Bankitalia e la sede fintech a Milano: che cosa ne pensano le startup | Economyup

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Bankitalia e la sede fintech a Milano: che cosa ne pensano le startup



Un’iniziativa positiva, perché c’è ancora molto da fare, soprattutto sul piano regolatorio. È il tono generale delle reazioni fra le startup fintech all’annuncio della creazione di una struttura fintech di Bankitalia a Milano. Ecco i commenti di Paolo Zaccardi, Ignazio Rocco di Torrepadula e Fabio Bolognini

06 Giu 2020


Il mondo del fintech è generalmente soddisfatto per il recente annuncio del governatore di Bankitalia, Ignazio Visco: una struttura di prossima apertura a Milano dedicata all’ecosistema di organizzazioni e imprese che stanno applicando le nuove tecnologie alla finanza. L’iniziativa viene osservata con particolare attenzione dagli operatori del settore, che contano su questo contributo per rafforzare l’ecosistema italiano e dirimere le questioni regolatorie in sospeso.

Bankitalia fintech: l’annuncio del Governatore

Per il momento non si conoscono i dettagli dell’iniziativa, anticipata da Visco nelle sue  Considerazioni Finali. Il governatore ha invitato ad accelerare gli investimenti sul digitale per favorire la ripartenza dell’Italia, soffermandosi sulle opportunità del fintech. “Stiamo per costituire – ha poi preannunciato – una struttura dedicata a compiti di impulso e coordinamento in materia di fintech, nonché di sorveglianza sulla filiera degli strumenti e dei servizi di pagamento al dettaglio”.

La struttura avrà sede nel capoluogo lombardo. “Intendiamo valorizzare – ha spiegato Visco – la principale piazza finanziaria del Paese, quella di Milano, quale centro di innovazione digitale di respiro europeo. In questa città verrà costituito un luogo dedicato alla sperimentazione, alla selezione dei contributi di esperti e società indipendenti, italiani e internazionali, alla collaborazione con le istituzioni e le università, al dialogo con gli operatori di mercato”.

Già dal 2017 Bankitalia aveva creato un canale fintech digitale, ora metterà in campo una struttura fisica.

Bankitalia e fintech: ecco le opinioni e i commenti di alcuni player del  fintech italiano raccolti da EconomyUp, che ospiterà volentieri altri interventi di  imprenditori e manager impegnati nell’innovazione digitale della finanza.

Paolo Zaccardi, CEO Fabrick

Zaccardi (Fabrick): “Bankitalia fintech: ora Milano può diventare una capitale europea”

Paolo Zaccardi, Co-Founder & CEO di Fabrick, realtà nata per favorire la nascita di nuovi modelli di business e di servizi attraverso l’incontro e la collaborazione tra istituzioni finanziarie tradizionali e nuove realtà tecnologiche

“Da quando, a settembre 2017, è nato il fintech district a Milano, hub promosso da Gruppo Sella con Copernico, Banca d’Italia ha guardato con grande attenzione a questo mondo. La costituzione di una sua struttura fisica è una notizia molto positiva perché può costituire un reale volano di diverse iniziative già operative su Milano. Partiti quasi tre anni fa con una decina di imprese, siamo arrivati a 153 fintech nel nostro ecosistema. Non è solo una community, è un insieme di aziende che partecipano a iniziative e instaurano legami con altre imprese e con le corporate. In questi anni ci sono state altre iniziative interessanti su Milano, che hanno contribuito all’ecosistema complessivo.

La partenza di un servizio come quello prospettato da Ignazio Visco può accelerare l’innovazione del Paese creando un terreno fertile in cui il fintech in generale, e le startup in particolare, possano diventare un punto di riferimento.

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Tutte le principali capitali europee hanno mostrato un impegno analogo nello sviluppare ecosistemi dell’innovazione e i risultati si vedono, perché sono riuscite ad attrarre capitali importanti. Noi siamo partiti in ritardo, ma negli ultimi due anni c’è stata un’accelerazione. Basti pensare a realtà di rilievo cresciute in questo periodo come Hype o Satispay.

Manca ancora un meccanismo complessivo, una rete che attragga in maniera continuativa capitali per far crescere l’ecosistema. Bankitalia ha colto da subito l’opportunità e l’impegno a mettere a terra un servizio per individuare i processi più interessanti, anche dal punto di vista regolatorio.

L’obiettivo, suppongo, sarà riunire i principali operatori per stimolare meccanismi di accelerazione e nuovi capitali, anche privati. Fondamentale sarà l’interazione con le università. Se mettiamo insieme l’esperienza di due anni e mezzo del distretto milanese, alcune iniziative più recenti e ora quella di Bankitalia, Milano può raggiungere il livello delle altre città europee ‘regine’ della tecnologia applicata alla finanza”.

Ignazio Rocco, Founder & Ceo di Credimi

Rocco di Torrepadula (Credimi): “Strada giusta, ma c’è ancora molto da fare”

Ignazio Rocco di Torrepadula, Founder & CEO di Credimi, soluzione digitale per smobilizzare e finanziare i crediti commerciali

“Che Bankitalia apra una struttura dedicata al Fintech a Milano è senza dubbio un’ottima notizia e un gesto significativo nei confronti del mondo dell’innovazione finanziaria. Tuttavia, perché questa attenzione al Fintech si tramuti in vero valore aggiunto, bisognerebbe anche agire su alcuni punti cardine: innanzitutto, applicare una proporzionalità nella normativa in favore degli intermediari più piccoli e più giovani, perché oggi un’azienda giovane e innovativa con 1.000 clienti è regolata come una (una banca, ad esempio) che ne ha 10.000.000.

Bisognerebbe favorire la creazione di mercati per gli asset illiquidi, oggi scoraggiati da norme e direttive che regolano le assicurazioni, gli OICR e i Fondi Pensione. Inoltre, un corretto sviluppo del Fintech in Italia richiederebbe una maggiore trasparenza informativa, che dovrebbe essere incentivata ad esempio attraverso l’obbligo di referral dei clienti rifiutati dalle banche.

Ancora, per creare un terreno davvero fertile all’innovazione servirebbe che si valorizzassero gli asset intangibili anche dal punto di vista patrimoniale e del capitale di vigilanza, e bisognerebbe agire sulla tassazione degli stipendi e sul processo di attrazione dei talenti esteri. Infine, come avviene in UK, bisognerebbe fare in modo che si elimini dai contratti il vincolo del divieto di cessione dei crediti, problema che ad oggi affligge le filiere produttive italiane e sicuramente non aiuta il mercato del factoring digitale. Insomma, la strada imboccata è quella giusta ma ci sono ancora tanti passi da fare per dimostrare che questa passione per il Fintech possa diventare davvero qualcosa di tangibile.”

Fabio Bolognini cofounder Workinvoice

Bolognini (Workinvoice): “Così l’intermediazione finanziaria sarà più digitale”

Fabio Bolognini, co-fondatore di Workinvoice,  marketplace digitale per il trading di crediti commerciali in Italia

“La scelta della Banca d’Italia di apertura della struttura di coordinamento fintech a Milano è una ottima notizia: l’ampia community fintech di Milano si avvicina anche fisicamente al suo regolatore principale. È anche un segnale di accelerazione nel processo di digitalizzazione della finanza italiana. Le conseguenze economiche della pandemia stanno dimostrando la necessità di modernizzare il sistema di intermediazione finanziaria per renderlo più semplice e digitale. La relazione del governatore Visco e una recente intervista della vice direttrice generale Alessandra Perrazzelli indicano la determinazione della Banca d’Italia verso quell’obiettivo”.