Mattia buongiorno e ben trovato. Presentati in poche battute…
“Sono Mattia Oliva, ho ventisei anni e a gennaio 2026 ho creato TeenVentures, il primo programma di imprenditoria per under 20 italiani.”
Chiaro, rapido, focalizzato sul punto chiave del nostro incontro. Prima di spiegarci come funziona Teenventures, dimmi come ti è venuta l’idea…
“L’idea è nata da una frustrazione personale.”
Vale a dire?
“Ancora pochi anni fa ero un adolescente con un sacco di ambizione, con tante idee, con tanta voglia di fare, ma nel mio paesino di provincia nella periferia di Como questo mio desiderio non solo non veniva valorizzato, ma veniva visto con sospetto.”
Perché? Come si manifestava questo sospetto?
“Lo si vedeva nelle espressioni e nelle risposte delle persone quando dicevo che volevo fare qualcosa di grande. C’era chi mi guardava come se fossi pazzo o chi cercava direttamente di buttarmi giù, anche e soprattutto figure autoritarie come i professori.”
Capisco. E poi cosa è successo?
“Questa cosa me la sono portata dietro per anni, poi ho avuto la fortuna e il privilegio di vivere cinque anni negli Stati Uniti. Dopo il COVID tante università americane davano parecchi incentivi a studenti internazionali per convincerli a trasferirsi, in un periodo in cui la gente non era più abituata a viaggiare, figuriamoci a trasferirsi oltreoceano…”
…e così ne ho approfittato. Hai vissuto il sogno americano?
“Negli States ho trovato un ambiente molto più stimolante e che mi ha spinto effettivamente a scoprire, a coltivare la mia natura imprenditoriale, fino ad arrivare a fare il mio primo piccolo progetto a 22 anni…”
Che progetto era? Una startup iper tecnologica?
“No, ma un piccolo prodotto utile: un costume da bagno con una tasca impermeabile e una zip per mettere il proprio telefono e portafoglio all’interno della tasca, chiudere la zip e buttarsi in acqua senza che i propri effetti personali venissero danneggiati.”
Che esito ha avuto?
“Per quanto fosse un progetto semplice e intrapreso per divertimento, ci ho lavorato per otto, nove mesi. Questo lavoro mi ha insegnato non solo le basi tecniche per lanciare un progetto, ma mi ha anche dato la sicurezza in me stesso e la fiducia nei miei mezzi.”
Una sorta di training imprenditoriale autogeno…
“In effetti è stato così. Mi sono convinto di essere effettivamente in grado di trasformare un’idea in un progetto reale.”
Però stiamo divagando, anche se in modo utile. Tutto questo cosa ha a che fare con TeenVentures?
“A partire dalla mia esperienza, mi sono chiesto: se questo ambiente, questa opportunità invece che a ventidue anni l’avessi avuta a sedici, quanto avrebbe accelerato il mio percorso di crescita? Purtroppo non posso tornare indietro nel tempo, ma sono sicuro che oggi ci sono migliaia di ragazzi e ragazze di sedici, diciasette, diciotto anni, esattamente come lo ero io, che arriveranno tra qualche anno a farsi la mia stessa domanda. E allora…”
E allora?
“Per evitare che questo accada, ho fondato TeenVentures con cui tra febbraio e maggio 2026 abbiamo selezionato venti under20, da nove città italiane diverse. Per otto settimane li abbiamo affiancati a professionisti del mondo startup e venture capital italiano per permettere loro di sviluppare i loro progetti con l’aiuto di professionisti e quindi fin da subito mettersi in gioco e accumulare esperienza.”
Risultato?
“Al termine di queste otto settimane, che si sono svolte da remoto per questioni puramente logistiche, li abbiamo portati a Milano per fare l’evento finale, il demo day, dove tutti hanno presentato i propri progetti di fronte a un centinaio di persone e ad una giuria formata dai ragazzi di Vento. Nei tre mesi successivi alla fine della prima edizione del programma, dei venti partecipanti che hanno preso parte al programma, cinque hanno trovato lavoro in startup.”
Da lì in poi cosa è successo?
“Ci stanno arrivando under 20 da tutta Italia per prendere parte alle nostre iniziative e per candidarsi a quella che sarà la seconda edizione del programma che inizierà a gennaio 2027.”
Gennaio però è ancora lontano e noi giovani siamo impazienti…
“Per venire incontro alla vostra impazienza, ogni giovedì sera durante l’anno scolastico, da settembre a maggio, abbiamo lanciato una serie di webinar accessibili a tutti gli adolescenti d’Italia, “After Hours”.
Cosa accade in questo webinar settimanale?
“Ogni puntata invitiamo founders, operatori di startup, investitori, venture capitalists a parlare, a condividere le loro storie, le loro esperienze con questi ragazzi.”
Ottimo. Non ti ho chiesto quanto costa partecipare al programma?
“Nulla! Il programma è gratuito per tutti i partecipanti. Per capirci, quando sono venuti a Milano per il demo day a maggio 2026 gli abbiamo pagato noi il treno e l’Airbnb a Milano.”
Chi finanzia il progetto?
“Riceviamo sponsorizzazioni sia da parte di startup e fondi di venture capitalist, che mirano principalmente a reclutare giovani talenti, sia da donatori privati che credono nella missione per cui lavoriamo e ci supportano per andare avanti.”
Obiettivi per il 2027?
“L’obiettivo è quello di dare voce e dare opportunità a chi si trova anche in piccole realtà di provincia, dove il talento non solo non viene valorizzato ma viene purtroppo soppresso. Per questo vogliamo arrivare in ogni provincia, in ogni città, in ogni scuola, in ogni via, in ogni quartiere d’Italia per permettere a tutti questi giovani talenti di sentirsi ascoltati, valorizzati e permettere loro di coltivare il proprio talento da subito.”
L’Italia può diventare un Paese per giovani?
“Non lo so….ma vorrei che i giovani potessero diventare grandi nel loro Paese!”
































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