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MERCATO

FCA – Renault, tutta l’innovazione che verrà dalla fusione



Creare il terzo gruppo automobilistico del mondo (con 8,7 milioni di veicoli venduti all’anno, 170 miliardi di ricavi, oltre 8 miliardi di utile netto) e puntare su connettività, elettrico e veicoli a guida autonoma: tutti i dettagli della importante operazione che cambierà il paesaggio dell’automotive globale

28 Mag 2019


Creare uno dei principali gruppi automobilistici al mondo. È questo l’obiettivo della proposta di fusione presentata da FCA a Groupe Renault. Secondo quanto riporta una nota di FCA, la fusione mira a far crescere i due player “in particolar modo nello sviluppo e nella commercializzazione di nuove tecnologie”. Nello specifico, puntualizza FCA, “Il razionale dell’aggregazione è anche rafforzato dal bisogno di prendere decisioni coraggiose per cogliere su larga scala le opportunità che si sono create nel settore automobilistico in campi come la connettività, l’elettrico e i veicoli a guida autonoma”.  I francesi si sono detti interessati alla proposta, ma la risposta definitiva non è ancora arrivata.

La fusione porterebbe alla creazione del terzo gruppo più grande al mondo, dopo Volkswagen e Toyota, con 8,7 milioni di veicoli venduti all’anno, 170 miliardi di ricavi, oltre 8 miliardi di utile netto. Ma potrebbe diventare il primo gruppo più grande al mondo se alla nuova alleanza dovessero unirsi anche i partner Nissan e Mitsubishi, vendendo più di 15 milioni di veicoli annui.

Ricordiamo, infatti, che il Gruppo Renault, Nissan Motor e Mitsubishi Motors costituiscono la più grande alleanza automobilistica mondiale. Si tratta della partnership interculturale più antica e produttiva dell’industria automobilistica. Nel 2018, le vendite cumulate dei tre partner hanno superato i 10,7 milioni di veicoli in circa 200 Paesi. I partner sono focalizzati sulla collaborazione e l’ottimizzazione delle sinergie, al fine di accrescere al massimo la competitività. Essi hanno siglato, inoltre, accordi di collaborazione strategica con altri costruttori, tra cui Daimler (Germania) e mobilità e le tecnologie innovative del veicolo autonomo, connesso e accessibile del prossimo futuro.

Ecco perché se la proposta di FCA dovesse estendersi anche a Nissan e poi a Mitsubishi nascerebbe un vero colosso dell’auto. Non solo.

La fusione tra FCA e Renault darebbe vita anche a un colosso dell’innovazione che spingerebbe, da una parte sui veicoli elettrici grazie a Renault, dall’altra sull’auto a guida autonoma grazie all’accordo tra FCA e Google.

(QUI L’INTERVENTO DI FERDINANDO PENNAROLA SULLA FUSIONE FCA- RENAULT)

Fusione FCA – Renault: i numeri del nuovo colosso dell’auto

L’aggregazione proposta creerebbe uno dei principali produttori di auto al mondo in termini di fatturato, volumi, redditività e tecnologia a beneficio dei rispettivi azionisti e degli stakeholder delle società. La Società risultante venderebbe annualmente circa 8,7 milioni di veicoli, sarebbe un leader mondiale nelle tecnologie EV, nei marchi premium, nei SUV, nei pickup e nei veicoli commerciali e avrebbe una più ampia e più bilanciata presenza globale rispetto a quella che ciascuna società ha da sola.

I benefici dell’operazione proposta non si otterrebbero con la chiusura di stabilimenti ma deriverebbero da investimenti più efficienti in termini di utilizzo del capitale in piattaforme globali dei veicoli, in architetture, in sistemi di propulsione e in tecnologie.

Secondo i termini della proposta, gli azionisti di ciascuna società riceverebbero una quota azionaria equivalente nella Società risultante dalla fusione. L’aggregazione verrebbe effettuata come operazione di fusione sotto una capogruppo olandese. Il Consiglio di Amministrazione della Società risultante dalla fusione sarebbe inizialmente composto da 11 membri con una maggioranza di consiglieri indipendenti e con un numero uguale di consiglieri, 4 ciascuna, in rappresentanza di FCA e Groupe Renault ed uno designato da Nissan. Inoltre, non sarebbero trasferiti i diritti di doppio voto oggi esistenti.

I benefici derivanti dalla combinazione delle due attività – riporta una nota pubblicata sul sito di FCA – sarebbero condivisi per il 50% dagli attuali azionisti di FCA e per il 50% dagli attuali azionisti di Groupe Renault. Prima che l’operazione sia completata, per attenuare la disparità dei valori sul mercato azionario, gli azionisti di FCA riceverebbero anche un dividendo di 2,5 miliardi di euro. Inoltre, prima del completamento dell’operazione, sarebbero distribuite agli azionisti di FCA le azioni Comau oppure un dividendo aggiuntivo di 250 milioni di euro se lo spin-off di Comau non dovesse avere corso.

Dal punto di vista geografico, in base alle vendite globali di FCA e di Groupe Renault del 2018, la Società risultante dalla fusione sarebbe la quarta nel Nord America, la seconda in EMEA e la prima in America Latina e avrebbe maggiori risorse necessarie per accrescere la propria presenza nella regione APAC. Su una semplice base aggregata, sulla base dei risultati 2018, i ricavi della Società risultante dalla fusione sarebbero quasi 170 miliardi di euro con un utile operativo di oltre 10 miliardi e un utile netto di oltre 8 miliardi.

Le ulteriori sinergie derivanti dalla fusione di FCA e Groupe Renault che dovrebbero maturare per Nissan e Mitsubishi semplicemente per la loro appartenenza all’Alleanza sono stimate in un valore intorno ad 1 miliardo incrementale su base annua.

FCA – Renault, un colosso dell’innovazione

Come accennato, l’obiettivo delle fusione creare la terza società automobilistica globale, con un marchio e una presenza geografica ampia, complementare e forte, ma anche con importanti punti di forza nelle nuove tecnologie, in particolare veicoli elettrici e a auto a guida autonoma. Dalla fusione nascerebbe un colosso dell’innovazione nel mondo dell’auto: sia FCA che Renault, infatti, nell’ultimo periodo hanno investito molto sull’innovazione dell’industria delle quattro ruote, partecipando in maniera attiva alla digital disruption del settore. Vediamo, allora, quali sono le principali innovazioni di FCA e di Renault.

FCA e l’innovazione

FCA e la guida autonoma

FCA è uno dei protagonisti nella mobilità del futuro e ha avviato una collaborazione con Waymo (società lanciata da Google) per un progetto rivoluzionario che la realizzazione nell’immediato di veicoli ad alta automazione (livello 4). Waymo – riporta FCA sul suo sito – sta aggiungendo migliaia di Chrysler Pacifica Hybrid alla sua flotta di 600 veicoli, per il lancio del primo servizio al mondo di taxi senza guidatore. Inoltre è stato firmato un accordo con Waymo che prevede la fornitura di 62.000 ulteriori minivan Pacifica Hybrid e una collaborazione per lo sviluppo di quello che sarà il primo sistema totalmente autonomo sul mercato sia per clienti privati che per le flotte.

Il marchio Maserati offre già la funzionalità di sicurezza Highway Assist, ovvero di assistenza in autostrada, un supporto al guidatore che a questo livello rimane ancora al controllo del veicolo.

FCA inoltre, ha siglato protocollo d’intesa per unirsi a BMW Group, Intel e Mobileye nello sviluppo di una piattaforma di guida autonoma all’avanguardia: sarà utilizzabile per la guida automatizzata dal livello di alta automazione a quello di piena automazione e potrà essere impiegata da diversi costruttori automobilistici nel mondo, pur mantenendo inalterata l’identità specifica dei rispettivi marchi.

Fiat Chrystler Automobilies, inoltre, sta ampliando la collaborazione con APTIV, con un focus su analisi e progetti di sviluppo su diverse tecnologie di guida autonoma con l’obiettivo di applicare il sistema di Livello 2+ di APTIV sui propri veicoli premium e alto di gamma a partire dal 2020.

FCA e il car sharing

Enjoy è il servizio di car sharing che in alcune città italiane mette a disposizione degli automobilisti una flotta di veicoli Fiat.

Il servizio è stato lanciato a Milano alla fine del 2013 dal gruppo Eni in collaborazione con FCA, che ha fornito oltre 2.400 vetture. La partnership è stata rinnovata nel 2017.

Nel 2018 la flotta di Enjoy si è ampliata (in fase di test) includendo i veicoli commerciali leggeri Fiat Professional Doblò per il nuovo servizio Enjoy Cargo. Il 20% della flotta di Fiat Doblò è ora alimentato a GNC.

Il servizio, dalla registrazione al noleggio, è gestito online tramite un’applicazione per smartphone.

FCA e la connettività

Entro 2022 tutti i nuovi veicoli che usciranno dagli stabilimenti potranno essere connessi, si legge sul portale dell’azienda.

Tra i servizi sui quali FCA sta scommettendo per l’auto connessa c’è  Uconnect® che permette al guidatore di effettuare servizi da remoto (usando il telefono si può aprire o chiudere il veicolo, avviare il motore prima di lasciare l’ufficio o, in caso di emergenza, attivare l’allarme a distanza), di modificare la posizione dei sedili o la temperatura dell’abitacolo, di scegliere un canale radio, fare una telefonata, inviare e ricevere messaggi, ricevere indicazioni stradali ottimizzate in base alle condizioni del traffico e avere accesso ad applicazioni audio sul proprio telefonino, senza mai distrarsi dalla guida.

Renault e l’innovazione

Renault e l’Open innovation

Nel gennaio del 2018 Renault, Nissan e Mitsubishi hanno lanciato un fondo di corporate venture capital di 1 miliardo da investire in 5 anni in iniziative di open innovation. Nel primo anno di attività, secondo una nota dell’Alleanza, il fondo avrebbe dovuto investire fino a 200 milioni in startup e partnership per l’open innovation focalizzate sulla nuova mobilità (elettrificazione, sistemi autonomi, connettività e intelligenza artificiale), investendo poi 200 milioni l’anno fino al 2022.

La prima scommessa del fondo, spiegava l’anno scorso Alliance Ventures, era un investimento strategico su Ionic Materials, una “promettente azienda statunitense che sta sviluppando polimeri per batterie a stato solido senza cobalto”, un materiale rivoluzionario che consentirà di “migliorare le performance e i costi delle batterie ad alta energia per il settore automotive e per altre applicazioni”.

Le prime auto connesse con il cloud Microsoft

Lo scorso aprile, Renault-Nissan-Mitsubishi ha lanciato Alliance Intelligent Cloud, una nuova piattaforma che consentirà a Renault, Nissan e Mitsubishi Motors di fornire servizi connessi a bordo dei veicoli venduti in quasi tutti i 200 mercati coperti dalle aziende facenti parte dell’Alleanza. Risultato degli sviluppi portati avanti congiuntamente dall’Alleanza e Microsoft, il programma per veicoli connessi più ambizioso di tutta l’industria automobilistica sarà realizzato grazie alle tecnologie Cloud, di intelligenza artificiale e di Internet of Things fornite da Microsoft Azure. Azure propone all’Alleanza una piattaforma mondiale destinata a raccogliere, gestire ed analizzare enormi volumi di dati generati dai veicoli connessi per fornire servizi intelligenti. Nuova Renault Clio e Nissan LEAF saranno dotate, da fine 2019, di servizi connessi in Europa e in Giappone.

Renault e le auto elettriche

Nel 2022 Renault punta a raggiungere una quota di vendita di 5 milioni di veicoli, il 44% in più rispetto al 2016, puntando sui motori ibridi e, soprattutto, su quelli elettrici. La casa francese ha infatti annunciato che entro i prossimi 5 anni, nell’ambito del piano “Drive the future”, 8 veicoli del gruppo (che oltre al marchio Renault comprende anche Dacia, Alpine, Lada e Samsung Motors) saranno al 100% elettrici.

Per centrare il risultato previsto, Renault intende ampliare la propria presenza internazionale, soprattutto fuori dall’Europa, accelerando le proprie attività in Russia, in Cina e, possibilmente, anche in Brasile, India e Iran. Forti anche gli investimenti in R&S: il gruppo ha stanziato 18 miliardi in 6 anni (a partire dal 2017) per lanciare gli otto modelli elettrici e altri 12 ibridi in collaborazione con Nissan e Mitsubishi. Tra i progetti futuri, il lancio di 15 veicoli a guida autonoma e un servizio di taxi robotizzato.

Il cruscotto “Android-only” per le auto Renault-Nissan

Nel 2018, secondo quanto riporta CorCom, le case automobilistiche RenaultNissan e Mitsubishi hanno annunciato una partnership tecnologica con Google che porterà il sistema operativo Android direttamente nel cruscotto dei loro veicoli. Senza necessità di collegare lo smartphone all’auto gli utenti di Google ritroveranno direttamente installate nei veicoli Renault, Nissan e Mitsubishi (a loro volta legate da un’alleanza commerciale) le numerose applicazioni mobili di Big G, come le mappe, il navigatore, la posta, la musica e la Google Assistant.

La partnership – puntualizza CorCom – segna una svolta per l’ecosistema Android Auto e l’ingresso di Google nei veicoli: al momento per avere le app di Android occorre nella maggior parte dei casi collegare lo smartphone al cruscotto (lo stesso vale per il sistema CarPlay di Apple). I costruttori d’auto hanno finora opposto resistenza all’invasione dei colossi del digitale nel loro territorio, preoccupati di proteggere sia il brand sia i dati dei propri clienti. L’accordo con Google vuol dire non solo affiancare ai marchi Nissan, Renault e Mitsubishi quello di Google, ma condividere con Mountain View i dati.