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AUTO E TECNOLOGIA

Smart & Connected Car, un Osservatorio sui nuovi business attorno ai veicoli connessi



L’auto resta uno dei pilastri dell’economia. Per capire il suo futuro e i cambiamenti nella catena del valore è nato l’Osservatorio Smart & Connected Car del Polimi. “La frontiera più promettente è quella dei servizi abilitati dai e nei veicoli connessi “, dice il responsabile scientifico Giovanni Miragliotta

di Giovanni Iozzia

18 Nov 2019


L’auto è stata, e resta ancora oggi, uno dei pilastri dell’economia italiana: lo capiamo adesso che si cominciano a sentire i primi scricchioli nella filiera, con le prime chiusure di stabilimenti dedicati alla produzione di componentistica per motori tradizionali ed il consolidamento a livello globale, come emerge dalla prospettata fusione FCA-Peugeot.

Le tecnologie digitali stanno ridisegnando l’idea stessa di auto e il nostro modo di muoverci, dentro e fuori le città: auto connessa, sharing mobility e, in prospettiva, i veicoli a guida autonoma sfidano i tradizionali perimetri di business dei player della mobilità e aprono scenari impensabili con grandi opportunità di innovazione.  E’ dunque importante capire come sarà il futuro dell’auto e in genere dei servizi di mobilità.

Osservatorio Smart & Connected Car, gli obiettivi

“Il nostro obiettivo è proprio seguire i cambiamenti della catena del valore e quali ecosistemi si creano e si creeranno attorno al veicolo connesso”, dice Giovanni Miragliotta, docente del Politecnico di Milano e responsabile scientifico dell’Osservatorio Smart & Connected Car. “Questo lavoro va fatto con una forte attenzione alle dinamiche internazionali, perché quello dell’auto è un mondo che necessariamente guarda oltre i confini delle singole nazioni, ma con una forte attenzione alle dinamiche nazionali, le quali sono necessariamente specifiche, e fortemente dipendenti dal contesto”.

Giovanni Miragliotta

Si tratta di un nuovo Osservatorio nella galassia degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano e nasce come spin-off di uno attivo già da quasi dieci anni, quello sull’Internet of Things. “In questo contesto abbiamo cominciato a studiare e seguire l’evoluzione delle tecnologie digitali nell’industria automobilistica”, ricorda Miragliotta. “Adesso il mercato si è talmente sviluppato e il tema è così rilevante, da meritare un osservatorio dedicato”.

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In occasione del lancio dell’Osservatorio, sono stati presentati i primi dati frutto dei primi mesi di lavoro. E i numeri dicono di una decisa crescita degli investimenti in startup che lavorano su soluzioni collegate ai veicoli intelligenti ma anche delle difficoltà che queste incontrano.

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I nuovi servizi abilitati dai e nei veicoli connessi

Quando si dice “smart car” si intende tutto il mondo dei veicoli intelligenti e connessi, dalle auto quindi fino ai monopattini, spiega Miragliotta, che aggiunge: “La frontiera più affascinante e promettente è quella dei nuovi servizi che possono essere abilitati dai e nei veicoli connessi, dai più semplici di infomobilità a quelli più avanzati relativi alla sicurezza o all’intrattenimento a bordo”. “Quello che serve, per gli operatori del settore”, continua Miragliotta, “è capire come le nuove tecnologie, e le loro dinamiche, permettono già ora di reimmaginare la mobilità ed i servizi ad essa collegati, in attesa dell’auto a guida autonoma.”

“Artificial Intelligence, Internet of Things, 5G contribuiscono tutti ad accelerare la trasformazione dei veicoli e della mobilità, su questo non c’è alcun dubbio”, conclude Miragliotta. “Si tratta di capire temi, modi ed effetti di questa trasformazione, che è solo agli inizi. Ed è questo il lavoro che ci aspetta con l’Osservatorio Smart & Connected Car”.

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Giovanni Iozzia

Ho studiato sociologia ma da sempre faccio il giornalista e seguo la tecnologia . Sono stato direttore di Capital, vicedirettore di Chi e condirettore di PanoramaEconomy.