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OPEN INNOVATION

Auto senza conducente: l’incidente mortale in Arizona e l’innovazione di Volvo

di Patrizia Licata

20 Mar 2018

Grande clamore ha suscitato il caso della donna rimasta vittima di una self driving car di Uber. L’auto era una Volvo Xc90. Ma la casa automobilistica persegue nelle sue strategie innovative. L’ultima: il Volvo Cars Tech Fund, che investirà in startup impegnate in AI, elettrificazione, mobilità digitale. E guida autonoma

Non si placa il clamore intorno all’incidente mortale causato nei giorni scorsi in Arizona da un’auto a guida autonoma di Uber: la vittima, una donna di 49 anni di Tempe, in Arizona, stava attraversando un incrocio spingendo una bicicletta a mano, la macchina che viaggiava in modalità autonoma per qualche motivo non è riuscita ad evitarla ed evidentemente il pilota-tester a bordo del veicolo non è stato in grado riprendere il controllo in tempo per evitare la collisione. L’automobile era una Volvo Xc90.  Le sperimentazioni in corso a Tempe, Pittsburgh, San Francisco e Toronto sono state bloccate, mentre si sono levate voci di allarme e preoccupazione da tutto il mondo. E’ la seconda volta, ad un anno di distanza,  che un’auto di Uber  – sempre una Volvo XC90 – viene coinvolta in un incidente, sebbene nel 2017 non ci siano state vittime.

Ma Volvo Cars continua nella su ricerca di innovazione. Il gruppo automobilistico nato in Svezia e oggi di proprietà cinese va a caccia di tecnologie ad alto valore strategico con un nuovo fondo di investimento chiamato Volvo Cars Tech Fund, attraverso il quale infonderà capitali in startup selezionate in tutto il mondo capaci di portare innovazione nei veicoli Volvo.

“L’obiettivo del Volvo Cars Tech Fund è investire in trend tecnologici in grado di trasformare l’industria, come intelligenza artificiale, elettrificazione, guida autonoma e servizi digitali per la mobilità ” si legge in una nota per la stampa. “Il lancio di Volvo Cars Tech Fund fa parte della costante spinta all’innovazione e accelera la digital transformation del gruppo”.

Primo investimento in Silicon Valley

Il primo investimento strategico del Volvo Cars Tech Fund è un seed round in una società hitech californiana (di cui non è stato svelato il nome) che sviluppa sensori avanzati. La scelta sottolinea “la crescente presenza di Volvo Cars nell’hub tecnologico della Silicon Valley“, afferma il costruttore. Già da un anno Volvo ha intensificato le attività in California connesse con i servizi digitali per la mobilità: ha aperto il  Volvo Cars Silicon Valley Technology Center e, a settembre 2017, ha acquisito la startup californiana Luxe che offre un servizio di “parcheggiatore” on-demand (valet parking), un’operazione con cui Volvo ha incorporato anche software avanzati e ingegneri esperti in scienza dei dati e sviluppo di app mobili.

Tutta l’innovazione Made in Volvo

Fondata nel 1927 in Svezia, Volvo Cars è stata acquisita da Geely nel 2010 e ha fortemente indirizzato la sua strategia verso la trasformazione digitale e la presenza internazionale, come dimostra la scala globale del nuovo Volvo Cars Tech Fund. Già a metà 2016 Volvo si era alleata negli Stati Uniti con Uber per un investimento congiunto di 300 milioni di dollari dedicati allo sviluppo di tecnologie per le auto a guida autonoma.

Uber e Volvo insieme sulle strade di Pittsburgh con i taxi senza driver

A fine 2017 l’alleanza si è rinsaldata con un accordo grazie al quale Volvo fornirà 24.000 veicoli dal 2019 al 2021 a Uber per la sua prossima flotta driverless (tecnologie di Uber su Suv XC90 di Volvo). Separatamente Volvo lavora alle sue tecnologie per l’assistenza avanzata alla guida e l’automazione dei veicoli tramite Zenuity, una joint venture formata con Autoliv (colosso svedese della componentistica) e attiva da agosto scorso. L’obiettivo, come dichiarato dal Ceo di Volvo Hakan Samuelsson, è produrre auto a guida autonoma di livello 3 entro il 2021.

Il futuro dell’auto: i progetti di tutti i grandi costruttori da qui al 2020

Il valore strategico del Tech Fund

Col Volvo Cars Tech Fund “vogliamo investire in aziende che possono darci accesso a nuove tecnologie e talenti”, spiega Zaki Fasihuddin, Vice president of Strategic partnerships del Volvo Cars Silicon Valley Technology Center e ora anche Ceo del Volvo Cars Tech Fund. “Diamo sostegno a giovani imprese che rappresentano l’avanguardia tecnologica fornendo capitali e valore strategico e rafforziamo il nostro ruolo di guida della trasformazione tecnologica dell’industria dell’auto”. Le startup che parteciperanno al Tech Fund di Volvo avranno un fondamentale vantaggio, oltre ai capitali e all’accelerazione dei tempi di sviluppo tecnologico: otterranno accesso facilitato al mercato cinese dell’auto, il più grande al mondo, un primato che tocca sia le automobili tradizionali che quelle elettriche: 25 milioni di auto immatricolate nel 2017  e oltre 600.000 auto elettriche vendute.

Motori elettrici e automazione

Il gruppo Geely è molto ben posizionato in Cina: è il quarto maggior costruttore per volumi di vendita (1,2 milioni di unità nel 2017, includendo i marchi Geely Auto, Volvo, Lynk, Proton e Lotus) e ha messo a segno una crescita del 60,5% l’anno scorso rispetto al 2016; inoltre, in linea con la spinta di Pechino verso l’elettrificazione dei trasporti, Volvo ha annunciato che dal 2019 commercializzerà solo nuovi modelli con motore elettrico: ne ha già in cantiere cinque, che porterà sul mercato entro il 2021 e che includeranno, come abbiamo visto, molte funzionalità driverless.

Patrizia Licata

Giornalista freelance. Laureata in Lettere, specializzata sui temi dell'hitech e della digital economy, dell'energia e dell'automotive. Scrivo dal 2007 anche per CorCom, parte del gruppo Digital360

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