Il settore assicurativo si trova oggi di fronte a una contraddizione difficile da ignorare: è uno dei comparti che investe di più in innovazione tecnologica, eppure continua a faticare ad attrarre le nuove generazioni di professionisti. Secondo le analisi di Italian Insurtech Association il comparto assicurativo tra gli studenti universitari si colloca solo al 14° posto tra i settori più desiderati in cui lavorare, un dato che evidenzia un significativo scarto tra la realtà industriale e la sua percezione tra i giovani talenti.
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AI e assicurazioni: investimenti in crescita
I numeri raccontano un’industria in piena trasformazione. Secondo le elaborazioni di Italian Insurtech Association, nel 2026 gli investimenti in intelligenza artificiale nel settore assicurativo italiano raggiungeranno circa 250 milioni di euro su un volume complessivo di circa 1,65 miliardi destinati all’innovazione. La crescita è costante: la quota di investimenti in soluzioni di AI sul totale è passata dal 5% nel 2024 al 10% nel 2025, fino al 15% previsto per il 2026.
Questo significa che l’intelligenza artificiale sta rapidamente passando da tecnologia di supporto a componente strutturale dei processi assicurativi, incidendo sempre più direttamente su underwriting, gestione dei sinistri, distribuzione e relazione con il cliente. Le compagnie assicurative stanno di fatto diventando organizzazioni data-driven, nelle quali la capacità di leggere e interpretare grandi volumi di dati è diventata una competenza centrale quanto la conoscenza attuariale tradizionale.
Il gap di competenze
Questa trasformazione tecnologica sta modificando profondamente anche il profilo delle competenze richieste.
Secondo la ricerca “Elementi trasformativi nel settore assicurativo” realizzata da EY per Italian Insurtech Association, l’88% delle compagnie considera prioritarie le competenze digitali e tecnologiche, con particolare attenzione a AI e machine learning (83%), data analytics (75%) e automazione dei processi (50%). Allo stesso tempo, il 67% degli operatori segnala la presenza di un gap di competenze digitali all’interno delle proprie organizzazioni, evidenziando una difficoltà crescente nel reperire profili adeguati alle nuove esigenze del mercato. La trasformazione tecnologica sta inoltre modificando il contenuto stesso dei ruoli professionali: secondo la stessa ricerca, il 63% degli operatori ritiene che l’intelligenza artificiale porterà a una trasformazione significativa delle mansioni esistenti, con l’emergere di nuove figure legate alla gestione dei dati, all’addestramento dei modelli e alla governance degli algoritmi.
Il risultato è un disallineamento crescente tra la domanda di competenze digitali espressa dalle imprese e la capacità del mercato del lavoro di soddisfarla. Da un lato le imprese assicurative richiedono figure professionali in grado di combinare competenze tecnologiche, analisi dei dati e conoscenza dei modelli di rischio; dall’altro, molti giovani continuano a percepire il settore come distante dai percorsi professionali più innovativi, orientandosi verso ambiti come tecnologia, consulenza o fintech. Non si tratta solo di un problema di recruiting, ma di un deficit di narrazione: il settore non riesce ancora a raccontarsi come luogo di innovazione, nonostante gli investimenti dicano esattamente il contrario.
Colmare il divario: il ruolo di Talent for Insurance
È in questo contesto che si inserisce “Talent for Insurance”, il progetto ideato e promosso da Italian Insurtech Association per costruire un ponte concreto tra mondo accademico ed ecosistema assicurativo. Il programma nasce proprio con l’obiettivo di ridurre il divario tra la trasformazione del settore e la percezione che ne hanno i giovani talenti, combinando un roadshow in dodici università italiane, contenuti digitali dedicati e una piattaforma di matching che utilizza strumenti di intelligenza artificiale per mettere in relazione i curriculum degli studenti con compagnie assicurative, broker e aziende tecnologiche dell’ecosistema insurtech. Accanto alla dimensione digitale, il progetto prevede momenti di incontro diretto tra studenti e imprese, come i Company Open Day, che permettono ai talenti selezionati di entrare negli headquarters delle aziende partner per conoscere dall’interno i modelli organizzativi, i team di lavoro e le opportunità di carriera offerte dal settore. L’obiettivo non è soltanto promuovere opportunità professionali, ma rendere più visibile la trasformazione tecnologica.
AI & Insurtech: appuntamento il 26 marzo a Milano
La trasformazione digitale del settore assicurativo non si completa con gli investimenti in tecnologia, ma con le persone capaci di governarla. Di questo tema, della crescita degli investimenti in AI che stanno contribuendo a trainare tutto il comparto, del gap di competenze e di come migliorare l’attrattività del settore si parlerà nel corso della terza edizione di AI & Insurtech, l’evento promosso da Italian Insurtech Association che si terrà il 26 marzo a Milano. Gli operatori del settore, le aziende tecnologiche e le istituzioni discuteranno di come l’adozione dell’intelligenza artificiale stia trasformando i modelli operativi delle compagnie assicurative e, di conseguenza, il fabbisogno di nuove competenze.
Per un comparto che fonda la propria esistenza sulla gestione del rischio e sulla costruzione della fiducia, attrarre talenti non è una questione di employer branding, ma una condizione necessaria per sostenere l’evoluzione del settore e accompagnare una trasformazione che passa dall’integrazione tra tecnologia, dati e capitale umano.



















