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Innovazione

Design Week, 7 startup italiane da tenere d’occhio

14 Apr 2015

Dalla piattaforma per lanciare contest su idee di arredamento all’ecommerce di complementi di arredo alla community di progettisti per ristrutturare casa: ecco una selezione di nuove imprese che stanno cambiando il settore

Per trovare dati incoraggianti sull’economia italiana basta guardare alle punte di diamante del made in Italy. Tra le aziende che mostrano segnali di ripresa ci sono infatti quelle del design e della moda, che nel 2014 hanno recuperato quasi il tre per cento di fatturato: +2,9%, soprattutto grazie al contributo dell’export.

Dal 14 al 19 aprile a Milano torna la Design Week, che è l’appuntamento del settore tra i più importanti al mondo. Per le aziende consolidate ma adesso anche per le startup che stanno portando nuove idee nella produzione e nella distribuzione dei complementi d’arredo e del mobile.

Ecco sette esempi di startup attive nell’ambito del design che stanno innovando questo settore portandolo nel digitale. 

Desall, startup incubata in H-Farm, è una piattaforma di crowdsourcing che connette designer e aziende in cerca di idee per nuovi prodotti: il committente lancia un contest online e i creativi della community sottopongono i progetti. Chi vince la gara vende il suo lavoro all’azienda che ha fatto la richiesta.

Thingarage, sempre in ambito crowdsourcing, è una piattaforma dedicata ai progetti di design industriale in 3D. Tra i contest lanciati su Thingarage, nel 2014 c’è stato quello promosso da Barilla nel quale i concorrenti dovevano inventare nuovi formati di pasta realizzabili grazie alla stampa tridimensionale.

Formabilio è una piattaforma che vende online gli oggetti prodotti da circa 3000 tra artigiani, designer e piccole aziende manifatturiere italiane, che vengono coinvolti attraverso contest ad hoc. Conta una community di oltre 100 mila iscritti, raggiunge 19 Paesi europei e punta molto sull’ecosostenibilità: i prodotti sono realizzati con legnami di prossimità, tessuti riciclati o rigenerati, finiture con oli o vernici all’acqua.

Lovli è uno shop online specializzato nell’e-commerce di mobili e oggetti made in Italy particolarmente vivaci. Dà lavoro a 25 persone e ci sono più di 1000 aziende di design che vendono i propri prodotti (oltre 80 mila) sulla piattaforma. Gli iscritti al portale sono 250 mila, e gli utenti più di e milioni. La startup, che nell’ultimo anno ha raggiunto il milione di euro di fatturato, assegnerà nell’ambito della Design Week, l’e-Commerce Excellence Award, il riconoscimento che premia il progetto con maggiori potenzialità per il web.

Lovethesign è un marketplace dedicato al design e all’arredamento made in Italy che quest’anno ha in progetto di sbarcare anche negli Stati Uniti. Impiega 20 persone, ha più di 1000 brand che vendono attraverso la propria piattaforma, ha raccolto 1 milione di euro da United Ventures e ha venduto oltre 40 mila prodotti nel 2014. La startup usa il proprio portale anche per fare analisi di big data legati all’acquisto di prodotti di design online e, in base a queste indicazioni, ha lanciato una collezione di arredi e complementi a marchio proprio: Thesign.

Buru Buru, startup incubata nell’acceleratore fiorentino Nana Bianca, è un e-commerce di prodotti di arredamento e di design fondata da tre donne: Lisa Gucciarelli (ingegnere), Sara Gucciarelli (pubbliche relazioni e comunicazione) e Sara Campani (buyer). Vende prodotti legati al mondo casa e punta sulla valorizzazione di giovani designer e di marchi indipendenti, anche internazionali. Nel marzo 2015, la startup ha ottenuto un investimento da parte di Club Digitale.

CoContest è piattaforma online dedicata al mercato dell’interior design, che consente di lanciare contest per trovare idee progettuali per arredare e ristrutturare un appartamento o un locale secondo il principio del crowdsourcing. A presentare le proposte e mettersi in gara è una una community di 20 mila designer e architetti da ogni parte del mondo.
 

a cura di Maurizio Di Lucchio

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