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Internet of Everything, il futuro secondo Cisco

10 Lug 2013

Oggi meno dell’1% di ciò che può essere connesso al web è collegato. Ma in pochi anni saranno molti di più e si apriranno grandi opportunità per gli innovatori e le imprese italiani, sostiene Agostino Santoni, amministratore delegato della multinazionale in Italia. Che prevede ricavi per decine di miliardi di dollari

Agostino Santoni, amministratore delegato di Cisco Italia
Il futuro della Rete è una grande opportunità per gli innovatori e le imprese del nostro Paese. Parola di Agostino Santoni, Amministratore Delegato di Cisco Italia, che così presenta Internet of Everything: oggi, meno dell’1% di ciò che può essere connesso al web è in effetti collegato in rete, ma nel futuro c’è una crescita esponenziale di connessioni fra persone, processi, dati e oggetti,  che sarà una carta vincente per chi abbraccerà per primo il nuovo scenario, e per chi saprà cogliere in modo creativo e dinamico le possibilità di innovazione nascoste nella immensa massa di nuove relazioni che si potranno creare.

Per il nostro paese, si tratta abbracciare il futuro, nonostante le difficoltà e la relativa arretratezza tecnologica e infrastrutturale che ancora ci affligge;  come evidenziano i nostri studi internazionali sul Valore dell’Internet of Everything, chi adotterà con prontezza questo modello tecnologico e culturale potrebbe ricavare subito, già alla fine di quest’anno, importanti guadagni economici e competitivi”, spiega Santoni.

L’idea è semplice. Se ci sono voluti vent’anni per portare due miliardi di persone sul web, per connettere gli altri due ci vorranno meno di cinque anni: e se i 10 miliardi di oggetti connessi oggi alla rete sono meno dell’1% di quelli che potrebbero essere connessi, nel 2020 saranno già 50 miliardi. Questo  trasforma radicalmente il mondo digitale come oggi lo conosciamo e rappresenta uno scenario foriero di grandi opportunità economiche e di innovazione.

E i ricavi non mancheranno.  Secondo quanto emerge dalla ricerca IoE Value Index di Cisco, infatti, per Paesi a noi vicini come la Francia si calcolano  32 miliardi di dollari di profitti in più per le imprese del settore privato alla fine del 2013 che possono derivare dall’adozione di una visione e di tecnologie legate all’Internet of Everything. Globalmente, si tratta di profitti generati soprattutto in settori chiave anche per l’industria del nostro paese, quali il manifatturiero, ottenuti incidendo su processi chiave per qualsiasi tipo e dimensione di impresa – quali supply chain, logistica, organizzazione del lavoro.

Concetta Desando
Giornalista

Due menzioni speciali al premio di giornalismo M.G. Cutuli, vincitrice del Premio Giuseppe Sciacca 2009, collaboro con testate nazionali. Per EconomyUp mi occupo di startup, innovazione digitale, social network

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