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Marco Noseda, Chief Impact and Strategy Officer di Cariplo Factory: “Con Good Loop l’AI entra nel Terzo Settore”



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Cariplo Factory lancia Good Loop, programma gratuito che aiuta le organizzazioni non profit a utilizzare l’AI per migliorare processi, comunicazione e raccolta fondi. Tutto su moduli formativi e bootcamp

Pubblicato il 13 mar 2026

Antonio Palmieri

Fondatore e presidente di Fondazione Pensiero Solido



Marco Noseda, Chief Impact and Strategy Officer di Cariplo Factory
Marco Noseda, Chief Impact and Strategy Officer di Cariplo Factory

  • Good Loop è un programma di Cariplo Factory per aiutare il Terzo Settore ad adottare l’AI nelle attività quotidiane.
  • Moduli gratuiti, asincroni e in presenza con casi reali e micro-toolkit: 3.926 iscritti, 8.608 attestati e percorso per diventare AI Evangelist.
  • La Community of Practice (2.457 attivi) connette organizzazioni; il progetto, sostenuto da Fondazione Cariplo e partner, promuove governance e Responsible AI per amplificare l’impatto sociale.
Riassunto generato con AI

“Il Terzo Settore è in piena trasformazione, e la domanda su come l’intelligenza artificiale possa potenziarne i servizi, rendere più efficienti i processi interni e amplificare l’impatto sociale è sempre più urgente. Good Loop è la nostra risposta concreta a questa domanda.”

Cos’è Good Loop

Premessa importante la tua, Marco Noseda, Chief Impact and Strategy Officer di Cariplo Factory e quindi colui che guida questo progetto. Prima di proseguire, mi sai dire il perché di questo nome?

“Il nome racchiude la nostra missione: mettere in circolazione il bene comune. Il Terzo Settore vive di questo: soci, volontari, operatori che ogni giorno generano impatto positivo nelle comunità. Good Loop vuole amplificare questa energia. Concretamente, i nostri incontri formativi accompagnano chiunque faccia parte di un’organizzazione non profit nella scoperta e nell’adozione pratica dell’IA, trasformando competenze tecniche in strumenti concreti per il lavoro quotidiano.”

Il rapporto tra Terzo Settore e tecnologia è da sempre complicato, come dimostrano sia gli studi effettuati nel corso di questi ultimi anni, sia l’esperienza diretta. Perché dovrebbe andar meglio con Good Loop?

“Perché non si tratta di una risposta teorica. Il programma parte dalle basi dell’AI e arriva fino agli utilizzi più avanzati: produttività e automazione, comunicazione e storytelling, analisi dei dati per il fundraising, progettazione e grant writing. Il tutto con un’attenzione costante ai temi della Responsible AI e della governance.

Il nostro approccio è fortemente pratico: casi d’uso reali, demo live, micro-toolkit riutilizzabili. Non formiamo per il gusto di formare, vogliamo che ogni partecipante esca con strumenti applicabili da subito.”

Good Loop: i numeri e il feedback

Che riscontri avete, a questo momento?

“Good Loop ha già sviluppato tre repliche dei moduli formativi, accompagnando organizzazioni non profit di tutta Italia nell’adozione consapevole dell’AI. I numeri parlano chiaro: 3.926 iscritti al programma, 2.457 nella Community of Practice, 8.608 attestati rilasciati e un rating di gradimento di 8,4 su 10.”

Numeri promettenti. A proposito di numeri, quanto costa partecipare?

“Zero. Non ci sono costi, né vincoli. Moduli online, bootcamp in presenza e attestati di completamento sono tutti completamente gratuiti. Inoltre, ogni partecipante sceglie liberamente i moduli che preferisce, senza alcun obbligo di sequenza.

Chi completa tutti i moduli ottiene il titolo di AI Evangelist: una figura chiave per portare innovazione reale nella propria organizzazione. E non c’è limite al numero di partecipanti per ente: interi team possono formarsi insieme.”

Cosa bisogna fare per partecipare?

“Dal 4 marzo l’appuntamento è online ogni mercoledì alle 17:00. Per iscriversi basta visitare cariplofactory.it/progetto/good-loop/

Allora stavolta arrivo in ritardo. È troppo tardi per iscriversi?

“No! Se anche ti iscrivi ora non perdi nulla: i primi quattro moduli — più un incontro dedicato a casi pratici e Q&A — sono disponibili in modalità asincrona attraverso la nostra Community of Practice. Registrazioni, slide e link per gli attestati sono tutti accessibili in qualsiasi momento.”

In concreto, cosa fa questa comunità di pratiche?

“La Community of Practice non è solo un archivio di materiali, è uno spazio vivo. Supporta, connette e favorisce lo scambio continuo di idee e buone pratiche tra organizzazioni non profit di tutta Italia. Con più di 2.500 iscritti attivi, è diventata un ecosistema di apprendimento collettivo dove le esperienze di un’organizzazione diventano risorse per tutte le altre. Esattamente il “loop” che il nome del programma promette.”

Il ruolo di Cariplo Factory

Cariplo Factory non è da sola in questa iniziativa…

“Il progetto è promosso da Cariplo Factory e Fondazione Cariplo, con il supporto di Fondazione Triulza e il contributo di Fondo per la Repubblica Digitale e Microsoft Italia — nell’ambito di Microsoft Elevate, il programma globale per l’accesso alle nuove tecnologie.

Ma c’è qualcosa di più importante da dire sul ruolo di Cariplo Factory…”

Diciamola…

“In Good Loop non siamo un semplice partner esecutivo. Siamo un abilitatore di ecosistemi: mettiamo in relazione tecnologie avanzate, bisogni sociali e competenze che il Terzo Settore fatica a reperire da solo…”

…in sostanza, quella che da quindici anni a questa parte ho definito “tecnologia solidale”…

“Ci siamo capiti. Concretamente, Cariplo Factory svolge tre funzioni: diffonde competenze digitali superando il gap tra innovazione e operatività; trasforma i processi del Terzo Settore attraverso un uso strategico dell’AI; costruisce comunità competenti dove operatori, professionisti e volontari si scambiano esperienze e soluzioni replicabili. Da sempre promuoviamo progetti in cui l’innovazione non è fine a sé stessa, ma uno strumento accessibile, condiviso e orientato all’impatto. Good Loop è la sintesi più compiuta di questa visione. Vogliamo contribuire alla crescita complessiva del settore e alla generazione di modelli replicabili, insomma, essere un ponte tra mondo tecnologico e mondo sociale. Vogliamo che il Terzo Settore non si limiti a “utilizzare” la tecnologia, ma a integrarla nel proprio modo di lavorare, rendendolo più efficace, trasparente e sostenibile.”

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