LA GUIDA

Mobilità elettrica: cos’è, vantaggi per il clima ed ecosostenibilità



Tutto sulla mobilità elettrica: cosa significa, i modelli di auto, la ricarica, i vantaggi, l’impatto sull’ambiente

di Pierluigi Sandonnini

Pubblicato il 01 Dic 2022


Mobilità elettrica

La mobilità elettrica può contribuire ad affrontare una tra le più importanti sfide future che l’umanità è chiamata ad affrontare: la riduzione delle emissioni di gas serra e principalmente di CO2 come strategia di lotta ai cambiamenti climatici.

L’Europa ha raccolto questa sfida e ha provato a trasformarla in una grande opportunità di modernizzazione che possa consentire sia di proteggere i cittadini sia di rafforzare la competitività, a partire proprio da una strategia a zero emissioni basata sulla mobilità elettrica. Vediamo come.

Cosa vuol dire mobilità elettrica? 

Secondo la definizione data da Gartner, la mobilità elettrica (o e-mobility)  “rappresenta il concetto di utilizzo di tecnologie di propulsione elettrica, informazioni a bordo veicolo e tecnologie di comunicazione e infrastrutture connesse per consentire la propulsione elettrica di veicoli e flotte“.

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Occorre poi sottolineare che le cosiddette tecnologie powertrain includono veicoli completamente elettrici e ibridi plug-in, nonché veicoli alimentati con celle di combustibile a idrogeno (che genera elettricità).

La mobilità elettrica è considerata una tendenza moderna, ma a essere precisi non si tratta di un’invenzione recente. Nel 1867, prima dell’avvento del motore a combustione, Werner von Siemens presentò all’Esposizione Universale di Parigi il suo generatore elettrico basato sul principio dinamo-elettrico. L’invenzione ha permesso la generazione flessibile e a basso costo di elettricità ovunque sia necessaria e quindi l’elettrificazione nella vita quotidiana, nell’industria e anche nei veicoli.

Breve storia della mobilità elettrica 

Le prime auto con motore elettrico furono presentate alla fine del XIX secolo. Quella del belga Camille Jenatzy stabilì addirittura un record nel 1899: fu il primo veicolo stradale di qualsiasi tipo a raggiungere una velocità di 100 km/h. Dalla fine dell’Ottocento, treni e tram sono stati alimentati con energia elettrica da linee aeree e rotaie. I dati dell’anno 1900 mostrano che le auto elettriche erano ancora diffuse all’inizio del XX secolo: il 22% dei veicoli sulle strade degli Stati Uniti aveva un motore a combustione, il 40% era a vapore e il 38% era alimentato elettricamente. Allora il motore a combustione aveva uno svantaggio: occorreva uno sforzo notevole per mettere in moto i veicoli. Quando fu inventato l’avviamento elettrico, nel 1911, le cose cambiarono radicalmente.

Da allora in poi, i veicoli elettrici sono stati relegati a una nicchia, anche se non sono mai completamente scomparsi. A metà degli anni 1990 è arrivato sul mercato un modello ibrido, la Toyota Prius. Nel 2008, una Roadster californiana è diventata la prima e-car su strada adatta per autostrade e distanze più lunghe.

Mobilità elettrica in Italia e Europa: le  immatricolazioni

Se il 2021 è stato un anno positivo per le mobilità elettrica in Italia,  con un incremento delle immatricolazioni, il 2022 ha fatto registrare un’inversione di tendenza. Le BEV (battery electric vehicle), le auto a batteria  immatricolate a ottobre 2022, secondo i dati diffusi da e-Motus, sono state 3.672 ossia -48% rispetto al 2021. In totale, in Italia, circolano 160.000 auto elettriche.

I risultati non sono del tutto positivi nemmeno riguardo ai veicoli elettrici ibrido plug-in o Phev (Plug in Hybrid Electric Vehicle). A scontare un contrazione delle immatricolazioni è tutto il comparto delle PEV Plug-in Electric Vehicle, ossia la somma tra BEV e Phev. 

Italia in controtendenza rispetto all’Europa

Sembrerebbe che il 2022 sia partito male nel nostro Paese, con un primo trimestre in negativo, per via dell’assenza degli incentivi statali. In realtà, sui veicoli elettrici l’Italia si mostra generalmente in ritardo rispetto agli altri mercati europei: Germania, Spagna, Francia, Belgio, Olanda e Regno Unito, da gennaio a settembre 2022, hanno fatto registrare un incremento di vendite di auto elettriche rispetto al 2021:

  • Germania: 44.418 (+31,74% rispetto al settembre 2021)
  • Regno Unito: 38.116 (+16,49%)
  • Francia: 22.485 (+31,33%)
  • Olanda: 6.086 (+16,93%)
  • Belgio: 3.797 (+45,9%)
  • Italia 5.075 (-40,10%)
  • Spagna 3.332 (+14,11%)
BEV immatricolazioni auto elettriche in Europa a settembre 2022
Fonte dati: Motus-e

La Germania, ad esempio, vanta un numero di BEV immatricolate oltre 10 volte superiore a quello dell’Italia:  già al mese di marzo 2022, con un total market circa tre volte superiore.

Le auto elettriche più vendute in Italia 

Le BEV più vendute in Italia a ottobre 2022 sono state:

  • Fiat 500 E: 5.585 unità
  • Smart ForTwo: 3. 626 unità
  • Tesla Model Y: 2.779 unità
  • Dacia Spring: 2.243 unità
  • Renault Twingo: 2.074 unità

 

I modelli di auto elettriche BEV più vendute in Italia a ottobre 2022
I modelli di auto elettriche più vendute in Italia a ottobre 22- fonte dati: Motus-e

Per quanto riguarda le ibride plug-in, al primo posto nel mese di ottobre 2022 si posiziona per la prima volta un’auto che non è in vendita ma a noleggio: la Lynk & CO 01 viene infatti prenotata dall’app Lynk & Co. e l’azienda può anche consegnarla a domicilio. Il servizio viene pagato di mese in mese e se ci sono giorni in cui non si prevede di usarla può essere ridistribuita sotto forma di car sharing privato, fissandone il prezzo.

La classifica delle auto ibride plug-in più vendute di ottobre 2022 è:

  • Lynk & Co 01 (930)
  • Jeep Renegade (800)
  • Jeep Compass (557)
  • Volvo XC40 (455)
  • Audi Q3 (242)

Bicicletta elettrica

La pandemia e la riscoperta delle attività all’aperto, oltre alla necessità di una mobilità più sostenibile, ma anche il bonus bici promosso 2 anni fa dal governo Conte, hanno spinto all’uso della bicicletta. Molti hanno optato per quella elettrica. Secondo il sondaggio “State of the Nation” di Shimano diffuso nelle primavera 2022, il 39% della popolazione italiana sarebbe propensa all’acquisto di una bicicletta elettrica nei prossimi 12 mesi. La ragione? Per il 55% degli intervistati si tratta di un’ottima alternativa ai mezzi di trasporto pubblici.

Differenza tra bici elettrica e a pedalata assistita

Una bicicletta elettrica, o e-bike, è definita come un mezzo equiparabile alla bicicletta tradizionale, provvisto di assistenza alla pedalata. Si tratta di un veicolo a velocità limitata, utilizzabile da chiunque senza bisogno di casco o patentino. Per bici elettrica si intende quindi solitamente quella a pedalata assistita. Esiste però anche una seconda categoria con cui ci si potrebbe confondere: la bicicletta elettrica con sistema di accelerazione.

La bicicletta elettrica a pedalata assistita è quella considerata a norma di legge, provvista di una centralina elettronica intelligente che capisce quando il guidatore sta impiegando i pedali e quando no ed attiva il motore elettrico solamente nel caso in cui i pedali risultino in movimento. Non c’è quindi una sostituzione totale della pedalata con il motore.

La bicicletta con sistema di accelerazione si distingue da quella a pedalata assistita in quanto è dotata di un motore elettrico azionato da una leva acceleratrice, generalemente posizionata sul manubrio, che permette di accelerare indipendentemente dall’uso di pedali. Questo tipo di veicolo, tuttavia, non è propriamente una bicicletta elettrica, ma è categorizzato come motorino elettrico. Deve quindi sottostare alle norme dei veicoli a motore, che includono l’obbligo di patentino, casco, omologazione del veicolo, targa ed assicurazione.

Come l’unione Europea promuove la mobilità elettrica

I trasporti sono la causa di un quarto di tutte le emissioni di gas serra in Europa e dunque il potenziamento della mobilità elettrica rappresenta l’aspetto fondamentale per il raggiungimento della neutralità climatica. L’Unione Europea ha fissato due obiettivi molto ambiziosi per ottenere un pareggio delle emissioni: ridurre le emissioni di gas a effetto serra di almeno il 55% entro il 2030 con Fit for 55%  (Pronti per il 55% ) e raggiungere la neutralità climatica entro il 2050.

Questi due obiettivi rientrano nell’ampio piano Green Deal europeo annunciato nel 2019, ossia un progetto a lungo termine che porterà l’Unione europea a essere climaticamente neutrale (cioè a realizzare la parità con le emissioni assorbite al 2050) e per questo si è reso necessario rivedere la riduzione dei trasporti basati sui combustibili fossili (petrolio, gas, ecc.).

Entro il 2030 sulle strade europee dovranno circolare almeno 30 milioni di veicoli a emissioni zero, il che comporta che dovremo assistere a un’impennata di produzione e vendite di veicoli elettrici. Attualmente in Europa circolano circa 4,4 milioni di veicoli elettrici e dunque il raggiungimento di questo obiettivo entro 8 anni richiederà uno sforzo notevole. Per accelerare la transizione ecologica verso la mobilità elettrica, il trilogo (Commissione, Parlamento e Consiglio) ha approvato il 28 ottobre 2022 la fine delle immatricolazioni di veicoli a benzina e diesel con una rivalutazione del 2026.

Stazioni di ricarica per auto elettriche in tutta Europa

Con la Direttiva sulle Infrastrutture per i Carburanti Alternativi (AFID) l’Europa si è dotata di una misura che mira alla diffusione, facilmente accessibile, di stazioni di ricarica per i veicoli elettrici.

Gli Stati membri sono tenuti a stabilire i loro obiettivi di diffusione fino al 2030 rispettando indicativamente il rapporto di 1 stazione di ricarica ogni 10 auto elettriche.

Il Green Deal più precisamente fissa l’obiettivo di 1 milione di punti di ricarica elettrici accessibili al pubblico installati entro il 2025. Con l’AFID è stabilito inoltre anche l’obiettivo per la diffusione dei caricabatterie lungo la rete transeuropea di trasporto (TEN-T).

In totale sul piatto sono stati messi: 750 miliardi di euro di cui 20 miliardi miliardi di euro per incentivare le vendite di veicoli elettrici e i restanti destinati alla costruzione delle infrastrutture di ricarica.

Come funziona la mobilità elettrica? 

Le auto elettriche offrono prestazioni elevate e hanno un’efficienza molto più alta rispetto ai veicoli con motore a combustione: il rapporto tra l’energia immessa e quella utilizzata è di circa il 90% per i propulsori elettrici, contro il 35% dei motori a benzina e il 45% dei motori diesel.

In questi casi il resto viene perso come calore. Ulteriori vantaggi: poiché è disponibile immediatamente una coppia elevata, le auto elettriche possono accelerare più velocemente partendo da 0. Possono anche ottenere energia con l’aiuto dell’inverter, ad esempio quando frenano, e fornirla alla batteria. Le auto elettriche, inoltre, godono di speciali diritti in alcuni paesi e città (parcheggi, tassa di circolazione, zone a traffico limitato).

Auto elettriche: come sono fatte

Batterie in un auto elettrica

In un’auto elettrica l’energia è immagazzinata in una batteria ricaricabile. Un dispositivo denominato inverter converte poi la corrente continua della batteria in corrente alternata per far funzionare il motore elettrico. Più efficiente è questa conversione, più a lungo un’auto può viaggiare con una carica completa della batteria. Infine, il motore elettrico converte l’energia elettrica in energia meccanica, azionando le ruote.

Altro componente principale di un’auto elettrica è il convertitore DC-DC, che converte in modo efficiente l’alta tensione della batteria (100-400 volt o più) in una tensione molto più bassa (12 o 48 volt) per i componenti elettronici.

Come si ricarica un’auto elettrica e in quanto tempo?

Ricarica domestica per auto elettrica

Un’auto elettrica deve essere ricaricata utilizzando un’apposita colonnina di ricarica, pubblica o privata. Secondo uno studio dell’Associazione federale tedesca per l’eMobility, l’80% dei proprietari di auto elettriche, le ricarica dalla presa domestica. Il processo di ricarica di un auto elettrica richiede almeno otto ore, ma può variare a seconda del veicolo e della batteria.

Va notato che non tutte le colonnine di ricarica sono progettate per gestire grandi quantità di elettricità per un lungo periodo di tempo. Con le prese domestiche la ricarica può essere quasi quattro volte più veloce. Nelle stazioni di ricarica rapida a corrente continua (DC), tuttavia, una ricarica completa può richiedere solo un’ora (a differenza di quelle in corrente alternata, che deve essere prima convertita in continua dall’inverter dell’auto).

Sono già all’orizzonte tecnologie che ridurranno il tempo necessario per ricaricare un’auto a batteria a 20 minuti o meno. Con la nuova Fiat 500E sono sufficienti 5 minuti di ricarica per usare l’auto un giorno intero (50 km) e in Italia a ottobre 2022  sono stati resi disponibili in totale 32.776  punti di ricarica  incrementati rispetto a giugno di 2.072 punti di ricarica.

Quanto durano le batterie di un’auto elettrica? 

La tecnologia per la mobilità elettrica è ancora molto giovane rispetto a quella per le auto con motore a combustione. Questo è il motivo per cui non ci sono studi rappresentativi a lungo termine. A differenza di un’auto con motore a combustione, tuttavia, un’auto elettrica ha il vantaggio di avere meno componenti soggetti a usura.

Tuttavia, l’impianto elettrico e il telaio devono essere sottoposti a manutenzione regolare. Un’attenzione particolare è rivolta alla parte più costosa e fondamentale dell’auto elettrica: la batteria.

I fornitori affermano che le batterie attuali possono durare fra i 100.000 e i 160.000 chilometri. Ciò corrisponde, in media, a una durata di otto-dieci anni e a circa 500-1.000 cicli di ricarica. In molti casi una batteria esausta può essere riparata o ricondizionata.

Dispositivi di ricarica per veicoli elettrici, indagine ARERA

Sono 225 i modelli di dispositivi di ricarica per le auto elettriche censiti e analizzati da ARERA, l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente, con potenze dai 2 kW ai 350 kW, prodotti da 24 aziende. Si tratta di apparati che vanno dalle wallbox casalinghe alle colonnine stradali, dalla ricarica slow e quick (l’86% degli apparati) a quelle fast e ultra-fast.

I prezzi spaziano dai 700 euro dei dispositivi per le famiglie, agli oltre 80mila per le ricariche ultraveloci a uso degli operatori professionali di ricarica, con un prezzo unitario per ogni kW installato che va da 36 a 580 euro, in relazione alla velocità di ricarica (quindi alla potenza elettrica in gioco).

Questi dati sono tratti dalla prima ricognizione Mercato e caratteristiche dei dispositivi di ricarica per veicoli elettrici pubblicata da ARERA nel 2021. È uno dei risultati dell’attività dei focus group sulla mobilità elettrica, istituiti dall’Autorità a inizio 2020, che hanno contribuito anche a individuare i termini della sperimentazione partita il 1° luglio 2021 per favorire la ricarica domestica in fasce orarie notturne e festive, con aumento di potenza gratuito.

Perché è importante l’e-mobility: quali vantaggi offre 

I veicoli elettrici stanno cambiando il modo in cui ci muoviamo, non solo perché sono più ecologici. Il primo punto di vantaggio è che l’elettricità è più economica dei combustibili fossili. Inoltre, i veicoli elettrici richiedono meno manutenzione e meno riparazioni. Non c’è bisogno di cambiare l’olio e i filtri e non ci sono sistemi di scarico, cinghie dentate ecc.. Un motore a combustione ha circa 2.500 componenti, rispetto ai soli 250 di un motore elettrico. Le auto elettriche possono essere riparate rapidamente tramite aggiornamenti software via etere (SOTA).

Le batterie agli ioni di litio utilizzate nelle auto elettriche hanno una lunga durata, vantano un’alta densità di energia e possono essere ricaricate molte volte. Perdono parte della loro capacità di ricarica dopo otto-dieci anni, ma non sempre sono da sostituire, semplicemente immagazzinano meno energia. La maggior parte delle batterie nelle auto elettriche oggi ha una capacità da 20 a 60 kilowattora.

Ecosostenibilità  della mobilità elettrica

Secondo uno studio del Ministero federale tedesco per l’ambiente e dell’Istituto Fraunhofer, le auto elettriche hanno un’impronta di gas serra (CO2) molto più positiva nel corso della loro vita utile, rispetto ai veicoli con motore endotermico.

Rispetto a un veicolo diesel, ad esempio, le emissioni di CO2 di un’auto elettrica sono inferiori del 16% e persino del 27% rispetto a quelle di una moderna auto a benzina. Secondo stime dell’Agenzia tedesca per l’ambiente, anche i veicoli alimentati a batteria aumenteranno il loro vantaggio in futuro: si prevede che un’auto elettrica immatricolata nel 2025 produrrà il 32% in meno di emissioni di CO2 rispetto a un’auto diesel e il 40% in meno di una a benzina.

Per quanto riguarda gli altri impatti ambientali il quadro è più differenziato: il particolato emesso e le materie prime utilizzate nella produzione di auto elettriche sono più elevati rispetto alle auto con motore a combustione.

In definitiva, la ponderazione e la valutazione dei singoli fattori, come la fornitura di elettricità, le emissioni di CO2, la produzione e la rottamazione, sono elementi chiave in un’analisi complessiva di quanto sia ecologica un’auto.

Mobilità elettrica e riduzione dell’inquinamento 

Le emissioni di CO2 stanno avendo un grave impatto sul clima e sull’ambiente. Secondo un sondaggio dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), il traffico automobilistico è responsabile del 24% di tutte le emissioni di CO2 nel mondo.

I veicoli elettrici nascono per contrastare questo fenomeno; a differenza delle auto a benzina e diesel, non emettono CO2 quando circolano. Le auto elettriche, però, sono neutre in termini di CO2 solo se le batterie e l’elettricità per alimentarle sono prodotte utilizzando energie rinnovabili.

Tutti i veicoli della mobilità elettrica

Con il termine veicoli elettrici o EV (electric vehicles) non si definiscono solo le auto elettriche ma anche come autocarri, autobus, barche,  scooter, motociclette, biciclette o monopattini.

In generale i veicoli elettrici sono di tipo plug-in cioè alimentati almeno in parte da energia elettrica. Possono essere veicoli elettrici a batteria (BEV), veicoli elettrici ibridi plug-in (PHEV) e veicoli elettrici a celle a combustibile (FCEV).

Il motore elettrico anche sulle auto ibride: come sono fatte

Un veicolo ibrido trae l’energia per muoversi da due propulsori: un motore elettrico e uno a combustione interna – di solito a benzina, il diesel è meno comune. L’obiettivo della trazione ibrida è quello di combinare i vantaggi di entrambi i sistemi di azionamento e bilanciare i loro svantaggi.

Attualmente, il principale vantaggio di un’auto con motore a benzina o diesel rispetto a un sistema di azionamento elettrico è l’autonomia. Ciò è dovuto all’unità di accumulo di energia, la batteria; man mano che le batterie diventeranno più efficienti, l’autonomia aumenterà. Un altro vantaggio dei veicoli con motori a combustione interna è che sono ancora meno costosi da acquistare rispetto alle auto elettriche. D’altro canto, consumano carburante, causano emissioni e sono rumorosi.

Con i motori elettrici, l’accelerazione è più veloce e dinamica. Tuttavia, a causa della batteria, le auto elettriche hanno un’autonomia ridotta rispetto alle auto con motore endotermico.

La sintesi di entrambi i sistemi di azionamento consente di ridurre il consumo di carburante e le emissioni e anche il costo di acquisto, offrendo una guidabilità dinamica e una lunga autonomia. Il motore elettrico supporta o sostituisce il motore a combustione interna, soprattutto quando è inefficiente, e, in determinate situazioni, aumenta le prestazioni.

I veicoli ibridi generano da sé l’energia elettrica per caricare la batteria, mentre il veicolo è in movimento. In un’auto ibrida, infatti, il motore elettrico funge anche da generatore di corrente. Durante la frenata o l’inerzia, in altre parole, quando il veicolo si muove senza utilizzare energia, converte l’energia cinetica in elettricità (recupero). Solo i veicoli ibridi plug-in possono anche essere ricaricati da una stazione di ricarica.

La maggior parte dei veicoli ibridi passa automaticamente dall’uno all’altro dei due sistemi di propulsione o consente loro di funzionare insieme, a seconda della situazione di guida. In molti veicoli ibridi, il motore elettrico può anche muovere il veicolo da solo, senza consumare carburante. Poiché un motore elettrico ha un alto grado di efficienza anche a basse velocità è particolarmente adatto per l’avviamento e per la guida in città. Il motore endotermico è necessario, invece, per viaggiare sulle autostrade, ossia per lunghe percorrenze e a velocità elevata.

Monopattini e bici elettriche 

Anche monopattini e biciclette contribuiscono a formare il quadro della mobilità elettrica. In Italia sono stati previsti incentivi per il loro acquisto dal bonus mobilità: un contributo massimo di 750 euro (sotto forma di credito d’imposta), che poteva essere richiesto dal 13 aprile al 13 maggio 2022, ma solo per chi ha acquistato il mezzo nel 2020. Per usufruire dell’incentivo era però necessario aver rottamato un vecchio veicolo, contestualmente all’acquisto di un nuovo veicolo con emissioni di CO2 comprese tra 0 e 110 g/km (veicolo di categoria M1).

Quanto alle norme del codice, il limite di velocità è di 20 km/h, 6 km/h nelle aree pedonali. È vietata la sosta sui marciapiedi. Dal 1° luglio 2022 tutti i modelli venduti dovranno essere muniti di frecce e stop; quelli già in circolazione dovranno essere adeguati entro il 1° gennaio 2024.

Imbarcazioni elettriche 

Il report ID TechEx Electric Boats and Ships 2017-2027 indica che il mercato della motorizzazione elettrica ibrida e nautica è in decisa crescita. I produttori di barche e navi elettriche sono un centinaio, il mercato per uso civile è destinato ad aumentare in fretta, fino a raggiungere, in tutto il mondo, i 20 miliardi di dollari nel 2027.

Produttori dell’automotive come General Motors e Volvo Penta hanno annunciato di aver avviato piani per la produzione di motori marini elettrici.

In Francia esiste già un ferry boat elettrico, equipaggiato con un motore Volvo Penta alimentato da una batteria da 500 kWh di capacità, con un’autonomia di 25 km e tempi di ricarica veloce inferiori ai 20 minuti. Quello della motorizzazione elettrica per la nautica (e-Boat) e degli e-dock, le colonnine di ricarica negli approdi e nei porti turistici, sembra davvero un mercato promettente.

La mobilità elettrica nel mondo 

Si stima che le auto elettriche circolanti nel mondo nel primo semestre 2022 siano state 21 milioni, secondo i dati diffusi dal Bloomberg NEF.

La Cina è il campione della mobilità elettrica; non è solo il principale produttore di celle per batterie, ma è anche molto più avanti di tutti in termini di numero di veicoli elettrici immatricolati: circa il 47% (in Europa sono il 32%). Di conseguenza, in Cina esiste anche una grande rete di ricarica arrivata nel 2022 a 4 milioni di punti pubblici.

Negli Stati Uniti circolano secondo i dati più recenti, oltre 2,5 milioni di veicoli elettrici e ci sono più di 108 mila stazioni di ricarica pubbliche, di cui il 13% sono a ricarica rapida.

Secondo il recente Global EV Outlook dell’Agenzia Internazionale dell’Energia, nel 2021 le auto elettriche hanno rappresentato circa il 10% delle vendite totali di auto a livello globale ma la maggior parte sono state vendute soprattutto nei Paesi del Nord Europa.

A detenere il top delle vendite di autovetture elettriche sono: Norvegia (86%), Islanda (72%), Svezia (43%), Danimarca (35%) e Finlandia (31%). La Cina (16%) è tredicesima in questa classifica.

Gli unici altri Paesi non europei che rientrano nella top 20 sono Canada (7%), Corea del Sud (6%), Stati Uniti (5%) e Nuova Zelanda (4%), che occupano gli ultimi quattro posti.

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Pierluigi Sandonnini

Ho una formazione ibrida, tecnologica e umanistica. Nuove tecnologie I&CT e trasformazione digitale sono i miei principali campi di interesse. Ho iniziato a lavorare nella carta stampata, mi sono fatto…