Il punto sulle misure a sostegno dell'innovazione: dal PNRR alla Legge di Bilancio 2022 - Economyup

SVILUPPO ECONOMICO

Il punto sulle misure a sostegno dell’innovazione: dal PNRR alla Legge di Bilancio 2022



Il PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) e la Legge di Bilancio 2022 contengono una serie di misure a sostegno dell’innovazione e, più in generale, delle imprese del nostro Paese. Vediamo quali, gli stanziamenti previsti e i settori interessati

di Cristina Crupi

31 Mar 2022


Pnrr e innovazione

Dopo due anni difficili per l’economia del Paese dovuti all’emergenza sanitaria è tempo di ripartenza. Sono numerose le misure messe in campo a sostegno dell’innovazione e, più in generale, delle imprese del nostro Paese. Cerchiamo di orientarci tra le fonti principali: il Bilancio Nazionale e il Piano elaborato dall’Italia per superare l’impatto generato dal Covid-19 (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza – PNRR).

Entrambi generano misure di stimolo per l’economia italiana. Vediamo quali e come.

Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR): come è strutturato

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza fornisce un quadro strategico di riforme da avviare da qui al 2027 per investire 750 miliardi di euro in arrivo dall’Europa e ripartiti tra i diversi Stati membri. È un programma di oltre 260 pagine di riforme per accedere alle risorse economiche del Next Generation EU, e stabilisce come e dove queste risorse saranno impiegate. Le riforme e i relativi investimenti sono raggruppati in 6 Missioni, ciascuna delle quali rappresenta un’area tematica di investimento:

e-book
Smart Manufacturing e Industry 4.0: come “iniettare” intelligenza nei processi
ERP
Manifatturiero/Produzione

Missione 1: Digitalizzazione, innovazione, competitività, cultura e turismo

Missione 2: Rivoluzione verde e transizione ecologica

Missione 3: Infrastrutture per una mobilità sostenibile

Missione 4: Istruzione e ricerca

Missione 5: Inclusione e coesione

Missione 6: Salute

Ognuna di queste Missioni del PNRR si rivolge agli attori del settore corrispondente.

Per restringere ulteriormente il campo, e quindi definire le specifiche aree di intervento, ciascuna Missione del PNRR si divide – a sua volta – in ulteriori sotto categorie, chiamate Componenti. Queste ultime servono a indicare settori interessanti e strategici per il nostro Paese. Ciascun ministero di competenza avrà cura di pubblicare i bandi relativi alle missioni ed alle componenti individuate dal Piano.

Al Ministero dello Sviluppo Economico è stata inoltre istituita la Struttura Tecnica di Missione, con il compito di coordinare l’attuazione degli interventi e delle riforme strutturali di competenza del ministero nell’ambito del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza.

La riforma della proprietà industriale è stata il primo provvedimento del PNRR avviato dal Mise. Alla misura è destinato un finanziamento straordinario di 30 milioni di euro, con l’obiettivo di realizzare un pacchetto di interventi finalizzati a promuovere e tutelare la proprietà intellettuale nell’ambito della digitalizzazione, innovazione e competitività del sistema produttivo.

Il Mise ha poi lanciato il Piano Transizione 4.0, che rappresenta un tassello fondamentale della strategia complessiva del PNRR, teso ad incentivare la trasformazione digitale dei processi produttivi. In particolare, è stata ampliata la platea delle imprese beneficiarie, la durata del credito d’imposta su base biennale e le tipologie di investimenti immateriali agevolabili.

Per favorire la competitività delle filiere produttive sono state destinate risorse per realizzare almeno 40 nuovi progetti d’investimento su tutto il territorio nazionale attraverso lo strumento agevolativo dei Contratti di sviluppo nei settori dell’automotive, microelettronica e semiconduttori, metallo ed elettromeccanica, chimico-farmaceutico, turismo, design, moda e arredo, agroindustria e tutela ambientale.

Sono disponibili 750 milioni di euro per progetti d’investimento legati alla digitalizzazione, innovazione e competitività delle filiere del made in Italy e 1 miliardo di euro per rafforzare gli investimenti, anche in ricerca e innovazione, sulle principali filiere della transizione ecologica, favorendo anche i processi di riconversione industriale con la costruzione di Gigafactory per realizzare batterie e pannelli fotovoltaici e per l’eolico.

Per lo strumento degli Accordi di innovazione è prevista dal Fondo complementare al PNRR una dotazione finanziaria di circa1 miliardo di euro.

Un altro obiettivo del PNRR è stato il lancio degli avvisi per le imprese a manifestare interesse per i macro progetti di comune interesse Europeo (IPCEI) ovvero microelettronica, idrogeno e cloud. In questi settori si mira a promuovere la collaborazione tra enti pubblici e privati per realizzare progetti di ricerca e produzione industriale di larga scala in settori considerati strategici per tutta l’Europa.

Per la missione “Inclusione e coesione” l’intervento proposto dal Mise è il rafforzamento e l’avvio di nuova imprenditorialità femminile, attraverso contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati. Il progetto è stato avviato con il “Fondo impresa donna”, con un finanziamento iniziale di 40 milioni di euro ai quali si sono aggiunti altri 400 milioni, con il decreto del 24 novembre scorso.

Legge di Bilancio 2022: quali misure per favorire l’innovazione

Nella Legge di Bilancio 2022, invece, – approvata dal Parlamento a fine 2021 – sono state introdotte ulteriori misure in favore dell’ecosistema innovazione, dal sostegno alle imprese attraverso investimenti legati alla transizione digitale e green ai Contratti di Sviluppo.

È stato infatti rifinanziato con 450 milioni di euro lo strumento di politica industriale dei Contratti di Sviluppo per agevolare i progetti di investimento a sostegno della competitività.

Presente anche la modifica della misura agevolativa Patent box: l’incentivo passa dal 90% al 110%, escludendo dall’ambito dei beni agevolabili i marchi di impresa e limitandolo quindi ai brevetti o ai beni comunque giuridicamente tutelati. Allo stesso tempo, elimina il divieto di cumulo tra il Patent box e il credito di imposta per ricerca e sviluppo e ridisegna il regime transitorio.

Il Fondo di Garanzia è stato rifinanziato con un incrementato complessivo di ulteriori 3 miliardi fino al 2027. Un provvedimento, quest’ultimo, di particolare importanza se si considera che il Fondo ha gestito complessivamente 14.540 operazioni in favore delle startup innovative. L’ammontare complessivo dei finanziamenti mobilitati supera i due miliardi e mezzo di euro. Le operazioni autorizzate ed effettivamente terminate con la concessione di un finanziamento sono in tutto 12.497, per più di 2 miliardi di euro erogati. Le startup innovative beneficiarie del Fondo di Garanzia sono 6.888; tra esse, alcune hanno ricevuto più di un prestito. Complessivamente, l’ammontare medio per singola operazione erogata è pari a €165mila, valore in linea con il precedente trimestre. Mentre le operazioni gestite dal Fondo verso le PMI innovative sono 5.361, per un totale potenzialmente mobilitato di oltre un miliardo e mezzo di euro. Le operazioni di erogazione di credito verso PMI innovative sono 4.900, circa trecento in più rispetto al terzo trimestre del 2021 ed hanno riguardato 1.324 imprese. L’ammontare effettivamente mobilitato è pari a oltre un miliardo e mezzo di euro, un incremento di circa 200 milioni di euro rispetto ai dati di fine settembre 2021. Il valore medio delle operazioni risultate nell’erogazione di un prestito è pari a €306.882, mentre la durata media del finanziamento è di circa 51 mesi.

Ed ancora il Mise, con la legge di bilancio 2022, ha istituito il Fondo per la transizione industriale con una dotazione di 150 milioni di euro dal 2022, che ha l’obiettivo di favorire l’adeguamento del sistema produttivo nazionale alle politiche europee in materia di lotta ai cambiamenti climatici attraverso agevolazioni alle imprese finalizzate alla realizzazione di investimenti per l’efficientamento energetico, per il riutilizzo e l’impiego produttivo di materie prime e di materie riciclate.

Previsto anche un incremento delle risorse a sostegno dell’internazionalizzazione delle imprese e la proroga dei crediti d’imposta per investimenti 4.0 in ricerca e sviluppo, transizione ecologica e innovazione tecnologica

Via libera anche allo sgravio contributivo al 100% per tre anni a favore delle micro imprese per i contratti di apprendistato di primo livello per giovani under 25. La norma prevede un’esenzione per tre anni per i contratti di apprendistato di primo livello firmati nel 2022 dalle piccole imprese fino a 9 dipendenti.

Prorogato a fine 2022 il credito d’imposta pari al 50% delle spese di consulenza per le piccole e medie imprese che si collocano in Borsa in un paese dell’Unione europea. La norma riduce il massimale del beneficio da 500 mila e 200 mila euro. Approvata la cancellazione dell’Irap per le ditte individuali, gli autonomi e i professionisti. La misura riguarderà 835 mila autonomi e professionisti con partita Iva, pari al 41,2% della platea complessiva (2 milioni circa), e avrà un costo stimato di poco più di un miliardo nel 2022 e di 1,2 miliardi dal 2023.

CDP Venture Capital: dal Mise altri 2 miliardi per startup e pmi

Ma oltre queste misure di sostegno il Ministero dello Sviluppo economico ha stanziato altri 2 miliardi di euro a disposizione del CDP Venture Capital per rafforzare il sostegno alle startup ed alle Pmi, oltre a 500 milioni di euro previsti per l’innovazione dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e 100 milioni di euro dedicati all’imprenditoria femminile.

Degno di nota è anche il decreto pubblicato dal Ministero dello sviluppo economico che rifinanzia, con 150 milioni di euro stanziati dalla legge di bilancio 2022, la misura “ON – Oltre Nuove imprese a tasso zero” ovvero l’incentivo che sostiene le micro e piccole imprese composte in prevalenza o totalmente da giovani tra i 18 e i 35 anni oppure da donne di tutte le età. Finanzia le imprese con progetti di investimento che puntano a realizzare nuove iniziative o ampliare, diversificare o trasformare attività esistenti nei settori manifatturiero, servizi, commercio e turismo. Le agevolazioni prevedono un mix di finanziamento a tasso zero e contributo a fondo perduto per progetti d’impresa con spese fino a 3 milioni di euro, che può coprire fino al 90% delle spese totali ammissibili. I piani di impresa devono essere avviati successivamente alla presentazione della domanda e devono essere conclusi entro 24 mesi dalla data di stipula del contratto di finanziamento. L’incentivo è a sportello: non ci sono graduatorie né scadenze. Le domande sono esaminate in base all’ordine di arrivo.

Tante dunque le misure già messe in campo e/o già programmate a sostegno dell’innovazione e, più in generale a sostegno delle imprese. E molte altre ne seguiranno nei prossimi mesi e nei prossimi anni. Una straordinaria opportunità da cogliere appieno, anche alla luce dello scenario di crescita che si prospetta, più o meno veloce, ma con proiezioni per l’economia italiana favorevoli. In media, infatti, si stima una crescita del PIL del 3,8% nel 2022, del 2,5% nel 2023 e dell’1,7% nel 2024.

Nello scenario di crescita delineato (previsto prima dell’attuale guerra Russia-Ucraina) certamente incidono le misure di stimolo finanziate con il bilancio nazionale e con i fondi europei e già programmate anche per i prossimi anni, e che sosterrebbero l’attività economica per circa 5 punti cumulati nel quadriennio 2021-2024. Un triennio che dovrebbe anche diminuzione del tasso di disoccupazione (dal 9,4% al 8,7%), una diminuzione del tasso di inflazione (-1,6%), dei prezzi e un ritorno ai consumi pari a quello pre-Covid (Dati Banca d’Italia- Bollettino Economico 1/2022 – Par. 2.10 Le prospettive).

 

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Cristina Crupi

Fondatrice dello Studio Legale Crupi, è un’esperta di Diritto civilistico e societario, specializzata in startup, PMI e Innovazione. È Partner e Legal Expert per PoliHub. Autore di "Il Codice delle…