CalabriaInnova

Il Sud che piace ai giovani vale 29 milioni di euro

Danilo Farinelli, direttore del progetto di sviluppo attivato in Calabria, spiega come fare innovazione in una regione low innovator: “Sostenendo le imprese locali con incentivi e formazione e attivando un talent lab per startup tecnologiche”. E i giovani calabresi ora smettono di sognare il Nord

Pubblicato il 11 Feb 2014

Il Sud che piace ai giovani vale 29 milioni di euro
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Danilo Farinelli, direttore di CalabriaInnova

L’innovazione? Paga anche al Sud. Perfino in una regione da sempre considerata low innovator, dove sono tanti quelli che vanno via senza tornare e pochi i giovani che restano per scommettere sulla realtà territoriale. Eppure cambiare si può, se al centro del futuro si mettono due parole chiave: innovazione e ricerca. Parola di Danilo Farinelli, direttore di CalabriaInnova, il Progetto Integrato di Sviluppo Regionale lanciato nel 2012 e finalizzato a sostenere i processi di innovazione delle imprese calabresi e favorire il trasferimento di tecnologie e conoscenze sviluppate dal sistema della ricerca al mondo imprenditoriale.

“La Calabria è ricca di menti brillanti e di grandi potenzialità nel settore imprenditoriale. Qui ci sono tanti giovani che vogliono lasciarsi alle spalle il mito che nulla è possibile in questa regione, che non si può arrivare da nessuna parte senza la protezione del potente di turno. E proprio a loro e alle imprese che vogliono tornare protagoniste sul mercato è rivolto il Progetto CalabriaInnova” spiega Farinelli. Lui che calabrese non è ci crede forse più degli altri: “È un progetto che vale 29 milioni di euro e che si propone come il punto d’accesso al sistema dell’innovazione calabrese per promuovere un efficace collegamento tra domanda e offerta di ricerca e innovazione, e valorizzare le competenze dei soggetti coinvolti” spiega. Insomma, CalabriaInnova è una rete al servizio di imprenditori e ricercatori, creata in collaborazione con le tre Università regionali, Unioncamere e Confindustria Calabria e altre realtà locali. Tutti uniti per difendere e sostenere le idee che cambieranno il futuro.

Ma come? “Sostenendo, da un lato, le realtà imprenditoriali esistenti e, dall’altro, ponendo le basi per lo sviluppo di nuove imprese – continua Farinelli -. La vera innovazione ha bisogno di informazione e di professionisti che sappiano analizzarla. Ecco perché abbiamo messo a disposizione degli imprenditori servizi di informazione che li aiutino a capire se un’idea è innovativa e brevettabile, se un marchio è originale e capace di penetrare il mercato con competitività in modo che un prodotto possa essere immesso nei processi economici e industriali del territorio. Non solo. Attraverso il bando Attiva l’Innovazione, sono stati messi a disposizione delle imprese locali incentivi destinati ad accrescerne la competitività e lo sviluppo”. E le imprese locali hanno risposto con una grande vitalità: sono 150 le aziende che hanno aderito ad Attiva l’Innovazione. Per loro ci sono 7 milioni e mezzo di euro da spendere in servizi reali, cioè somme per pagare le prestazioni di professionisti, ricercatori ed esperti che lavoreranno per innovare il tessuto produttivo regionale e far crescere il fatturato aziendale. L’incentivo, quindi, andrà a finanziare non solo l’innovazione delle imprese, ma anche l’intera economia della conoscenza regionale. Sono soprattutto aziende manifatturiere e proprio da qui vuole ripartire l’economia calabrese.

Non mancano, poi, iniziative rivolte ai più giovani: “Abbiamo attivato un talent lab per sostenere la creazione di iniziative imprenditoriali di tipo spin off e di microimprese innovative da parte di laureati e dottori della ricerca, con finanziamenti fino 5 milioni di euro” continua il direttore. Specificando che “Sono proprio iniziative come queste che hanno convinto giovani startupper a non lasciare la Calabria per dare un futuro alle proprie idee e a tanti ragazzi che erano andati via a tornare. Perché il futuro si può costruire anche qui. Ma bisogna lavorare almeno su due aspetti: fare il modo che progetti come CalabriaInnova, che avrà una scadenza nel 2015, non siano soltanto iniziative episodiche ma possano essere soggetti reali operanti in maniera continuativa sul territorio. E, secondo aspetto, è necessaria l’unione fra le varie realtà locali che abbiano un’unica meta e che possano seguire la stessa direzione: CalabriaInnova ha avuto l’appoggio e la collaborazione di tutte quelle realtà che possono intervenire con attività di formazione, consulenza e incentivazione per la creazione e lo sviluppo di realtà imprenditoriali. Inutile dirlo, ma l’unione fa davvero la forza” conclude Farinelli.

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