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Amazon: dopo i prestiti alle aziende con Bank of America, i conti correnti con JP Morgan

Poche settimane fa l’accordo con Bank of America per sviluppare la divisione Amazon Lending, che eroga denaro alle piccole imprese. Ora è allo studio un nuova società per vendere conti soprattutto ai millenial. Ecco come il colosso dell’e-commerce sta portando la disruption nell’industria dei servizi finanziari

Pubblicato il 07 Mar 2018

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Dai prestiti ai conti correnti: dopo l’accordo con Bank of America per sviluppare il servizio di lending, Amazon starebbe trattando con vari istituti di credito per proporre prodotti simili a un conto corrente. L’indiscrezione arriva dal Wall Street Journal, secondo il quale le trattative includono JP Morgan. Il conto corrente che nascerebbe dall’intesa tra i due soggetti sarebbe destinato a coloro che ancora non ne dispongono, soprattutto giovani. Il Wsj precisa tuttavia che il progetto è ancora in fase embrionale e potrebbe anche concludersi con un nulla di fatto.

Non è chiaro – scrive un’altra testata internazionale, il Financial Times – se un’alleanza tra Amazon e JPMorgan darebbe ai clienti la possibilità di firmare assegni, pagare direttamente le bollette o accedere alla rete di sportelli bancomat della banca. Per legge Amazon non può concedere prestiti, perciò ha bisogno di allearsi con altri player del settore.

Con JP Morgan, guidata da Jamie Dimon,  il founder di Amazon, Jeff Bezos, ha già siglato una precedente intesa. Insieme alla Berkshire Hathaway di Warren Buffett, il colosso del commercio elettronico e la banca daranno vita a una società indipendente no profit per ridurre gli oneri assistenziali a carico dei loro dipendenti negli Stati Uniti.  Obiettivo: sviluppo e adozione di tecnologie in grado di aumentare la trasparenza e semplificare il labirinto dei servizi medici statunitensi. Ora Amazon e JP Morgan avviano un’altra iniziativa “a due” per il conto corrente del futuro.

ACCOGLIENZA FAVOREVOLE

Sia la multinazionale dell’e-commerce sia la banca hanno preferito non commentare l’indiscrezione. Il progetto, però, sembra essere in grado di riscuotere un’accoglienza positiva da parte dei potenziali clienti: da una recente indagine condotta da Bain, società di consulenza strategica, è emerso che quasi il 60% dei clienti statunitensi, in particolare i giovani, è disponibile a provare un conto corrente del big dell’e-commerce. Il sondaggio rivela che Amazon e PayPal sono le società preferite per questo tipo di operazioni, davanti a Apple, Google, Microsoft, Facebook e Snapchat. Altro sondaggio, stavolta di LendEDU: circa il 45 per cento degli intervistati è pronto a usare Amazon come principale conto bancario.

Naturalmente l’annuncio ha già suscitato innumerevoli reazioni: il colosso dell’e-commerce potrebbe portare una potente ondata di disruption nel sistema bancario. Vediamo come.

LE MOSSE DI AMAZON NEL BANKING

A metà febbraio l’emittente televisiva Cnbc ha riferito di una partnership tra Amazon e la seconda banca americana per numero di clienti, Bank of America (BofA). Obiettivo: sviluppare la divisione Amazon Lending, lanciata nel 2011 per erogare denaro alle piccole aziende che già vendono prodotti o servizi attraverso il canale di e-commerce.

Grazie all’intesa con BofA, Amazon ridurrà il rischio e avrà più facilmente accesso a capitali, ma con un ingresso graduale nel mondo del risparmio. La strategia prevede l’erogazione di prestiti compresi tra i mille e i 750mila dollari a piccole imprese, concedendo fino a un anno di tempo per la restituzione e con tassi che possono variare dal 6% al 14%. Secondo gli ultimi dati, tra giugno 2016 e giugno 2017, Amazon avrebbe erogato finanziamenti per un miliardo di dollari.

Amazon diventa banca, intesa con Bank of America

Inoltre pochi mesi fa il gigante dell’e-commerce ha annunciato che offrirà sistemi di pagamento sul cellulare grazie a un accordo con TGI Fridays, catena di ristoranti diffusa in tutto il mondo, compresa l’India, ma particolarmente popolare negli Stati Uniti.

L’operazione, scrive Stefano Tresca in questo articolo, è apparentemente banale, il pagamento con il cellulare non è una novità, ma Amazon ha una marcia in più rispetto ai suoi concorrenti. Innanzi tutto la fiducia: la gente si fida a pagare con Amazon perché ha già pagato in passato. Ma soprattutto Amazon di questi consumatori conosce vita, morte e miracoli. (…) Con tutti questi dati, conclude Tresca, Amazon potrà fornire prestiti intelligenti ai negozianti e ai ristoranti, con un’operazione simile a quella che sta facendo Just Eat nel Regno Unito.

Fintech, se Amazon diventa una banca…

Il Fintech non è l’unico ambito che Amazon si accinge a “colonizzare”. La sua strategia di espansione punta ai settori più disparati, come il mondo della smart home, attraverso la recente acquisizione di una startup di videosicurezza, Ring, per un miliardo di dollari.

Home delivery, perché Amazon investe un miliardo su una startup di nome Ring

Ma anche la sanità è nel mirino del colosso del commercio elettronico: Amazon punta a espandere le attività esistenti business-to-business note come “Amazon Business”. In pratica gli ospedali potrebbero acquistare quello di cui hanno bisogno in uno specifico marketplace.

L’azienda di Bezos potrebbe rivoluzionare pure il mercato delle consegne. Secondo il Wall Street Journal, sarebbe pronta a battezzare un proprio servizio di spedizioni, “Shipping with Amazon” (Swa), entrando direttamente in concorrenza con giganti come FedEx e Ups. L’intenzione è  avviare il servizio a Los Angeles nelle prossime settimane per poi estenderlo ad altre città entro l’anno in corso.

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