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Auto elettrica, cresce in Europa la rete di ricarica autostradale. E cambiano i prezzi

La rete europea di stazioni di ricarica autostradale per l’auto elettrica sta crescendo: le attuali 200 raddoppieranno entro la fine dell’anno. L’annuncio di Ionity, la joint venture tra i gruppi BMW, Daimler, Ford e Volkswagen per la realizzazione dell’infrastruttura di ricarica. Che lancia una nuova politica dei prezzi

Pubblicato il 27 Gen 2020

Auto elettrica ricarica autostrada

La rete europea di stazioni di ricarica autostradale per l’auto elettrica sta crescendo: Ionity, la joint venture tra i gruppi BMW, Daimler, Ford e Volkswagen per la realizzazione dell’infrastruttura di ricarica, ha fatto sapere che al 16 gennaio erano già state completate oltre 200 stazioni (ognuna delle quali dispone di 4-6 colonnine), che diventeranno 400 entro la fine dell’anno in 20 Paesi europei (destinati a diventare 24).

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Auto elettrica e ricarica autostradale, la nuova politica dei prezzi

Intanto il CEO di Ionity, Michael Hajesch ha rivelato la nuova politica di prezzi per le ricariche nelle stazioni autostradali della compagnia: non più 8 euro per ogni sessione di ricarica ma 79 centesimi di euro per kWh per tutti i clienti che non abbiano già un contratto a tariffa differente con fornitori di servizi di mobilità partner dell’iniziativa.

Si tratta di un prezzo decisamente superiore al costo medio di ricarica con colonnine o prese domestiche (che si aggira intorno ai 30 centesimi per chilowatt, ma varia molto a seconda del contratto sottoscritto e del Paese di residenza): quelle installate sulle autostrade sono però stazioni ad alta capacità, in grado di ricaricare le batterie in 10-15 minuti per le auto che supportano la carica veloce. Come ad esempio Tesla, che ha già una propria rete di ricarica, sita però quasi totalmente all’esterno della rete autostradale.

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L’obiettivo: scegliere l’auto elettrica anche in autostrada

E proprio l’adeguamento infrastrutturale delle autostrade europee è visto dai produttori di auto come un passo fondamentale per convincere gli acquirenti a passare al full electric (il market share è ancora fermo al 2% in Europa) senza per ciò dover rinunciare a lunghi viaggi in autostrada per il timore di rimanere senza energia magari proprio nel mezzo di una vacanza in famiglia. E poiché dal 2021 i limiti normativi del Vecchio continente sulle emissioni saranno ancora più stringenti, con multe salatissime per le case automobilistiche che li sforano, è chiaro il motivo per cui queste stanno cercando di dare sempre maggior impulso all’elettrico.

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