Sondaggio EconomyUp: Facile.it e Prestiamoci sono le exit dell'anno (ma Eos, del 2013, prende più voti) | Economyup
Questo sito utilizza cookie per raccogliere informazioni sull'utilizzo. Cliccando su questo banner o navigando il sito, acconsenti all'uso dei cookie. Leggi la nostra cookie policy.OK

Bilanci

Sondaggio EconomyUp: Facile.it e Prestiamoci sono le exit dell’anno (ma Eos, del 2013, prende più voti)

31 Dic 2014

Il nostro panel ha scelto la cessione del portale compara-prezzi al fondo inglese Oakley Capital e la vendita della startup di social lending a TrustBuddy International come le operazioni migliori del 2014. Ma l’exit della società di Silvano Spinelli ha raccolto più preferenze di tutti…

EconomyUp ha lanciato un sondaggio-bilancio del 2014 sulle nuove imprese e sull’innovazione in Italia coinvolgendo un panel di esperti e opinion leader (in basso la lista dei partecipanti). Abbiamo posto ai nostri “giurati” cinque domande:
Qual è la startup dell’anno? (Tre risposte in ordine di importanza)
Qual è l’exit dell’anno? (Tre risposte in ordine di importanza)
Qual è la buona notizia dell’anno?
Qual è il bluff dell’anno?
Qual è il personaggio dell’anno, ovvero la figura che  più si è distinta sul fronte dell’innovazione e dell’imprenditoria? 

Ecco l’exit dell’anno…

C’è chi la vede come il coronamento milionario di un percorso imprenditoriale di successo. Altri invece la considerano un impoverimento per il sistema industriale italiano, perché corrisponde in molti casi al portare all’estero aziende e innovazioni nate in Italia. Piaccia o no però, l’exit (ovvero la cessione di una startup a una società più grande, oppure la quotazione in borsa) è diventata il sogno di ogni nuova impresa innovativa che si rispetti.

Nell’ecosistema italiano se ne osservano ancora poche. Ma qualcosa si muove. E dopo l’anno, il 2013, che ha visto la exit più ricca degli ultimi tempi per una società italianaEos ceduta all’americana Clovis Oncology per circa mezzo miliardo di dollari – anche nel 2014 sono state messe a segno exit di rilievo.

Secondo il panel di esperti che ha partecipato al sondaggio di EconomyUp, le exit 2014 più significative sono quelle portate a termine da Facile.it e da Prestiamoci.

Facile.it, fondata a Milano nel 2010, è una società che ha lanciato un portale online che compara le tariffe di polizze assicurative bollette di luce e gas e conti correnti. La startup lanciata da Mauro Giacobbe e Angelica Pellizzari, in cui aveva investito anche la famiglia Berlusconi, è stata ceduta in settembre al fondo inglese Oakley Capital per 100 milioni di euro.

Ha raccolto lo stesso numero di preferenze anche la società di social lending Prestiamoci, che è stata rilevata a novembre dalla TrustBuddy International AB, l’unica società di peer-to-peer lending al mondo a essere quotata in Borsa. L’operazione, che prevede l’acquisto del 100% delle azioni di Agata (che detiene e gestisce il marchio Prestiamoci), ammonta complessivamente a 5,3 milioni di euro: 1,5 milioni corrisposti per cassa e 3,8 in azioni di TrustBuddy.

In seconda posizione per numero di menzioni ricevute c’è Octo Telematics, una società con base a Roma che sviluppa sistemi e servizi telematici per il mercato assicurativo e automotive. La startup è stata venduta in febbraio al gruppo russo Renova per 405 milioni di euro.

Al terzo posto c’è l’operazione realizzata da BravoFly Rumbo Group: ad aprile il gruppo delle agenzie di viaggio si è quotato sulla Borsa di Zurigo raccogliendo 105 milioni di franchi svizzeri (circa 90 milioni di euro). In quarta posizione c’è un’altra Ipo, ma questa volta messa a segno in Italia. È quella di Triboo Media, società specializzata nella pianificazione strategica di pubblicità online ed editoria digitale, che a marzo ha debuttato su AIM Italia, il mercato di Borsa Italiana dedicata alle piccole e medie imprese, raccogliendo 24 milioni di euro.

Alcune menzioni le hanno ricevute anche YouReporter (la piattaforma per giornalisti non professionisti, acquisita in marzo da Rcs MediaGroup per un prezzo che si aggirerebbe sui 2,5 milioni di euro), Passpack (la società di gestione password rilevata dall’americana Kemesa a gennaio), Html (editore di siti tematici acquisita a giugno da Triboo Media per 10,85 milioni di euro), Cibando (servizio online per la ricerca di ristoranti comprato dal gigante indiano Zomato all’interno di un investimento complessivo in Italia del valore di 6 milioni di dollari, Expert System (società sviluppatrice di software di web semantico che si è quotata a febbraio su AIM di Borsa Italiana raccogliendo complessivamente 27 milioni di euro), MailUp (società di direct marketing che ha debuttato sul mercato AIM raccogliendo 3 milioni di euro), Kiver (agenzia di digital marketing rilevata a dicembre al 75% da Mondadori) e Paperlit (piattaforma americana per l’editoria digitale acquisita da una startup italiana, Appsbuilder).

Abbiamo scritto che le exit segnalate come le più importanti del 2014 sono state, a parere del nostro panel, quelle di Facile.it e Prestiamoci. Ma l’exit che ha ricevuto il maggior numero di voti è stata un’altra: Eos. È stata la risposta più frequente tra quasi tutti i giurati. Peccato che la cessione della società di Silvano Spinelli alla Clovis Oncology sia avvenuta a fine 2013.

Una possibile interpretazione di questo paradosso (rispondere con un fatto del 2013 a una domanda sul 2014) è che dopo un’exit di quelle proporzioni, le altre successive rischiano di passare in secondo piano. Oppure, che l’onda lunga di fiducia generata da quell’operazione ha fatto percepire l’exit come più recente di quanto non lo fosse in realtà.

Da segnalare anche la risposta di uno dei componenti del panel: “Ben vengano gli investimenti dall’estero e i fondi di venture capital. Ma non si può dire che nel 2014 ci sia stata un’exit migliore di un’altra. Le startup devono puntare a consolidarsi come vere imprese piuttosto che sperare di essere acquisite da aziende più grandi, spesso straniere”. Un argomento su cui EconomyUp tornerà presto per un approfondimento.

Hanno partecipato al sondaggio:Anna Amati (vicepresidente di Meta Group e coordinatrice responsabile del Global Entrepreneurship Congress 2015 a Milano), Emil Abirascid (giornalista, fondatore di Startupbusiness), Federico Barilli (segretario generale di Italia Startup), Marco Bicocchi Pichi (business angel e consigliere di Italia Startup con delega all’internazionalizzazione), Luigi Capello (ceo di LVenture Group e fondatore di Luiss Enlabs), Gianmarco Carnovale (presidente di Roma Startup), Ermanno Cece (blogger, fondatore di FinSMEs), Davide Dattoli (co-fondatore di Talent Garden), Andrea Di Camillo (managing director di P101), Enrico Gasperini (fondatore e ceo di Digital Magics), Massimiliano Magrini (co-fondatore e managing partner di United Ventures), Salvo Mizzi (amministratore delegato di Tim Ventures), Alberto Onetti (presidente della Fondazione Mind the Bridge e coordinatore di Startup Europe Partnership), Pierluigi Paracchi (partner di Medixea Capital, presidente e ceo di Genenta Science), Massimo Russo (direttore di Wired Italia), Fabrizio Sammarco (amministratore delegato di ItaliaCamp), Chiara Spinelli (esperta di crowdfunding e digital champion).

 

Articoli correlati