolo in precedenti realtà.

Quante persone sono davvero adatte a questa posizione? Una manciata in tutta Italia. La dura realtà è che non verranno a lavorare in una startup, con stipendi sotto soglia, zero processi e ancor meno certezze. Ed è meglio così, perché quei profili non sono quasi mai adatti alle startup. Sono troppo strutturati, andranno bene dal terzo anno in poi. Forse.

Lo startupper medio vive nell’ansia di trovare persone che portino know how o contatti e parte da questi due elementi per fare una lista delle Hard Skills che poi impacchetterà nell’annuncio come sopra.

Se riflettiamo un attimo però capiamo subito che la ricerca basata sulle Hard Skills è errata per le  startup: non è detto che le Hard Skills che cerchiamo oggi siano le stesse di cui necessiteremo domani.

Quello di cui un’azienda alle prime armi ha davvero bisogno è gente in grado di rimboccarsi le maniche su vari fronti, di organizzarsi, causa mancanza di processi, a sopravvivere ai frequenti cambi di rotta, a trovare soluzioni pratiche agli imprevisti, a aiutarsi fra colleghi a essere il meglio di qualsiasi cosa si possa essere e a imparare in fretta dall’ambiente circostante producendo idee nuove. Senza dimenticare una elasticità oraria per rispondere anche alle 3am ai clienti.

Queste soft skills da startup tradotte sono: multi tasking; imprenditorialità; adattabilità; complex problem solving; generosità, ascolto attivo e creatività, intelligenza emotiva, il tutto orientato all’utente finale. Sono tutte soft skills che saranno utili dal giorno del concepimento dell’azienda in poi e per sempre, e sono presenti in una figura che tutti conosciamo, la Mamma.

Quindi possiamo cancellare tutte le job description super tecniche e concentrarci solo sulle soft skills? Tutti in fila ai reparti di pediatria? Culle in tutti i coworking?

Un attimo, le hard skills sono necessarie, ma il punto è che non sono più loro a essere fondamentali, bensì le soft. Le mamme sviluppano queste competenze grazie al più nobile degli istinti, quello materno, per servire uno dei clienti ricorrenti più complessi mai visti: i figli. Sono le vere campionesse delle soft skills.

La buona notizia è che il nostro mercato del lavoro offre alle startup una vera e propria occasione: l’Italia è uno dei paesi in cui le mamme fanno più fatica a tornare al lavoro, in particolare se hanno fatto figli dopo i 35. L’occasione di portarsi a casa un profilo con tutte le soft skill necessarie e magari davvero con +5anni di esperienza è quindi maggiore qui che in Danimarca o Germania. Incredibile ma vero!

Le startup hanno bisogno di questi profili e le mamme hanno bisogno di una vera opportunità per tornare al lavoro. Alcuni Head Hunter lo sanno bene e propongono già ricerche in tal senso.

Inutile cercare l’ago nel pagliaio, la ricerca del talento oggi offre questa splendida opportunità win win per tutti. W la Mamme!

Mauro Maltagliati

Da più di 10anni lavoro da Start Up Manager, dalle HR al couponing passando per biciclette e ristorazione. Oggi sono imprenditore e consulente. La mia missione è mettere il team…

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