Dagli anni '80 all'innovazione: chi è Tamburi, il banker del round da 44milioni per Talent Garden | Economyup
Questo sito web utilizza cookie tecnici e, previo Suo consenso, cookie di profilazione, nostri e di terze parti. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsente all'uso dei cookie. Leggi la nostra Cookie Policy per esteso.OK

IL PERSONAGGIO

Dagli anni ’80 all’innovazione: chi è Tamburi, il banker del round da 44milioni per Talent Garden



Il banchiere d’affari della “MIlano da bere”, che con la sua TIP ha contribuito al successo di aziende come Moncler ed Eataly, ha guidato uno dei più grandi investimenti in Italia su una scaleup. Con lui numerose famiglie italiane (dagli Angelini ai Drago, dai Dompé ai Pittini). Ecco su che cosa stanno puntando

di Luciana Maci

12 Mar 2019


È un capitano di lungo corso della finanza degli anni Ottanta e ha appena guidato un mega-round di finanziamento in favore di una delle realtà più innovative di questi anni: si chiama Giovanni Tamburi, ed è presidente e amministratore delegato di StarTIP – Tamburi Investments Partners. StarTIP ha condotto il round di investimento da 44 milioni di euro per Talent Garden, la più grande piattaforma in Europa di networking e formazione per l’innovazione digitale: si è trattato del più rilevante fundraising mai realizzato nel nostro Paese da investitori italiani. “Siamo in un momento storico in cui l’industria deve passare dal dover mettere insieme pezzi di plastica, ferro o altri materiali, come aveva fatto fino a poco tempo fa, al produrre un valore aggiunto la cui dimensione può essere data solo dall’innovazione” diceva Tamburi in un’intervista a EconomyUp di qualche tempo fa. Evidentemente quel valore aggiunto lui l’ha riscontrato in Talent Garden, con cui è “alleato” da diversi anni.  Vediamo dunque chi è e che cosa pensa il banchiere d’affari della “Milano da bere” che è anche protagonista dell’ecosistema dell’innovazione italiana nel 2019. Ma prima vediamo come funziona Talent Garden.

Tamburi: «La disruption? Nessuno ci ha capito niente. E io punto sulle startup»

Che cosa fa Talent Garden

Co-fondata nel 2011 a Brescia da Davide Dattoli, che ne è presidente e CEO, Talent Garden è diventata in pochi anni una realtà in grado di aggregare i diversi attori del mondo dell’innovazione e costruire una vasta community online e offline. La sua missione è favorire la crescita di imprenditori, professionisti e aziende di tutte le dimensioni, dalle piccole e medie realtà alle grandi corporate,attraverso la condivisione di spazi, realizzazione di attività di formazione e programmi di networking. Ad oggi è presente in 8 Paesi, in 19 città e conta 23 campus attivi. La sua Innovation School opera in 5 nazioni e collabora con grandi aziende, protagoniste nel panorama imprenditoriale italiano, nonché con numerose università attente allo sviluppo dell’innovazione e del digitale.

Da chi Talent Garden ha ricevuto 44 milioni e perché

Il round di finanziamento, uno dei più elevati mai raccolto da una società innovativa italiana, è stato condotto dalla già citata da StarTIP – Tamburi Investments Partners Spa, partner strategico dell’azienda, già da anni tra i maggiori investitori ed anche in questa occasione il più importante sottoscrittore. L’operazione ha poi visto la partecipazione di molti prestigiosi family office e investitori italiani, fra cui le famiglie Angelini, D’Amico, Dompè, Drago, Foglia, Ginatta, Holland, Luti, Monti, Pittini, Rovati, il Fondo Indaco Ventures, Club degli Investitori e BeConsulting. Ha investito nel round anche Social Capital del famoso VC della Silicon Valley Chamath Palihapitiya, già a capo della crescita di Facebook. La cifra raccolta consentirà a Talent Garden di dare ulteriore impulso alla internazionalizzazione già in corso. Sono infatti previsti 20 nuovi campus nei prossimi 5 anni ed una forte espansione della Innovation School sulla formazione digitale e nel mondo degli eventi digitali. L’operazione è stata ideata e proposta in un momento di forte sviluppo per Talent Garden, che ha appena finalizzato due importanti aperture – in Irlanda e in Austria – e di recente ha anche sottoscritto impegni per avviare altri campus, sia in Italia che in altri Paesi, a partire da Madrid, allo scopo di confermarsi come il player di riferimento nel campo dell’innovazione e del digitale in Europa.

La raccolta, articolata tra equity e debito per ottimizzare il ritorno per gli investitori, ha ampiamente superato la richiesta iniziale della società grazie al notevole interesse riscontrato sul mercato. Il piano di sviluppo prevede la quotazione in borsa nel medio periodo.

Chi è Giovanni Tamburi: il banchiere d’affari che investe in grandi aziende e startup

Giovanni Tamburi, presidente e amministratore delegato di Tamburi Investment Partners (Tip)

Romano di nascita, trapiantato a Milano, Giovanni Tamburi è un banchiere d’affari che ha contribuito al successo di tante piccole, medie e grandi aziende italiane. Eppure di lui il grande pubblico sa molto poco e raramente appare sui giornali (se non in quelli di settori) o rilascia interviste. È cresciuto negli anni Ottanta all’Euromobiliare di Carlo De Benedetti e Guido Roberto Vitale. Nel 1999 Tamburi ha fondato Tip, investment e merchant bank indipendente quotata in Borsa nel 2005, nella cui compagine azionaria figurano esponenti di alcune delle più importanti famiglie imprenditoriali italiane. Nel tempo ha azzeccato diverse operazioni: solo citarne tre Moncler (azienda nella quale ha saputo vedere potenzialità che altri non vedevano più), Prysmian (la ex Pirelli cavi)Eataly. Pochi giorni fa la Tamburi Investment Partners S.p.A. è salita al 22,74% di OVS. La società ha comunicato il primo marzo 2019 di aver sottoscritto un accordo con Gruppo Coin S.p.A. (società indirettamente controllata da fondi BCPartners e partecipata, tra gli altri, da esponenti del management di OVS S.p.A) per l’acquisto dell’intera partecipazione detenuta da quest’ultima nella società OVS S.p.A. Da una parte gli investimenti in marchi conosciuti e storici, dall’altra la scommessa sulle giovani realtà ancora poco note. Per esempio per 15 anni Tamburi ha investito in Interpump, una società in provincia di Reggio Emilia partita piccole e poi diventata il principale produttore al mondo di pompe idrauliche. Altra scommessa vinta: Datalogic, azienda di Bologna inizialmente sconosciuta e successivamente diventata leader nella produzione dei lettori ottici utilizzati dalla distruzione commerciale.

Nel luglio 2015 Tip ha stretto un accordo strategico con Digital Magics (società nata nel 2004, dal 2008 incubatore di startup innovative e poi quotata all’Aim Italia) e, appunto, con Talent Garden per realizzare un grande hub dell’innovazione. In sostanza la Tamburi Investment Partners ha acquisito quote in Talent Garden e aumentato quelle in Digital Magics.

Digital Magics, Talent Garden e TIP alleati per l’Innovation Hub italiano

A settembre 2017 il consiglio di amministrazione di Tamburi Investment Partners ha deliberato la concentrazione in un’unica società, StarTIP srl, di tutte le partecipazioni in startup e in società attive nel segmento del digitale e dell’innovazione. Sul momento ha riguardato le partecipazioni di TIP in Digital Magics, Talent Garden e Telesia, con l’obiettivo di diventare poi  il veicolo attraverso il quale promuovere tutte le ulteriori iniziative in questi settori, con una dotazione sino a 100 milioni di euro da investire negli anni.

Perché l’attenzione all’innovazione e alle startup innovative?

Una delle possibili risposte è in questa intervista rilasciata da Tamburi a EconomyUp a dicembre 2015. “La rivoluzione digitale ha fatto emergere un fenomeno: i profitti in tutto il mondo stanno scendendo. Quali industrie sopravviveranno alla disruption? Non lo sappiamo ancora, la verità è che nessuno ci ha capito davvero niente. Noi però cerchiamo di capire. A nostro parere la differenza tra il costo di un prodotto e il prezzo di vendita la fa l’innovatività”. È da anni, insomma, che Tamburi vede nella comunità di innovatori di Talent Garden le potenzialità per “fare la differenza”. Cioè da quando TAG era una promettente startup. “Sarebbe sbagliato non investire in startup” spiegava Tamburi all’epoca. “Noi, che ormai siamo il più grande investitore italiano, dobbiamo mettere dei soldi anche nelle startup: per il momento sono pochi ma intendiamo farli crescere. (…) Non reinvestire quanto abbiamo raccolto sarebbe un errore. Al di là dei soldi, che contano poco, conta l’impegno, il tempo che dedichiamo, la comprensione delle dinamiche. Se riusciamo a capire come colmare nei prossimi anni quel gap tra costi e ricavi delle nostre aziende, alcune delle quali sono leader mondiali, ma che potrebbero non riuscire a mantenere la leadership, avremo fatto un buon lavoro”.

Oggi Tamburi sembra sempre più convinto di avere fatto gli investimenti giusti. Lo ribadisce con queste attuali dichiarazioni: “Il successo, molto al di là delle previsioni, del fund raising di Talent Garden completato in questi giorni conferma la assoluta eccellenza dell’iniziativa, la grande qualità dei protagonisti di una autentica eccellenza italiana e la bontà della formula di finanziamento già sperimentata anni fa. Infatti – prosegue l’investitore – unire ancor più fortemente un leader ormai europeo dell’innovazione e del digitale come Talent Garden con un network di imprenditori e di aziende come quello realizzato attorno a TIP  consente di rafforzare un legame fondamentale tra sistema industriale, digitalizzazione, formazione e modalità di guardare al futuro secondo i canoni più avanzati. Davide Dattoli e il suo team stanno infatti sempre meglio dimostrando come si possano costruire dei collegamenti e delle piattaforme particolarmente efficaci per consentire alle aziende non solo italiane di affrontare, con tutte le adeguate competenze, le grandi sfide che l’evoluzione dell’economia mondiale sta prospettando”.

Luciana Maci

Ho partecipato al primo esperimento di giornalismo collaborativo online in Italia (Misna). Sono dal 2013 in Digital360 Group, prima in CorCom, poi in EconomyUp. Scrivo di innovazione ed economia digitale