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Conio, Alessandra Grendele direttrice generale: le sfide che la aspettano



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La nomina di Alessandra Grendele, un percorso professionale fra consulenza, innovazione e fintech, è il segnale di una nuova fase per il settore delle criptovalute. Ecco le sfide che la attendono

Pubblicato il 22 apr 2026



Alessandra Grendele
Alessandra Grendele, direttrice generale di Conio
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C’è un passaggio, nei giorni che hanno preceduto l’annuncio ufficiale, che aiuta a leggere meglio il senso della nomina di Alessandra Grendele a direttrice generale di Conio. «Il settore sta vivendo una trasformazione profonda, in cui innovazione e regolazione devono procedere insieme», ha scritto su LinkedIn la manager. Non un commento qualsiasi, ma una presa di posizione che suona quasi come un programma.

Poche ore dopo sarebbe arrivata la formalizzazione: Grendele nuova direttrice generale di Conio. Una scelta che matura in una fase tutt’altro che ordinaria per il mercato delle criptovalute, stretto tra una crescente istituzionalizzazione e l’impatto delle nuove regole europee. Ed è proprio in questo spazio – dove finanza tradizionale e asset digitali iniziano davvero a sovrapporsi – che si giocherà la partita più delicata per Conio nei prossimi anni.

Alessandra Grendele in Conio, una nomina che riflette la maturità del mercato

L’arrivo di Grendele rappresenta molto più di un semplice avvicendamento manageriale. È il segnale di un settore che sta uscendo dalla sua fase più sperimentale per entrare in una dimensione industriale, dove contano governance, execution e capacità di dialogo con le istituzioni.

Conio, fondata nel 2015 da Christian Miccoli e Vincenzo Di Nicola, è stata tra le prime realtà italiane a intuire il potenziale delle criptovalute, costruendo fin da subito un posizionamento chiaro: offrire infrastrutture sicure per la gestione di Bitcoin, puntando su un modello che mettesse al centro la fiducia.

Nel tempo, questa visione si è tradotta in una strategia precisa: collaborare con il sistema bancario invece di contrapporsi ad esso. Un approccio che ha portato all’ingresso nel capitale di player come Poste Italiane e Banca Generali, trasformando Conio in un ponte tra mondi che fino a pochi anni fa apparivano inconciliabili.

Chi è Alessandra Grendele

Il percorso professionale di Alessandra Grendele aiuta a leggere in filigrana anche la direzione che Conio intende prendere nei prossimi anni. Un percorso costruito all’incrocio tra consulenza, innovazione e servizi finanziari, con una progressiva specializzazione nei modelli digitali e nelle piattaforme.

Grendele ha maturato una parte significativa della sua carriera in Accenture, dove ha lavorato su progetti di trasformazione digitale per grandi organizzazioni, sviluppando competenze su processi, tecnologia e change management. Un’esperienza che le ha permesso di confrontarsi con la complessità delle grandi aziende e con le dinamiche di integrazione tra innovazione e strutture consolidate.

Successivamente ha ricoperto ruoli di crescente responsabilità in Intesa Sanpaolo, dove ha contribuito a iniziative legate all’innovazione e allo sviluppo di nuovi servizi digitali. In particolare, ha lavorato su progetti che mettono in relazione banca tradizionale, startup e nuove tecnologie, anticipando di fatto quel modello di collaborazione che oggi è al centro della strategia di molte istituzioni finanziarie.

Prima della nomina in Conio, è stata inoltre coinvolta in attività di open innovation e sviluppo di ecosistemi, rafforzando il proprio profilo come figura capace di muoversi tra mondi diversi: corporate, startup e piattaforme tecnologiche. Un posizionamento sempre più richiesto in un settore, come quello crypto-fintech, dove la capacità di costruire partnership è determinante.

Dagli interventi pubblici di Alessandra Grendele emerge una visione manageriale molto chiara: “l’innovazione non è solo tecnologia, ma soprattutto cultura e persone”, ha scritto su LinkedIn, sottolineando il ruolo centrale dei team nei processi di trasformazione. Un approccio che lascia intravedere un’attenzione particolare non solo alla crescita del business, ma anche alla costruzione di un’organizzazione capace di reggere la complessità della nuova fase.

Un profilo, dunque, che combina visione strategica e capacità di execution, particolarmente coerente con le sfide che attendono Conio: scalare, integrarsi sempre di più con il sistema finanziario e farlo mantenendo un’identità tecnologica forte.

Il percorso di Conio: da startup a partner delle banche

Conio rappresenta un caso emblematico di innovazione fintech in Italia. Un percorso che parte da una tecnologia – la custodia multi-firma – e arriva a un modello di business sempre più orientato al B2B2C.

Il cuore dell’offerta resta la sicurezza: la capacità di proteggere asset digitali in un contesto dove il rischio tecnologico e operativo è elevato. Ma negli anni questa competenza si è evoluta in qualcosa di più ampio: una piattaforma che consente alle banche di offrire servizi crypto ai propri clienti senza doversi esporre direttamente alle complessità tecniche.

È in questa logica che si inseriscono le collaborazioni con istituzioni finanziarie italiane, tra cui Banca Generali, che ha integrato i servizi di custodia Bitcoin nella propria offerta. Un modello destinato a rafforzarsi, soprattutto alla luce della crescente domanda da parte della clientela private e affluent.

Il contesto: tra regolazione e nuova domanda istituzionale

La nomina di Grendele arriva in un momento cruciale. Il mercato delle criptovalute sta attraversando una fase di transizione: da ecosistema frammentato e spesso opaco a settore sempre più regolato e integrato nel sistema finanziario.

In Europa, il regolamento MiCA (Markets in Crypto-Assets) rappresenta un punto di svolta. Introduce regole chiare, ma anche nuovi requisiti in termini di trasparenza, sicurezza e governance. Per le aziende del settore, significa adattarsi rapidamente, investendo in compliance e strutture organizzative.

Per Conio, questo scenario presenta un duplice volto: da un lato rafforza il valore del suo posizionamento basato su sicurezza e affidabilità; dall’altro, aumenta la pressione competitiva e la complessità operativa

La sfida sarà trasformare la regolazione da vincolo a leva competitiva. Un passaggio tutt’altro che scontato, ma decisivo per chi vuole giocare un ruolo di primo piano nel nuovo equilibrio del mercato.

Le priorità strategiche: scalare senza perdere identità

Guardando ai prossimi anni, le sfide di Alessandra Grendele appaiono piuttosto chiare.

La prima è la scalabilità del modello B2B. Dopo aver consolidato partnership rilevanti in Italia, Conio dovrà ampliare il proprio raggio d’azione, anche a livello europeo. Un obiettivo che richiede standardizzazione dei servizi, capacità commerciale e una forte credibilità istituzionale.

La seconda riguarda il posizionamento competitivo. Il mercato della custody crypto è sempre più affollato, con la presenza di grandi operatori internazionali e nuovi entranti. Per distinguersi, Conio dovrà continuare a investire in tecnologia, ma anche in brand e relazioni.

La terza è l’educazione del mercato. Nonostante la crescente attenzione, l’adozione delle criptovalute in Italia resta limitata. Costruire fiducia, spiegare i rischi e le opportunità, accompagnare clienti e partner in questo percorso sarà parte integrante della strategia.

Le sfide operative: tecnologia, talenti e governance

Accanto alla strategia, ci sono le sfide quotidiane che determineranno il successo della nuova fase.

Evoluzione tecnologica
Il mondo crypto evolve rapidamente. Nuovi protocolli, nuove soluzioni di custodia, nuove esigenze dei clienti. Mantenere un vantaggio competitivo richiederà investimenti costanti in ricerca e sviluppo.

Attrazione dei talenti
Il fintech è uno dei settori più competitivi sul piano delle competenze. Cybersecurity, blockchain, sviluppo software: profili difficili da trovare e trattenere. La capacità di costruire un team solido sarà un fattore critico.

Governance e compliance
Con l’entrata in vigore di normative più stringenti, la gestione della compliance diventa centrale. Processi, controlli e strutture organizzative dovranno evolvere per rispondere a standard sempre più elevati.

Il ruolo dei soci: una leva da attivare

La presenza di soci come Poste Italiane e Banca Generali rappresenta un asset strategico importante.

Poste Italiane, con la sua base clienti e la capillarità territoriale, può diventare un canale di distribuzione decisivo per i servizi crypto. Banca Generali, invece, offre accesso a una clientela sofisticata, interessata a diversificare i propri investimenti.

La sfida per Alessandra Grendele sarà trasformare queste potenzialità in risultati concreti, rafforzando le sinergie e sviluppando nuovi casi d’uso.

Oltre Bitcoin: evoluzione o specializzazione?

Un altro nodo strategico riguarda il perimetro dell’offerta. Finora, Conio ha puntato su Bitcoin, l’asset più consolidato e riconosciuto.

Ma il mercato sta evolvendo: stablecoin, tokenizzazione, nuovi strumenti finanziari basati su blockchain. Ampliare l’offerta potrebbe aprire nuove opportunità, ma comporta anche maggiore complessità e rischi.

La decisione su questo fronte sarà cruciale per il futuro posizionamento dell’azienda.

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